30/12/09

Tutti in piazza contro il cinghialone


Molti italiani in crisi economica si attendono che la classe dirigente faccia qualcosa per la loro situazione difficile. Ma si illudono. La classe dirigente pensa soltanto a riabilitare Bottino Craxi con una gita sulla sua tomba il prossimo 19 gennaio ad Hammamet, dove sono attesi diversi ministri della Repubblica a spese del popolo indigente e senza anticorpi. I figli di Bottino, Bobo e Stefania, campano ancora oggi con una rendita da nababbi grazie alle tangenti che Berlusconi gli pagò sui conti svizzeri per ottenere le prime leggi su misura in materia di telecomunicazioni. Decine di miliardi di lire evasi al fisco e di provenienza probabilmente mafiosa, visto che l’attuale capo del governo di piduisti si è avvalso della facoltà di non rispondere ai magistrati che glie ne hanno chiesto conto.

Ma oggi zia Letizia biricchetto vuole dedicare al cinghialone prepotente, sprezzante e corrotto una via o un giardino a Milano, dopo che diverse giunte comunali italiane l’hanno già preceduta. Io, se proprio fosse opportuno, gli dedicherei una discarica o un carcere, come quello di San Vittore dove Bottino era destinato.
Del resto ci sarà stata una ragione se Bottino Craxi diceva dell’ex presidente della Repubblica Sandro PertiniQuello non mi può vedere.” Sandro Pertini era un socialista con la schiena diritta che parlava di libertà in condizioni di uguaglianza e di rispetto delle leggi, oltre che delle istituzioni. Non incassava tangenti esentasse per favorire alcuni amici mafiosi e corrotti. Ecco cosa è stato Bottino Craxi. Il peggior testimone della deriva di questa pseudo democrazia trascinata in un debito pubblico da cui non si è più ripresa.

Allora siccome la memoria non si revisiona bisogna usare gli strumenti della democrazia per difenderla. A Milano, il 19 gennaio prossimo, nel decennale della morte di Craxi, potrebbero esserci manifestazioni di solidarietà al cinghialone con l’intitolazione di qualche spazio pubblico. Io assieme a Piero Ricca e ad altri cittadini, siamo pronti a muoverci per organizzare una pacifica azione di protesta. Rimaniamo online per maggiori dettagli che pubblicheremo sui blog nei prossimi giorni.

Raccolgo con piacere da parte di Piero l’invito a partecipare al No D’alema day del prossimo 6 febbraio. Anche per questa iniziativa dovremo essere in tanti. Una nuova occasione per materializzare di umanità verace quella che i giornalisti pagati dal corruttore definiscono sui loro giornalacci “collettivizzazione dei cretini cybernetici“. Facciamoci vedere tutti fuori dai blog.



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