10/04/11

Aumentano i prezzi del mais: colpa di bioetanolo e consumo di carne


Il mais ha chiuso la settimana con il massimo storico di 7,68 dollari per bushel (20 centesimi di euro al chilo) per le consegne a maggio, con un aumento del 21 per cento dall'inizio dell'anno.

E' quanto emerge da un'analisi della Coldiretti al Chicago Board of Trade, punto di riferimento del commercio mondiale dal quale si evidenzia una ripresa anche per il grano che aumenta del 5 per cento dall'inizio del mese di aprile e raggiunge la quotazione di 7,974 dollari per bushel (21 centesimi di euro al chilo) per le consegne a maggio.

A far schizzare le quotazioni del mais è certamente l'aumento della domanda per la produzione di bioetanolo e il maggior consumo di carne nei paesi emergenti come la Cina che fa crescere il consumo di mangimi a base di mais ma soprattutto l'andamento delle quotazioni dei prodotti agricoli è sempre più fortemente condizionato dai movimenti di capitale che si spostano con facilità dai mercati finanziari a quelli dei metalli preziosi come l'oro fino alle materie prime come grano, mais e soia.

Manovre finanziarie sul cibo che stanno "giocando" senza regole sui prezzi delle materie prime agricole dove hanno provocato una grande volatilità impedendo la programmazione e mettendo a rischio le coltivazioni e l'allevamento in molti Paesi.

Il risultato più immediato è l'aumento record del 19 per cento per i prezzi dei mangimi che fanno segnare rincari quasi dieci volte superiori a quelli degli alimentari necessari per apparecchiare la tavola degli uomini, secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Ismea a febbraio 2010.

Il forte aumento - conclude la Coldiretti - riguarda praticamente tutti gli animali sia nelle case per i pesci negli acquari e per gli uccellini nelle gabbie che gli zoo ed i circhi ma soprattutto gli allevamenti dove è sempre più costoso riempiere la mangiatoia di mucche e maiali per la produzione di latte e carne.

Fonte articolo

Nessun commento:

Posta un commento