12/04/11

La campana giapponese: suona anche per noi

campana giapponese

Riprendo a scrivere, scusandomi per la non indifferente assenza con i lettori.

Per l'occasione interrompo anche la mia solitaria (aimé) protesta contro gli adsense ed altre faccende blogosferiche.

Non mancherebbero temi nostrani ma, da brave Cassandre, non possiamo esimerci da ripartire da dove eravamo rimasti, ovvero Fukushima.

Mentre non sappiamo ancora quando, come, e SE riusciranno a riportare sotto controllo quel che resta dei reattori di Daiichi, è importante cominciare a comprendere le conseguenze che avrà l'evento nella nostra vita di tutti i giorni e, più in generale, sull'economia giapponese e su quella mondiale. Infatti è proprio l'estrema fragilità del sistema economico e produttivo mondiale che impressiona: la forsennata ricerca delle economie di scale, del "just in time", della produzione globale, fa si che ogni singola azienda coinvolta dal cigno nero giapponese è sostanzialmente VITALE per qualche aspetto della produzione mondiale.

Il solo elenco delle aziende ( per ora) coinvolte dall'incidente di Fukushima e dagli ultimi aftershocks, oltre che, ovviamente, dal sisma, e dallo tsunami, gentilmente segnalatomi da Alfio, che ringrazio, lo potete vedere da soli.

Molto semplicemente: fa paura. Ci sono la Toshiba, la Texas instruments, la Fujitsu, che ha prodotto il mio eroico primo portatile, che ancora uso, dopo ben sette anni... Se si va a vedere nello specifico, ad esempio la Toshiba, potrete vedere che la situazione è seria, serissima: non soltanto sono sotto rischio contaminazione nucleare ma hanno anche GROSSI problemi con la funzionalità degli stabilmenti, dopo tanti terremoti cosi violenti e con la perdurante discontinuità nelle forniture di elettricità.

Questi ultimi sono problemi strutturali e destinati a durare ancora a lungo, anche senza bisogno di caricarci sopra il carico da novanta della contaminazione nucleare. A parte l'immediato crollo nei fatturati delle aziende giapponesi, già messo in conto, per il banal motivo che molte, se non tutte le aziende nipponiche hanno fermato o fortemente ridotto la propria produzione (la Toyota, FORSE ricomincerà alla fine di questa settimana), c'e' da tener conto che vi sono centinaia e centinaia di componenti e prodotti che vengono inseriti in sistemi piu' complessi e/o assemblati ad altri componenti e prodotti per realizzare le cose che usiamo tutti i giorni: cellulari, televisori al plasma schermi lcd, macchine fotografiche...ci siamo capiti.

La campana, insomma, suona anche per noi.

Ovviamente, essendo impegnati nella contemplazione dei filaccioli del nostro ombellico, non ce ne siamo ancora accorti.

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