05/09/10

Fischiare e fare "boo": la base della democrazia.

Quando sono stata a Cuba, tutti parlavano male di Castro. Sussurrando, coprendosi la bocca e facendo attenzione ai passanti. Nessuno si sarebbe sognato di andare a fischiarlo ad un comizio.

Il fatto che qui si possa liberamente contestare un potente per la strada, fischiandolo, facendo "booo", mostrando cartelli, era oggetto di invidia da parte degli amici cubani. Ho spiegato loro che non è che serva poi a molto, quanto a risultati, ma sembrava comunque che ci avrebbero tenuto moltissimo a poter esprimere il loro dissenso pubblicamente e in faccia a chi comanda.

Ora scopro che invece non è così. Che nel nostro Paese dove tutti si riempiono la bocca con la parola "democrazia", i sepolcri imbiancati fremono di indignazione se un cittadino che osa fare "booo" al pezzo grosso. "Non l'hanno fatto parlare! Non è democratico!", squittiscono. Dimenticando che l'unico modo per parlare e farsi ascoltare, per i cittadini, è quello di esprimersi pubbicamente e rumorosamente: non hanno spazio in TV e sui giornali, contrariamente alla loro povera vittima. Come dovrebbero esprimere il loro dissenso? Unicamente "col voto"? Siamo davvero sicuri che la democrazia sia solo mettere una crocetta ogni cinque anni e poi tornare a casa e stare buoni fino alla prossima occasione?

Mi spiace per i signori "potenti", ma qualcuno dovrebbe spiegare loro che democrazia non significa che loro siano liberi di esprimersi e il servo della gleba invece no; che democrazia significa invece correre il rischio di essere pubblicamente chiamati "mafiosi"o "ladri" dai cittadini esasperati, i quali hanno diritto di farlo e non possono essere perseguiti per questo.

Pretendere che un politico stia sullo stesso piano del cittadino ("Io adesso parlo liberamente a 4 milioni di telespettatori, poi tu sarai liberissimo di parlare a tua sorella e tuo cognato") è un'astuta presa per i fondelli, che ci impartisce anche lezioni di buona educazione come fossimo bambini dell'asilo. Eh no, cari miei, siamo in democrazia allora vi beccate i fischi e ogni tanto non riuscite a parlare.

E abbiate, almeno, la furbizia di fare finta di starci. In fin dei conti, è su questi dettagli che si regge il teatrino.

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