17/06/10

Manette: dove è la differenza?

De Santis in manette
di lauroBusico
sebastiano galloprestieri
ciro nappospacciatore marocchino
arrestato per rissatrafficante droga
c'e' a chi piace

Quale è la differenza tra tutte queste immagini, fatte salve le diverse responsabilità, accuse, storie e caratura morale delle persone che qui ho mostrato in foto pubblicate sui più vari media nazionali?

Beh, si tratta di imprenditori,spacciatori, camorristi, mafiosi, bancarottieri, lenoni, violenti, persone comuni...tutti ( meno l'ultima) tradotti in manette, come da regolamenti e/o prassi.

Tutti esseri umani, comunque, tutti con un percorso difficile (sull'ultima non sappiamo...), vada come vada, davanti a loro.

Per nessuno di questi si è alzato qualcuno stracciandosi le vesti per la profonda ferita inferta all'imo sentire del derelitto esposto al pubblico ludibrio.

Per nessuno tranne che per il primo, ovviamente.

Ovviamente si sta provando a spostare l'attenzione dalle malversazioni in grande stile, con contorno di interessate ghignate notturne a macerie fumanti e corpi straziati, alla "gogna mediatica". Ma quale, esattamente?

Quella di chi, esibendo uno dei "martiri" meno probabili della storia, con un servzio che definire vergognoso ed in palese malafede è dir poco, costruisce un caso che non esiste. Dal servizio, infatti, anche ad una osservazione disattenta, si vede come tutti i poliziotti si affrettino il più possibile, cercando oltretutto, di fare scudo a fotografi e teleoperatori. Conosco il luogo dove è girato il servizio, in Via dell'Agnolo,a Firenze: passo li davanti tutti i giorni. C'e' un lungo cortile, unico accesso, dove il furgone non può entrare. E' un cortile di accesso pubblico, pedonale. E' spesso aperto. Il furgone è parcheggiato il più vicino possibile. I poliziotti si affrettano, il più celermente possibile.

il Sig. De Santis è stato trattato nello stesso identico modo di qualunque altro essere umano, cittadino italiano o no, nelle stesse circostanze. Senza accanimenti, senza morbosità, senza protervia. La gogna mediatica è quella di chi sta distruggendo i nostri media. E' la gogna, anzi la mordacchia, che è stata messa ai nostri telegiornali, talmente prostrati alla ricerca del consenso del potentucolo di turno, che chiamarli TeleKabul, sarebbe una offesa. Per Kabul.

Gli italiani la conoscono bene, da secoli, questa storia.


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