03/04/10

Grazie Massimo (lettera aperta all'onorevole Massimo D'Alema)



Gentile onorevole Massimo D'Alema,
non immaginavo affatto che in relazione all'ultima tornata elettorale si sarebbero presentate le occasioni politiche che oggi portano il sottoscritto a scriverle questa lettera.
So che molti in queste ore, forse all'interno del suo partito più che all'esterno, tra i militanti più che tra i dirigenti, stanno chiedendo un suo ritiro a vita privata; diversi massimi esponenti democratici stanno persino chiedendo la testa, politicamente parlando, di ciò che tutti (per evidenti ragioni) considerano una sua emanazione: l'attuale segretario Pierluigi Bersani.

Io quest'oggi lancio i polpastrelli delle mie dita sui tasti di questo pc per chiederle qualcosa che forse da me come da qualunque esponente di questo mondo dalle mille sfaccettature, "la rete", non si sarebbe mai aspettato.

Le chiedo di tenere duro, onorevole. Non badi alle voci di chi è stanco della sua presenza ultra-decennale e che vorrebbe un rinnovo della classe dirigente democratica. E non lasci che ciò accada neanche per quanto riguarda il suo "discepolo" Bersani, se mi è consentito questo azzardo.
La sua presenza è fondamentale per garantire un glorioso futuro per il centrosinistra italiano.

Il suo ruolo di protagonista principale nella campagna elettorale per le regionali, il ruolo di stratega politico assegnatole dal suo segretario, ha posto le basi, le primissime fondamenta, per la costruzione di un'alternativa al centrodestra italiano in grado di essere definita tale.
Forse lei non se ne sarà neanche accorto, Onorevole, ma per diversi eventi dobbiamo porgerle i nostri umili ringraziamenti.

A partire dalla realtà pugliese. Vendola non dovrà certo rendere grazie a lei per la sua vittoria così lampante e inaspettata (una vera anomalia nell'odierno contesto nazionale), ma è altrettanto vero che se lei non si fosse impegnato anima e corpo in prima persona a boicottare e disintegrare la candidatura del presidente uscente, pronosticando con certezza matematica persino la sconfitta massacrante del centrosinistra in caso di vittoria del "solitario" Vendola alle primarie di coalizione, oggi la connotazione quasi universale del governatore pugliese come "uomo politico al di là dei partiti" non avrebbe varcato i confini del Tavoliere così in anticipo sui tempi. E il prologo di questa "politica delle idee e delle intenzioni"
E forse, anche diversi esponenti politici che negli ultimi tempi ne hanno tessuto le lodi, oggi sarebbero rimasti a criticarne la ricandidatura.

Se lei, Onorevole, ed il suo illustre leader di partito non aveste puntato ogni fiche, non aveste costruito quel muro insormontabile a difesa di candidati come Vincenzo De Luca e Agazio Loiero, oggi il centrosinistra in Campania e in Calabria non avrebbe subito questa lavata di testa, non avrebbe raccolto la lezione che una grossa fetta dell'elettorato locale le ha fornito in questa occasione sul tema della legalità, dell'affidabilità e dell'onestà morale e politica.
Se non aveste insistito così tanto, oggi sul centrosinistra graverebbe l'eredità ineludibile delle due giunte uscenti, tra le peggiori nel paese. E l'occasione di ripartire da zero, rimettere in discussione certi modelli politici, non si sarebbe mai presentata.

E' a lei, Onorevole, che dobbiamo la straordinaria, storica occasione di poter valutare l'inconsistenza, la dannosità e la controproduttività della scelta dell'alleanza privilegiata con il partito dell'onorevole Pierferdinando Casini. Dove l'alleanza con l'UDC è stata fatta, il centrosinistra ha perso o ha vinto con una evidentissima flessione di voti.
Grazie all'insistenza verso questo rapporto privilegiato, oggi l'elettorato certifica il fallimento di tale scelta elettorale. E le mostra con chiarezza che una sfida difficile come quella pugliese può essere ben più remunerativa di una "alleanza-pastrocchio" come quella che ha portato la neo-moderata Mercedes Bresso ad una sconfitta del tutto incalcolata.

E' a lei che dobbiamo, Onorevole, il fallimento del centrosinistra a 20 gambe, della teoria del "governo fine a sé stesso", della politica dei calcoli e delle strategie a vantaggio di quella dei progetti. E' lei stesso, gentile Onorevole, che ha mostrato che la definizione "grande stratega" può risultare un concetto estremamente vago. E che forse è troppo facile affermare di non aver mai perso un'elezione quando non ci si espone mai direttamente in prima persona di fronte al giudizio popolare.

Lei, Onorevole Massimo D'Alema, si è esposto parecchio negli ultimi mesi. Forse anche più del massimo esponente di partito preposto a farlo al suo posto. E non sono in grado di darle un giudizio oggettivo sui risultati. Sarebbe un'interpretazione personale.
Chiedo solo a lei di fare altrettanto, di valutare soggettivamente l'attuale realtà delle cose. Di trarne liberamente le conclusioni.

Ma, mi dia retta. Resti lì dov'è. Rimanga protagonista. Un giorno una forza politica progressista del tutto inedita e moderna potrebbe arrivare ad amministrare questo paese. E, chissà, magari ho ragione. Faranno tesoro degli errori di oggi. E le diranno, sinceramente, grazie.

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