01/11/10

Se non hanno pane, che mangino brioche!

Incredibile la situazione politica italiana. Il paese è a pezzi, estenuato dalla crisi economica. Vanta la peggiore crescita del mondo, seconda solo ad Haiti. La disoccupazione è alle stelle. I giovani precari, senza possibilità di costruirsi un futuro, non si contano più, ma le famiglie che non arrivano a fine mese non fanno più notizia da quando è caduto Prodi e al suo posto è salito al trono Re Pluriprescritto III.

L’attuale fotografia del paese è tragica, ma in TV e sui giornali i politici continuano a scannarsi sui vizi depravati e probabilmente illegali del premier. Dopo l’esasperazione, durata mesi, sulla casa del cognato di Fini, ora si passa alla minorenne marocchina perché, in un paese dove il primo ministro è indagato come mandante delle Stragi del ’93, l’unica cosa che fa notizia è il suo uccello.


Le analogie con il periodo subito precedente alla Rivoluzione Francese sono tante. Il popolo alla fame e i signori di palazzo continuano a vivere una vita parallela, fra lussi, prostitute e corruzione. Ci si aspetterebbe la rivolta, un terremoto dal basso che gridi basta a tutto questo schifo. Ma niente. Qui non siamo in Francia. L’italiano medio è troppo preso dal campionato di calcio e dalle tette in TV per scollare il culo dal divano e pretendere una vita dignitosa. Perché, come dice Ascanio Celestini, il popolo è un bambino. Il popolo non è interessato alla libertà. Il popolo italiano una scelta l’ha fatta: la democrazia non gli interessa. Preferisce pulirsi il sedere.


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