19/12/10

Veronesi, le scorie radioattive innocue e il conflitto di interessi

Le ultime dichiarazioni di Umberto Veronesi, oncologo di fama internazionale e ora presidente della neo Agenzia per la sicurezza nucleare hanno fatto scalpore: «Le scorie non sono un problema per la salute. Io potrei dormire in camera con le scorie nucleari, non esce neanche una minima quantità di radiazioni». Frasi che EcoDem, l’associazione ambientalista del Partito Democratico, ha subito contestato attraverso i senatori Roberto Della Seta e Francesco Ferrante:

«Molti dubbi suscitano anche le recenti dichiarazioni del Presidente dell’Agenzia Veronesi, secondo il quale le scorie radioattive non sono pericolose perché “al momento è una piccola quantità che viene vetrificata, sigillata e quanto rimane viene sotterrato”, arrivando persino ad offrire la sua camera da letto come deposito. Se la sicurezza del progetto nucleare italiano per i prossimi sette anni è nelle mani di un grande oncologo che però non ha alcuna competenza in materia di energia nucleare e secondo il quale le scorie radioattive non sono un problema, il problema vero ce l’hanno tutti gli italiani.»

Questa frase del dottor Veronesi ricorda molto quella che nel febbraio 2008 scatenò lo scontro con Beppe Grillo. Durante la sua ospitata a “Che tempo che fa”, l’oncologo disse che gli inceneritori avevano rischi zero per la salute, mimando il numero anche con la mano. Il comico genovese scrisse un post intitolato “Cancronesi“ , prima accusando il medico di essere in conflitto di interessi per via delle aziende come ACEA (multiutility con inceneritori), ENEL (centrali a carbone ed olii pesanti e nucleare) e VEOLIA Environment (costruzione inceneritori), partner della Fondazione Veronesi, e poi riportando le ricerche di altri dottori sui danni alla salute causati dagli inceneritori, i cui risultati erano opposti a quelli del dottor Veronesi.
Anche il mensile Valori nel marzo 2008 scriveva di questi collegamenti:

«La Fondazione Veronesi, creata dall’omonimo professor Umberto, vive grazie al contributo di grandi aziende, nazionali e multinazionali impegnate nei più svariati settori: dal petrolio alla costruzione di inceneritori, dalla distribuzione di acque minerali in bottiglie di plastica alla telefonia mobile, fino ai colossi dell’energia e dell’acqua. Scorrendo tra i tantissimi partner della Fondazione, troviamo acciaierie (la Acciai Brianza e la Co.met Acciai), compagnie telefoniche (Telecom e 3), colossi industriali dell’acqua minerale in bottiglia (Ferrarelle e San Pellegrino), l’Enel, che – oltre a gestire centrali a carbone e ad olio combustibile – sta investendo all’estero sull’energia nucleare. Tra i partner anche Pirelli, Eni e Mondadori. Ancora, la società Autostrada Ligure Toscana e Veolia, multinazionale francese che costruisce discariche e inceneritori. Essa detiene anche il 49% della Tecnoborgo di Piacenza, che gestisce il termovalorizzatore della città, e il 60% della Energonut, che controlla l’analogo impianto di Pozzilli (oltre ad essere in gara per completare quello di Acerra). Il gruppo Veolia è anche la più grande multinazionale dell’acqua del mondo, con un giro d’affari che nel 1999 era pari a 50 miliardi di dollari.»

L’Enel nel 2008 investiva solo sul nucleare estero in attesa dell’avvio di quello nostrano. Oggi che il nucleare è legge e l’Agenzia per la sicurezza nucleare è una realtà, è strano vedere questo collegamento di interessi tra chi dovrebbe essere il realizzatore delle centrali e chi invece dovrebbe pensare solo alla sicurezza. Un’ambiguità che sempre i senatori EcoDem hanno subito fatto notare:

«Il professor Veronesi ha forse equivocato il suo ruolo, perché negli ultimi mesi si è reso protagonista di un intenso battage promozionale pro-nucleare, che contrasta con l’esigenza di terzietà che dovrebbe essere propria di un organo, qual è l’Agenzia per la sicurezza del nucleare, che dovrebbe avere tra i suoi compiti quello di garantire la regolamentazione e il controllo ai fini della sicurezza di tutte le fasi legate alla realizzazione e gestione delle centrali atomiche e alla gestione dei rifiuti radioattivi».

Il collegamento tra Enel e Fondazione Veronesi può essere una motivazione?


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