16/02/10

Ambiente e Terrorismo

Bin Laden è l’uomo più ricercato del mondo. È lui l’ispiratore dell’attentato dell’11 settembre ed è lui il capo di Al Qaeda, la più terribile organizzazione terroristica del mondo. Una banda di spietati assassini, fanatici religiosi, oppressori delle donne e dei popoli.

La parola terrorismo ci fa venire in mente quel tipo che si divertiva a decapitare ostaggi e metteva i filmati su youtube. O il martire suicida che si fa saltare in aria in un centro commerciale, o in una discoteca, uccidendo decine di persone, pensando poi di andare in paradiso e di trovare un certo numero di vergini ad attenderlo, pronte a farlo divertire per l’eternità (una succursale di Villa Certosa).

Bin Laden ha detto che gli stati che inquinano l’atmosfera e causano il cambiamento globale sono terroristi, nemici dell’umanità. Viene da sorridere, è il bue che dice cornuto all’asino. Però, qualche settimana fa, Benedetto XVI ha detto esattamente la stessa cosa: l’abuso del pianeta è come il terrorismo. Le stesse parole, gli stessi giudizi, sulle stesse cose.

Bin Laden non mi è per nulla simpatico. Non mi sono mai piaciuti i capi che parlano in nome di Dio, e anche Benedetto XVI di mestiere fa il rappresentante di Dio in terra. Che poi i due si riferiscano a divinità differenti poco importa. Un ateo li definirebbe entrambi dei fanatici religiosi, ricordando di quando i predecessori di Benedetto XVI facevano o ispiravano crociate contro gli infedeli, e processi con tanto di rogo finale.

Ma se una cosa è giusta, lo è anche se viene detta da una persona sbagliata.

C’è una differenza sottile tra uccidere e far morire. Il terrorista “classico” uccide le sue vittime e, spesso, muore anche lui. Il terrorista ambientale (prendo a prestito le parole di Bin Laden e di Ratzinger) fa morire le sue vittime, in quantità di molto superiori rispetto al terrorista classico, e lo fa con lo scopo di arricchirsi o, comunque, di fare una bella vita: il nostro modo di vivere. Le vittime muoiono piano piano, avvelenate dai fumi inquinanti (vi viene in mente Taranto?), oppure dalle fibre micidiali dell’amianto, o dalla diossina, l’elenco è lunghissimo. Questi che ho nominato sono i casi di morte nelle vicinanze degli impianti inquinanti. Poi ci sono gli inquinanti che viaggiano e hanno impatto globale, cambiando il clima, provocando così inondazioni, sconvolgimenti che distruggono intere città. C’è il saccheggio del territorio, che poi causa frane e inondazioni, crolli, erosione. Questi sconvolgimenti causano morte e distruzione. Proprio come le bombe dei terroristi. Ma i colpevoli sono più subdoli.

I terroristi classici dicono: sì, siamo stati noi, vi abbiamo colpito perché la pensiamo diversamente da voi e vogliamo imporre il nostro pensiero sul vostro. Perché noi crediamo nel vero Dio e voi credete in quello falso: ecco la nostra vendetta. I terroristi ambientali, invece, negano. Hanno schiere di pagatissimi avvocati che, con sottili cavilli, tentano di smontare le tesi dell’accusa, e spesso ci riescono. Hanno soldi per pagare “esperti” che dichiareranno che non è colpa loro, contraddicendo gli esperti (e questa volta non metto virgolette) che dicono il contrario. In modo che l’opinione pubblica possa dire: vedi? Uno dice una cosa e l’altro dice il contrario. Non riescono neppure a mettersi d’accordo tra loro. Hanno soldi per pagare le campagne elettorali dei politici che, in caso di vittoria, li sosterranno nelle loro imprese.

Non vorrei dare l’impressione di avere simpatia per i terroristi “classici”. Li trovo disgustosi. Ma i terroristi ambientali sono altrettanto disgustosi. Gli ideali dei terroristi classici sono per me ripugnanti, ma i terroristi ambientali vogliono solo arricchirsi e, di solito, la fanno franca. Tutt’al più pagano un po’ di danni alle vittime o ai loro parenti, e tornano puliti, pronti a ricominciare. A noi fanno paura i terroristi classici che potrebbero ucciderci e non ci accorgiamo che i terroristi ambientali ci stanno facendo morire, stanno rubando il futuro dei nostri figli e dei nostri nipoti. Personalmente, credo che le mie probabilità di essere ucciso da un terrorista classico siano veramente poche, mentre è molto probabile che morirò prima di quanto la mia fibra mi permetterebbe di vivere, a causa dell’aria che ho respirato e delle porcherie che ho mangiato. I miei peggiori nemici sono quelli che mi faranno morire. E i vostri?

Ferdinando Boero

DISTeBa - Università del Salento

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