08/11/09

Stefano Cucchi, l'altro crocifisso.

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Mentre il Paese discute l'avvincente questione dei crocifissi finti appesi nelle nelle scuole, nessuno se la sente di dibattere davvero il problema dei crocifissi veri che costellano strade e carceri.

Si parla dell'importanza dei simboli fino a sgolarsi, e pare che l'uomo appeso a una croce di legno sia un simbolo di una tale potenza evocativa da non potervi proprio rinunciare. Io sono assolutamente d'accordo: questioni dottrinali a parte, a me quello pare il simbolo di tutti gli ammazzati ingiustamente da un potere più grande di loro, e alle loro istanze del tutto indifferente. Un potere che nella maggior parte delle volte rimane impunito.

Eppure, sono ragionevolmente sicura che molti di coloro che difendono con passione la presenza del crocifisso finto, con altrettanta convinzione sostengono che il crocifisso vero Cucchi in fondo era un tossico che spacciava e quindi se lo è meritato. Non colgono la contraddizione, e magari non gliene importa nulla.

Quanto somiglia al Cristo deposto del Mantegna il corpo di Stefano Cucchi sul tavolo dell'obitorio? La somiglianza, è il caso di dirlo, è impressionante.

E dire che c'è stato persino chi ha trovato le immagini talmente sgradevoli da rimproverare chi le ha pubblicate. Anch'io mi ribello quando qualcuno pubblica i bambini straziati delle guerre mediorientali: non occorre il raccapriccio per sapere cosa combina una guerra, bastano abbondantemente le descrizioni e persino i freddi numeri. Ma il caso di Cucchi è completamente diverso: come dice la sempre perfetta Lameduck, qui si è trattato di ostensione della verità, a mò di Sacra Sindone, una verità che altrimenti sarebbe stata minimizzata, discussa, e alla fine inevitabilmente negata. E' già successo, mille volte.

Ciò su cui non mi illuderei è invece che dopo la verità arrivi la giustizia: le due, seppur spesso menzionate appaiate, quasi sempre divergono. A cominciare da Bolzaneto e dalla Diaz, passando per il giovane Aldrovandi e per tutti i morti o picchiati in carcere o zone limitrofe (che aumentano del 20% l'anno), sembra proprio di assistere ad una sfilata di Ponzio Pilato, di sadducei e di legionari romani che la sfangano alla grande, insieme ai tanti ladroni che svicolano condanne ogni giorno.

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