30/05/10

Marea nera nel Golfo del Messico, top kill fallito. Rischi per la salute pubblica


Ultimissime dal Golfo del Messico, il top kill ed affini sono falliti un’altra volta. Lo ha scritto il New York Times pochissimi minuti fa. E adesso la situazione è davvero nera.

Al disastro ecologico provocato dal pozzo Bp che erutta da ormai 40 giorni nelle ultime ore si sono aggiunti rischi per la salute pubblica legati, oltre che al petrolio, al massiccio uso dei disperdenti. Quando il vento tira dal mare, tanta gente si sente male.

Intanto il Golfo del Messico muore avvelenato. Gli Usa hanno vietato la pesca sul 25% della superficie che ricade nelle loro acque territoriali.

Le paludi costiere e le spiagge imbrattate per centinaia di chilometri dalla marea nera che appaiono nelle foto e nelle riprese televisive rappresentano solo la punta dell’iceberg. Il grosso del petrolio è sotto il mare.

La Bp, tenuta dalla legge americana a rimediare ai guai causati dalla sua attività, ha scelto di affrontare la situazione con un uso massiccio di disperdenti, che non fanno sparire il petrolio ma lo rendono invisibile: lo frammentano in goccioline, distribuendolo lungo tutta la colonna d’acqua ed evitando che investa le spiagge in modo massiccio.

Però il petrolio continua ad esserci. E’ tossico. I disperdenti sono tossici anch’essi: finora ne sono stati usati 3.640.000 litri. L’azione combinata di due sostanze tossiche dà una tossicità ancora maggiore della loro semplice somma.

Alcune persone impegnate nel tentativo di contenere la marea nera sono state ricoverate in ospedale. Quando il vento porta dal mare l’aerosol di petrolio e disperdenti, la gente ha mal di testa e nausea.

Gli esperti avvertono: la prolungata esposizione a queste sostanze è un pericolo per la salute pubblica.

A questo punto, potete benissimo immaginare in che situazione si trovano le creature del mare. I sommozzatori che si sono immersi nel Golfo del Messico hanno trovato sott’acqua come delle nuvole color marrone formate da petrolio, acqua e disperdenti.

I ricercatori hanno scoperto a grande profondità altre enormi nuvole di petrolio. Le hanno descritte così: sembrano lava eruttata da un vulcano.

Gli studiosi della University of South Florida ne hanno trovata una che si estende per quasi 10 chilometri sui fondali ad una ventina di chilometri dal pozzo.

Una nave oceanografica ne ha rilevata un’altra larga quasi quattro chilometri, e lunga 16. E di questa brutta storia non si vede ancora la fine.

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