Credo che ne converrete con me: l'alternanza climatica di questi giorni è stata realmente sconvolgente, con uno sbalzo termico che, al centro di Firenze, ha superato i 20 gradi in due giorni.Non me lo sono sognato, l'ho misurato io.
I risultati li avrete sentiti. Scioglimento brutale ed improvviso della neve, piogge intese, frane, inondazioni.
Ancora una volta i cittadini sono stati lasciati soli di fronte all'emergenza. Quasi nessuno è stato avvisato. Quasi nessuno di quelli avvisati lo è stato in tempo. Danni enormi ed il peggio evitato solo perchè è smesso di piovere.
Non tutto è andato male, ad esempio nella piana tra Firenze, Prato e Pistoia le paratie automatiche hanno funzionato, i tecnici del consorzio di bonifica hanno tenuto la situazione sotto controllo e molti danni sono stati evitati, in particolar modo nei distretti industriali a Sud di Prato.
Vi ricorderete, forse, di Leonardo Libero, direttore di "Energia dal sole" membro di Aspo italia ed amico, è già stato ospite del nostro blog.
Ho deciso di pubblicare la lettera aperta che ha inviato a Vittorio Feltri, direttore del Giornale, perchè credo che sia arrivato il momento di prendere sul serio sia i cambiamenti climatici che le sciagure che provocano e che provocheranno nel futuro.
Ignorarli o addirittura scherzarci sopra, come hanno fatto solo pochi giorni fa sul Giornale, irridendo coloro che li studiano ed i risultati delle loro ricerche non è semplicemente irresponsabile ed ottuso: è il segno di una strategia di negazione ad oltranza che ha ben definiti scopi ed obbiettivi. Sono peraltro scopi ed obbiettivi tanto evidenti, anche negli interessi che intenderebbero assistere, quanto di breve durata e di corte vedute. Nel frattempo però provocano danni, diretti ed indiretti, culturali e funzionali. Chi ha la responsabilità di informare ha, in primo luogo quella di informare seriamente.
Vasto programma, l'abbiamo già detto.
update:
Buona lettura
In conseguenza di quel ritiro, per fare un esempio che dovrebbe interessarVi, se davvero si realizzeranno centrali nucleari nel nostro paese, esse dovranno trovarsi tutte in riva al mare - con aggravio non indifferente di costi - perchè già oggi, dicono gli esperti, nessun fiume italiano potrebbe assicurare, per tutto l'anno, l'acqua di raffreddamento necessaria anche a una sola di esse e meno ancora, presumibilmente, lo potrà in futuro.
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