09/02/10

Dove sono gli aiuti per Haiti? In soggiorno.


Che l'organizzazione degli aiuti per Haiti fosse un casino inenarrabile si era già capito, anche se chi ha osato dirlo è stato internazionalmente (e nazionalmente) bacchettato.

A distanza di quasi un mese di Haiti si parla sempre meno, forse per stendere un pietoso velo non sulle salme ma proprio sul caos in cui ormai si sguazza. I famigerati "aiuti", inviati a tonnellate da tutte le nazioni del mondo, spesso non sono mai arrivati e giacciono inutilizzati nei posti più impensati. Nei porti e negli aeroporti di Santo Domingo, ad esempio, ma anche nel soggiorno dei dipendenti delle ONG in USA, come racconta MSNBC.

Scatoloni di acqua in bottiglia e buste piene di jeans, pannolini e scatolette di tonno sono accatastati nel soggiorno di Ruth Estriplet a Miami. Ruth non riesce a trovare un modo per mandare tutto ad Haiti.

I problemi principali? Burocrazia, eccessive norme di sicurezza, colli di bottiglia nel trasporto e corruzione. E chi va ad Haiti riempie la propria valigia di bende e antibiotici, mentre il resto degli aiuti se ne sta a fare la muffa in attesa di un passaggio ponte.

Poi ci sono voci anche peggiori. I parenti degli haitiani vengono a sapere storie dell'orrore: che montagne di cibo ed acqua sono lasciate a marcire in piena vista, appena dietro una rete o un recinto protetti dai soldati, mentre la gente muore di fame a pochi metri. Circolano anche buoni pasto falsi, e l'ONU, per dare una lezione, ha sospeso anche il poco cibo che fornisce. Si scopre anche che alcuni ospedali hanno avviato la pratica di chiedere soldi in cambio di medicine.

Intanto, arrivano le piogge primaverili sulla testa di un milione di senzatetto, e i bambini si ammalano. Vengono promesse le tende: chissà se giungeranno in tempo, chissà se giungeranno mai.

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