16/10/09

Ponte di Messina, ecco da dove provengono i soldi

pontesullostretto

Con la nazione che ancora piange i morti messinesi dovuti ad una situazione edilizia da terzo mondo, il nostro amato premier ha il coraggio di parlare della grande quanto inutile opera del sud Italia. Il Ponte di Messina. Il pluriprescritto ha infatti affermato che “il Ponte sullo Stretto si farà” e che “a dicembre partiranno i lavori”.

Ma andiamo al punto più delicato della questione. Chi, in questo periodo di crisi e di tagli, sborserà i soldi per la costruzione?

I furbetti pro al ponte vi risponderanno che l’opera verrà fatta con i soldi delle banche. In pratica la natura privatistica del modello consente alla “Stretto di Messina S.P.A.” di attivare con la massima libertà dei prestiti di qualsiasi cifra che le Banche sicuramente non rifiuteranno.

Ma casualmente quello che si dimentica sempre di dire è il perché di questa “generosità” da parte delle Banche. La risposta è semplice ed immediata. Perché i prestiti sono garantiti dal capitale pubblico. Sarà lo Stato che dovrà rimediare ai debiti frutto della prevedibile differenza tra le rate di rimborso dei prestiti e le entrate relative alla gestione del Ponte.

In altre parole, come sempre succede in questa nazione dove non si conosce il vero significato di “libero mercato”, i prestiti di una società di diritto privato si trasformeranno in debito che andranno a pesare sul bilancio dello Stato.

Gli italiani, in sintesi, come già successo per le autostrade, pagheranno due volte l’opera. Una volta – se mai il ponte sarà aperto – pagando il pedaggio per attraversarlo. L’altra volta subendo il reale peso dovuto alla costruzione del ponte. Ma la cosa “bella” è che quest’ultimo “scippo” gli italiani lo subiranno sia che il ponte si farà sia che non si farà, perché Eurolink – leggi Impregilo – verrà pagata in ogni caso.

Fonte articolo

Stop al consumo di territorio
La Casta dei giornali
Firma la petizione per dire NO al NUCLEARE.

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