29/12/09

Tre storie trammatiche - continua

La seconda storia trammatica che vi racconto dopo quella di Parma avviene nella patria del Rinascimento e della lingua italiana, Firenze, dove sembrava potesse realizzarsi il progetto più avanzato di rete tranviaria esistente attualmente in Italia (quasi a pari merito segue la città di Palermo).
La prima linea, che collega il capoluogo toscano al Comune limitrofo di Scandicci, attraversa l’Arno su un nuovo ponte in corrispondenza del Parco delle Cascine e arriva alla stazione ferroviaria opera del grande architetto Michelucci, costeggiando la stupenda chiesa trecentesca di Santa Maria Novella, per una lunghezza complessiva di 7,6 km di percorso e 14 fermate. E’ stata di recente ultimata e anche il collaudo dei mezzi Sirio lungo il percorso è terminato. I tempi di realizzazione sono stati al solito italianamente dilatati, 5 anni contro i 3-3,5 anni del resto del mondo, l’entrata in esercizio della linea inizialmente prevista per settembre è stata spostata per ora a febbraio del prossimo anno in attesa delle ultime contrastate autorizzazioni ministeriali e che gli autisti provenienti dall’azienda di trasporto locale si decidano a firmare il contratto, ma alla fine questo primo importante passo per dotare Firenze di un moderno sistema di trasporti collettivo finalmente sarà compiuto.
Le altre due linee, completamente finanziate, comprendono la 2, che parte dall'aeroporto di Peretola, interscambia con l'Alta Velocità ferroviaria, percorre il centro storico e termina in piazza della Libertà, per 7,2 km di percorso e 18 fermate e la 3, che dall'ospedale di Careggi si collega con la stazione di Santa Maria Novella passando per la Fortezza da Basso, per 4 km e 10 fermate.
I lavori sono già stati da tempo appaltati attraverso un’interessante procedura definita in italiano “finanza di progetto”, che ha assegnato la realizzazione e la gestione dell’opera, non alla ditta di trasporti di Poggibonsi (con tutto il rispetto per Poggibonsi) ma, nientepopodimeno che, a un colosso europeo del settore, la RATP, l’azienda dei trasporti pubblici parigini. Subito dopo è stata costituita la Gest (società che gestirà l’intera rete tranviaria, partecipata da RATP e ATAF, l’azienda di trasporto pubblico fiorentina).
Ma nel nostro sconclusionato paese non è mai detta l’ultima parola. Come ho anticipato in questo mio precedente articolo, nei primi mesi dell’anno viene eletto un nuovo Sindaco, il giovane rampante Matteo Renzi che, forse spinto dalla pulsione psicologica di “uccidere il padre” o da chissà che cosa, annuncia lo stravolgimento della linea 2, cancellando il molto contestato passaggio del tram nella Piazza del Duomo, magnifico e frequentatissimo luogo simbolo del turismo internazionale. E, come primo atto, pedonalizza completamente la stessa Piazza, eliminando il passaggio giornaliero di circa 2300 autobus. Le nuove linee di trasporto pubblico su gomma spostate dalla direttrice strategica originaria già cominciano a mostrare le prime crepe, con autobus incastrati in ingorghi colossali e afflitti da tempi di percorrenza biblici. Ma il nostro “innovatore” prosegue imperterrito, mentre i tempi di costruzione delle nuove linee si allungano terribilmente e la società costruttrice minaccia di chiedere i danni previsti dal Contratto per il ritardo nell’inizio dei lavori.

Cosa dire? Matteo Renzi è stato eletto direttamente dal “popolo” ed ha il diritto di governare nel rispetto della linea politica che ha proposto agli elettori però, in una moderna democrazia, avrebbe il dovere di spiegare le ragioni delle sue scelte, francamente ancora oscure e incomprensibili.

Primo punto: è incontestabile che l’impatto del tram sull’ambiente e i monumenti della Piazza sarebbe irrilevante e comunque nettamente inferiore a qualsiasi altro mezzo di trasporto perché, come dimostrano innumerevoli esperienze europee analoghe:
1) I nuovi metodi di posa degli armamenti tranviari in sede stradale, e i nuovi materiali usati consentono non solo di minimizzare le vibrazioni e la resistenza al moto, ma anche di evitare completamente ogni trasmissione di vibrazioni agli edifici adiacenti, nonché di ridurre la rumorosità di questi veicoli, che oggi è di circa 20 decibel inferiore a quella degli autobus e del traffico motorizzato in genere (si tratta di una drastica riduzione del rumore, perché i decibel sono in scala logaritmica).
2) L’inquinamento atmosferico prodotto dal tram a livello locale è nullo.
3) L’impatto visivo è limitato, sia grazie all’estetica delle moderne vetture tranviarie che si integra bene con i monumenti dei centri storici, sia per un’interessante innovazione che verrebbe sperimentata per la prima volta a Firenze, consistente nella sostituzione, per un breve tratto, dell’alimentazione aerea con delle batterie elettriche a bordo del tram.
Proprio per questi motivi, la locale Soprintendenza ai Beni Artistici e Architettonici ha espresso il proprio parere favorevole alla realizzazione dell’opera e al passaggio nella Piazza del Duomo, in uno dei centri storici più tutelati del mondo.
Quindi, caro Sindaco, si degnerebbe di dirci per quale motivo lei ha deciso di rinunciare a trasportare nel cuore di Firenze, su una direttrice di trasporto strategica, grandi masse di persone con un impatto ambientale praticamente inesistente?

Secondo punto: Il progetto originario è stato valutato redditizio da un’azienda di grande esperienza e competenza nel settore del trasporto rapido di massa, la RATP che, per questo motivo, ha partecipato e vinto la gara indetta dal Comune di Firenze per realizzare e gestire le tre linee tranviarie.
Quindi, caro Sindaco, secondo lei RATP sarebbe disponibile ad accettare una soluzione progettuale diversa e peggiore sul piano economico-gestionale rispetto a quella su cui si è aggiudicata la gara, rinunciando ad avvalersi delle clausole contrattuali che prevedono in questi casi pesanti penali a carico del Comune?

Terzo punto: le forze politiche di centro-destra che si oppongono alla giunta del nuovo Sindaco stanno sostenendo da tempo e a tutti i livelli (compreso il toscano Ministro alle Infrastrutture) una intransigente battaglia proprio contro il passaggio del tram nel centro storico, appoggiando contemporaneamente un progetto, questo sì assurdo per una città come Firenze, di metropolitana sotterranea, presentata pochi anni fa da settori molto influenti della città.
Quindi, caro Sindaco, questa sua evidente convergenza con le posizioni del centro-destra è solo involontaria o ne condivide i veri obiettivi? In altre parole, appoggerà anche lei l’ipotesi di sostituire le linee tranviarie già approvate con una linea di metropolitana sotterranea, assolutamente inidonea per una città come Firenze?

Naturalmente, sono convinto che Renzi non leggerà queste domande né si degnerà di rispondere. Ma mi auguro che prima o poi gliele ponga qualche lettore fiorentino che non abbia ancora portato il proprio cervello all’ammasso.

Fonte articolo

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