16/02/10

L’Italia è questa!


L’Italia è questa! Non quella patinata dei grandi fratelli, non quella raccontata dai telegiornali.

Questo è il Paese in cui viviamo, dove è normale spendere 15 miliardi di euro per acquistare 131 cacciabombardieri e riempirsi la bocca ogni giorno di grandi opere: alta velocità, ponte sullo stretto, mose, nucleare, inceneritori, cemento…

E’ questo qui, il nostro Paese, non un altro. Non quello di Amici, delle Veline, di Bruno Vespa, dell’Isola dei Famosi. E’ il Paese dove dopo 18 anni dalla prima Tangentopoli NULLA è cambiato. Nulla. E allora ancora tangenti, mignotte, droga, malaffare, corruzione, arroganza…

E’ il Paese dei furbetti e delle ingiustizie, dove è normale assistere al crollo di una montagna, che porterà all’ennesima sfilata di auto blu e dichiarazioni allarmate dei nostri governanti e oppositori scesi in tutta fretta da Roma, tra una serata e l’altra del Festival della canzone italiana.

L’Italia è questa: un Paese dove la ripresa economica potrebbe essere sostenuta mettendo in sicurezza un territorio devastato da cemento e incuiria, recuperando aree semidistrutte, riqualificando l’enorme patrimonio edilizio esistente. E poi ancora portando l’acqua dove ancora non arriva, chiudendo i “buchi del secchio”, nel pieno controllo e gestione del pubblico. In una colossale, e questa sì grande (anzi grandissima), opera pubblica.

Ma l’Italia è quella di prima, non questa. E fintanto che non ci ribelleremo continuerà a rimanere tale.

Quante montagne ci franeranno ancora in testa prima di fare qualcosa?

Fonte articolo

Stop al consumo di territorio
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