25/01/11

Disordini in Tunisia, Algeria, Albania, Yemen


Corriere della Sera: "L'Albania non è la Tunisia"

Repubblica: "L'Albania come la Tunisia"

Ed è con questo dubbio che apriamo il post: ma l'albania sarà come la tunisia o no? A parte il fatto che in Tunisia le barricate in filo spinato hanno ceduto, ma in Albania no, in fondo chissene: rispondere affermativamente o negativamente sarebbe come ridurre ad una sillaba il complesso quadro socioeconomico e geopolitico che sta attraversando i paesi arabi fino allo Yemen, con una puntatina perfino in Albania.

Si, perchè come possiamo constatare dai giornali e dai telegiornali, ampio risalto viene dato alla protesta in Albania, dove le persone protestano per la corruzione del governo, la disoccupazione, il costo della vita, etc etc. Vogliono un cambiamento reale.

Nel frattempo, in Tunisia sono moltissime le persone che hanno camminato per tre giorni per attraversare il paese ed arrivare a manifestare a Tunisi contro il nuovo, gattopardesco esecutivo (si vedano i nostri post sulle cause della rivolta in tunisia). Vogliono un cambiamento reale.

Anche in Algeria non si scherza affatto: un'altra manifestazione è stata repressa duramente proprio ieri in virtu' dello stato di emergenza. Che è stato dichiarato nel 1992 ed è tuttora in vigore. Alla faccia dell'emergenza. Comunque gli algerini protestano per... le stesse ragioni. Vogliono un cambiamento reale.

Ed è notizia di ieri, per il momento ancora ignorata dai media allineati, che la scintilla si è allargata allo Yemen, con 19 persone arrestate nella grande manifestazione indetta dagli studenti, a coronamento di una ondata di proteste di piazza che stanno avvenendo nella capitale, Sana'a. Perchè vogliono un cambiamento reale.

Sabato un disoccupato si è dato fuoco in Arabia Saudita.

In Italia, lancio di monetine e proteste a Lissone, nel cuore della brianza, durante l'inaugurazione di una piazza intitolata a Bettino Craxi. Al termine della protesta, sulla targa è stata appiccicata un'altra targa che intitola la piazza a Sandro Pertini.

Volevano un cambiamento reale.

Italiani, eterni secondi.

Saluti felici

Felice Capretta

Fonte articolo

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