17/03/10

Ci son due coccodrilli ...e basta!


Nestlé acquista l'olio di palma da Sinarmas, il più grande produttore di olio di palma indonesiano. Certo, le piantagioni della Sinarmas non si possono mica realizzare nei campi da golf più esclusivi di Dubai: gli sceicchi se ne avrebbero a male. Invece, visto che gli alberi si limitano ad opporre una resistenza passiva, non si organizzano in sindacati e soprattutto non te la fanno pagare, molto meglio realizzare le piantagioni di olio di palma nelle ultime foreste pluviali.

Cos'è una foresta pluviale? E' tutto quel che resta della poesia e della bellezza in questo mondo raso al suolo da monumantali spianate di cemento. Ma che ci frega? Produrre, vendere, creare immondizia, questa è la parola d'ordine. Siamo gli unici animali, dopo lo stercoraro, a riempire di merda le proprie case. Siamo stercumani, ormai guardiamo il mondo solo attraverso i documentari di Sky. Siamo ibernati in bare viaggianti nello spazio, nostalgici del nostro pianeta d'orgine, che ci appare in tutta la sua maestosa magnificenza solo in technicolor, passando da un cavetto di connessione infilato su per il buco del culo. E paghiamo anche: dai 30 ai 70€ per il pacchetto mondo. Paghiamo per vedere noi stessi, come allo zoo, siamo al contempo spettatori e animali in gabbia, siamo immagine e riflesso. Abbiamo impacchettato la natura e fingiamo di correre su un prato mentre il colesterolo si impadronisce delle nostre vene e ci uccide lentamente. Proveremo nuovamente l'ebrezza del profumo del terriccio solo da morti, dopo un paio di palate del becchino.

Mentre noi digitalizziamo il mondo, nelle foreste pluviali c'è ancora qualcuno che se lo gode. Sono intere comunità di uomini e di animali. Per noi sono impossibili da concepire: dal nostro punto di vista, vivono nei documentari. Come i dinosauri. E infatti, nei documentari le vogliamo infilare, a tutti i costi. Così radiamo al suolo il loro habitat e ne bruciamo il cadavere, producendo enormi quantità di CO2, per farci la nostra bella piantagione. Più piantagioni, più olio di palma. Più olio di palma, più cibo, più cosmetici, più biocarburanti. Più olio di palma, più Kit Kat sugli scaffali dei supermercati.

E gli oranghi? Quei pochi, perlomeno, che ancora sopravvivono solo all'interno delle foreste pluviali indonesiane, li vogliamo far fuori proprio tutti? Beh, dipende: ce li abbiamo tra i documentari di NatGeo o Discovery Channel? Sì! E allora chissenefrega!
Spezza con Kit Kat!

Ricordatevi solo di modificare il testo della filastrocca: "Ci son due coccodrilli ed un orangotango" in "ci son due coccodrilli ...e basta". Almeno finché non spariranno anche quelli.

Chiedi a NESTLE' di concedere un break alle foreste.

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