«Molti dubbi suscitano anche le recenti dichiarazioni del Presidente dell’Agenzia Veronesi, secondo il quale le scorie radioattive non sono pericolose perché “al momento è una piccola quantità che viene vetrificata, sigillata e quanto rimane viene sotterrato”, arrivando persino ad offrire la sua camera da letto come deposito. Se la sicurezza del progetto nucleare italiano per i prossimi sette anni è nelle mani di un grande oncologo che però non ha alcuna competenza in materia di energia nucleare e secondo il quale le scorie radioattive non sono un problema, il problema vero ce l’hanno tutti gli italiani.»
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uesta frase del dottor Veronesi ricorda molto quella che nel febbraio 2008 scatenò lo scontro con Beppe Grillo. Durante la sua ospitata a “Che tempo che fa”, l’oncologo disse che gli inceneritori avevano rischi zero per la salute, mimando il numero anche con la mano. Il comico genovese scrisse un post intitolato “Cancronesi“ , prima accusando il medico di essere in conflitto di interessi per via delle aziende come ACEA (multiutility con inceneritori), ENEL (centrali a carbone ed olii pesanti e nucleare) e VEOLIA Environment (costruzione inceneritori), partner della Fondazione Veronesi, e poi riportando le ricerche di altri dottori sui danni alla salute causati dagli inceneritori, i cui risultati erano opposti a quelli del dottor Veronesi.
Anche il mensile Valori nel marzo 2008 scriveva di questi collegamenti:
«La Fondazione Veronesi, creata dall’omonimo professor Umberto, vive grazie al contributo di grandi aziende, nazionali e multinazionali impegnate nei più svariati settori: dal petrolio alla costruzione di inceneritori, dalla distribuzione di acque minerali in bottiglie di plastica alla telefonia mobile, fino ai colossi dell’energia e dell’acqua. Scorrendo tra i tantissimi partner della Fondazione, troviamo acciaierie (la Acciai Brianza e la Co.met Acciai), compagnie telefoniche (Telecom e 3), colossi industriali dell’acqua minerale in bottiglia (Ferrarelle e San Pellegrino), l’Enel, che – oltre a gestire centrali a carbone e ad olio combustibile – sta investendo all’estero sull’energia nucleare. Tra i partner anche Pirelli, Eni e Mondadori. Ancora, la società Autostrada Ligure Toscana e Veolia, multinazionale francese che costruisce discariche e inceneritori. Essa detiene anche il 49% della Tecnoborgo di Piacenza, che gestisce il termovalorizzatore della città, e il 60% della Energonut, che controlla l’analogo impianto di Pozzilli (oltre ad essere in gara per completare quello di Acerra). Il gruppo Veolia è anche la più grande multinazionale dell’acqua del mondo, con un giro d’affari che nel 1999 era pari a 50 miliardi di dollari.»
L’Enel nel 2008 investiva solo sul nucleare estero in attesa dell’avvio di quello nostrano. Oggi che il nucleare è legge e l’Agenzia per la sicurezza nucleare è una realtà, è strano vedere questo collegamento di interessi tra chi dovrebbe essere il realizzatore delle centrali e chi invece dovrebbe pensare solo alla sicurezza. Un’ambiguità che sempre i senatori EcoDem hanno subito fatto notare:
«Il professor Veronesi ha forse equivocato il suo ruolo, perché negli ultimi mesi si è reso protagonista di un intenso battage promozionale pro-nucleare, che contrasta con l’esigenza di terzietà che dovrebbe essere propria di un organo, qual è l’Agenzia per la sicurezza del nucleare, che dovrebbe avere tra i suoi compiti quello di garantire la regolamentazione e il controllo ai fini della sicurezza di tutte le fasi legate alla realizzazione e gestione delle centrali atomiche e alla gestione dei rifiuti radioattivi».
Il collegamento tra Enel e Fondazione Veronesi può essere una motivazione?

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