18/09/10

Le Monde/Hirsch: il silenzio del peak oil.

couverture-hirsch.1284645500.jpgToh, non sapevo che su Le Monde ci fosse un blog che si chiama Petrole, e che reca come sottotitolo "Cronache dall'inizio della fine del petrolio". Scriverò all'autore per proporgli un gemellaggio, anche se mi sembra di gran lunga più in gamba di me dato che pubblica una bella intervista in esclusiva a Robert Hirsch.

Hirsch è l'autore del celebre Hirsch report, il primo documento ufficiale governativo USA che analizza la questione picco, nel Febbraio 2005. Potete scaricarlo da qui. E' inoltre un autorevolissimo esperto di livello mondiale, membro di Accademie e Comitati di Ricerca, oltre che collaboratore di governi e compagnie petrolifere. Qui il suo impressionante curriculum.

In occasione dell'uscita del suo prossimo libro, Hirsch rilascia l'intervista al blog di Le Monde, in cui nella prima parte descrive la sua posizione riguardo all'imminenza del peak, e nella seconda parte fa rivelazioni davvero sconcertanti su una "cospirazione del silenzio" a Washigton.

Hirsch racconta che in seguito al suo rapporto il Dipartimento dell'Energia USA ha tagliato tutti i fondi alle ricerche sul picco, perché le ricerche avrebbero aumentato il pubblico dibattito sull'argomento, e che con l'amministrazione Obama non è cambiato nulla. Sostiene che naturalmente Steven Chu, responsabile delle politiche energetiche statunitensi, è perfettamente al corrente della questione. La situazione al Pentagono è diversa: lì si studia il picco, e si è arrivati alla conclusione che a partire dal 2011 avremo una depletion del 5%, con conseguenze assai peggiori di quelle della crisi del 1973. Hanno tentato di perseguire ogni soluzione, per concludere che non c'è un'alternativa valida. Tutto ciò accade perché il Pentagono conserva una certa autonomia dalla Casa Bianca.

Quanto agli Stati Uniti (...), si può dire che c'è una cospirazione per mantenere questo problema sotto silenzio. (...) Non sono sorpreso perché quando dedichi il tuo tempo a studiare il picco, se sei una persona razionale, vedi che la questione è catastrofica. Si parla di danni gravi, un grande cambiamento per la nostra civilizzazione. Il caos, il disastro economico, la guerra, questo genere di cose che sono molto complicate, non lineari. Cose davvero brutte. E la gente non parla delle cose brutte.

(Qui l'intervista in francese. Qui la traduzione Google in un italiano discreto.)

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