17/12/09

IL FRECCIAROSSA HA FATTO FLOP

E’ un vero peccato che ieri a Torino in occasione della prima “prova su strada” del TAV Frecciarossa in una giornata lavorativa non fossero presenti Moretti, Cipolletta, Berlusconi (unico assente giustificato), Chiamparino, Mercedes Bresso, Salvatore Ligresti e John Elkan.

E’ un peccato perché tutto il gotha della politica e dell’economia, pronto a tessere le lodi del mirabolante sistema TAV italiano, dispensando tempi da fantascienza durante il party del viaggio inaugurale, con l’ausilio della stampa compiacente, avrebbe potuto toccare con mano la felicità dei pendolari “forzati” di quel Frecciarossa che stando alle parole di Gian Antonio Stella dovrebbe volare come un aereo e pure degli altri che ancora calcano le poche carrozze dei treni regionali superstiti.

I Frecciarossa di giornata non hanno infatti rispettato gli orari pubblicizzati da Moretti sui grandi media e hanno accumulato sistematicamente ritardi variabili dai 10 fino ai 50 minuti, traducendo nella realtà tempistiche molto lontane dai record promessi dai pifferai. Il tutto fra le proteste dei viaggiatori che dopo avere pagato il salatissimo biglietto per un’alta velocità riscontrabile solo sulla carta, si sono anche ritrovati costretti a viaggiare in piedi a causa del sovraffollamento dei convogli, conseguente al completo flop nell’organizzazione del servizio e nell’applicazione dei nuovi orari.

I treni soppressi, al fine di costringere i passeggeri a “scegliere” il TAV ormai non si contano più e tutti i diretti per Venezia, Trieste, Bari e Lecce sono soltanto le ultime vittime. Sui pochi convogli superstiti viene sistematicamente ridotto il numero dei vagoni ( ufficialmente per risparmiare attraverso la riduzione del personale di bordo) con la conseguenza di poter ospitare sempre meno viaggiatori.

Gli oltre 60.000 pendolari che ogni giorno hanno bisogno del treno per recarsi al lavoro, non sembrano somigliare per nulla al MiTorinese mutante tanto caro ad Egle Santolini.
Anzi al contrario stanno scendendo sul piede di guerra per domandare rispetto nei confronti della loro condizione di vittime della degenerazione del servizio ferroviario e da ieri anche dell’ologramma di quel Frecciarossa che le Ferrovie stanno usando per aumentare il prezzo dei biglietti e tentare di giustificare in qualche modo i troppi miliardi dilapidati senza una ragione.

di Marco Cedolin

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