29/09/10

Chiudere la fed


Inflation targeting: Bernanke è il nuovo Von Havenstein, capo della Reichsbank di Weimar?

Chiedo scusa ai lettori di tutto il mondo per aver difeso le politiche di stimolo di emergenza della Federal Reserve statunitense, e per aver creduto come un ingenuo imbecille che la Fed ce l’avrebbe fatta a non soccombere alla tossicodipendenza, all’abuso politico, e alla folle dissolutezza, una volta cominciato a prendere le prime dosi di “allentamento quantitativo”(stampa di moneta, ndr).

La mia patetica ipotesi era che Ben Bernanke avrebbe potuto distribuire ulteriormente il Quantitative easing (allentamento quantitativo) solo allo scopo di scongiurare la deflazione, ma non per creare inflazione. Se il Federal Open Market Committee non riesce a cogliere la differenza, che Dio aiuti l’America.

Veniamo a sapere adesso, nell’ultima settimana, che la Fed è disposta “ad offrire facilitazioni supplementari se necessarie …a riportare col tempo l’inflazione a livelli compatibili con il suo mandato”.

NO, NO, NO, questo non può essere vero.

Ben Bernanke non solo ha rifiutato di abbandonare la sua idea fissa di un “obiettivo di inflazione”, una delle principali cause della catastrofe globale delle banche centrali degli ultimi venti anni (perché essa consente, ed effettivamente ha permesso, una corsa pazza dei capitali, col credito che raggiunge pericolosi estremi).

Peggio ancora, egli sembra determinato a stampare migliaia di miliardi come stimolo di emergenza, senza una reale giustificazione di emergenza, per mettere alla prova le sue teorie di Princeton, che tra l’altro sono vecchie come il mondo. Keynes ridicolizzava la “tirannia del livello generale dei prezzi” già nei primi anni ’30, e giustamente. Bernanke sta rivitalizzando una dottrina che già ottanta anni fa è stato dimostrato essere una sciocchezza.

Quindi tutti quei montanari in Idaho, con le loro Colt 45 giri, che hanno inviato furiosi messaggi di posta elettronica al Telegraph accusandomi di difendere una cabala iperinflazionistica, avevano ragione fin dall’inizio. La Fed è davvero fuori controllo.

Quei sofisticati come me, che in occasione delle conferenze bancarie a Londra, Francoforte e New York difendevano questa primitiva creatività monetaria – sono loro che hanno perso il filo.

Le mie scuse. Chiedo misericordia, perché ho peccato contro la moneta sonante, e quindi contro la politica in maniera sonora.

Io mi attengo al mio punto di vista che il QE ad oltranza alla Friedman è legittimo per impedire un crollo dell’aggregato monetario M3, e per evitare la deflazione vera e propria in economie con livelli di debito totale vicino o sopra il 300% del PIL. Non in tutti i casi, ma se necessario, e se eseguite correttamente con l’acquisto di obbligazioni al di fuori del sistema bancario (non come il “creditismo” di Bernanke).

I pericoli di cascare in una trappola del debito – come descritto da Irving Fisher nel Debt-Deflation Theory of Great Depresssions del 1933 – superano i rischi di una espansione dello stock di moneta che prenda fuoco e attivi un aumento dell’ inflazione. La deflazione da debito è un processo tossico che può, e lo fa, distruggere le società e le economie. Non bisogna scherzarci.

Ma creare deliberatamente un’inflazione “coerente” con il mandato della Fed – implicitamente per erodere il debito – è un’altra questione. Né questo può essere giustificato in questa particolare congiuntura. M3 si è stabilizzato. M2 ha iniziato a salire rapidamente. La velocità della moneta ha ripreso. Il moltiplicatore monetario M1 si è impennato.

Il mondo è molto strano. Il FMI ha raddoppiato le sue previsioni di crescita globale del 4.5% quest’anno, e le autorità in tutto il mondo hanno escluso un serio rischio di una recessione double dip.
Eppure, allo stesso tempo la Banca del Giappone si è impegnato in un intervento sulla valuta di tipo espansivo, e sia la Fed che la Banca d’Inghilterra danno segnali di nuovo QE.

Non potete avere entrambe le cose. Se gli Stati Uniti non fossero in profonda difficoltà, la Fed non dovrebbe pensare ad altro QE. Dovrebbe fare un passo indietro e lasciare che l’economia guarisca da se stessa, se necessario con diversi anni di scarsa crescita per spurgarsi dagli eccessi.

Sì, la disoccupazione è al 16.7%. Ma, come i dissidenti della Fed di Minneapolis ci ricordano, non si può risolvere una crisi strutturale di disoccupazione con denaro a perdere.
La Fed sta cercando di scongiurare la sbornia dell’ultimo festino (che Greenspan / Bernanke hanno causato, non dimentichiamolo), quasi a rivendicare la pretesa di poter sempre riprendersi in modo indolore dalle bolle speculative.

Hanno ragione i cinesi? Gli americani e gli inglesi sono così decadenti che si rifiutano di scontare la pena, scegliendo di dare default sui loro debiti di nascosto?

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