22/04/11

Referendum, smettiamola di frignare. Voulez vous de l'eau?

Qualche mese fa, quello che voteremo il 12 giugno si chiamava ancora "Referendum sull'acqua". Blog e siti postavano volantini a tutta pagina, invocando la partecipazione popolare per l'acqua pubblica. Qualche precisino, nei commenti, ricordava anche il quesito sul nucleare, ma non se lo filava nessuno. C'è il referendum sull'acqua! Diamoci da fare!

Poi è arrivata Fukushima, e dell'acqua ci siamo dimenticati tutti. Presi a contare i nanocurie, a redigere mappe apocalittiche, a bere argilla e a ricordare Chernobyl, ci siamo concentrati solo sulle centrali nucleari e sulla battaglia per seppellirle definitivamente sotto il sarcofago di cemento che meritano.

Infine, colpo di scena del governo: niente centrali nucleari. E la Rete, immemore, piange calde lacrime perché già vede il referendum condannato a non raggiungere il quorum. Non fregherà più nulla a nessuno, era o non era un referendum sul nucleare in fin dei conti?

Siamo schizofrenici o cosa? Non era invece un referendum sull'acqua pubblica? Non eravamo convinti, fino a tre mesi fa, che con la forza delle idee gli italiani sarebbero andati a votare in massa e avremmo vinto a man bassa? Cosa vi prende? E' davvero ridicolo tutto questo piagnisteo, da parte di tante persone che fino a poche settimane se ne stavano tutte pimpanti a volantinare e a convincere. Non è cambiato mica nulla sapete: in fin dei conti tre mesi fa neanche se ne parlava del quesito sul nucleare, perché mai oggi pensate che se andranno tutti al mare?

Su, asciughiamoci le lacrime, e leggiamo questo post su AgoraVox. Post dove si spiega come il governo italiano conti molto sull'acqua privatizzata per risarcire i francesi del mancato guadagno per le centrali nucleari. Sì, perché sia le nostre centrali che la nostra acqua sarebbero destinati a mani transalpine: e mentre l'AREVA sbaracca i suoi uffici di Roma, la VEOLIA si prepara a planare come un avvoltoio sui nostri acquedotti. Tiè:

E' stato proprio su quest'ultimo punto che è nata la contropartita da offrire oltralpe, attraverso un patto che sposta gli interessi economici dal nucleare all'acqua e dovrebbe garantire a VEOLIA una consistente presenza nel suo processo di privatizzazione (l'azienda francese è uno dei leader mondiali nel settore della gestione urbana degli acquedotti, dei rifiuti e dei trasporti). I mediatori italiani hanno dovuto fare una vera e propria corsa contro il tempo per cercare di giungere ad un accordo che soddisfacesse Parigi e che potesse essere ratificato già il 23 Aprile, giorno dell'incontro tra Berlusconi e Sarkozy.

Ancora pronti a gettare la spugna?

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