17/02/10

Grecia: bomba alla JP Morgan, ed "è solo l'inizio".

Sarebbe una notizia da raccontare, credo io. E invece, in Italia solo 4 riferimenti alla faccenda, di cui uno è Reuters.

Una bomba è esplosa oggi fuori dagli uffici di JP Morgan ad Atene, senza causare vittime né gravi danni. Lo hanno riferito la polizia e l'istituto di credito. "Era una bomba con timer fuori dagli uffici di JP Morgan al secondo piano di un palazzo di Atene", ha detto un funzionario di polizia.

Nessuno ha idea di chi sia stato, ma data l'esplosiva situazione greca non stupisce che qualcuno pensi di prendersela con le banche. In fin dei conti, il governo ha allegramente investito in derivati per tirare avanti, con la complicità degli istituti finanziari. Il commissario europeo, Mr. Rahn, ha affermato:

"Le banche stesse dovrebbero chiedersi, non ultime in questa crisi finanziaria, se tutto ciò è in linea con il codice etico."

I greci, adesso, hanno tempo un anno per ridurre di 4 punti il loro deficit, e ciò comporta ovviamente lacrime e sangue per la popolazione. Gli scioperi sono continui, e le manifestazioni spesso degenerano. Ecco cosa mi scrive un amico dalla Grecia:

E' incredibile cosa possano combinare ad un Paese dei politici corrotti. Hanno continuato a rubare da quando siamo entrati nell'Unione Europea e adesso salta fuori tutto, ma dovevano saperlo che sarebbe accaduto. Così, la gente pagherà di nuovo. Non so proprio per quanto ancora potremo sopportare, e questo è solo l'inizio.

Il mio amico non si riferisce ovviamente alla bomba (la mail è di qualche giorno fa) ma da ciò che dice si comprende molto bene come l'esasperazione della gente stia giungendo al punto di non ritorno. D'altronde aver sopportato ruberie di ogni genere, per poi essere costretti a pagare salatissime tali ruberie, susciterebbe rabbia in chiunque.

Mentre tutti discutono se la Grecia salverà le proprie finanze, e se l'Europa la aiuterà o meno, mi par di capire che nessuno si sta preoccupando della popolazione. Speriamo non finisca in prima pagina per conto suo.

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