02/06/11

Aiazzone. Saccheggio o esproprio legittimo?

E poi dice che la gente legge i blog invece della stampa, che infatti nutre un odio inestinguibile nei confronti della Rete.

Guardate cosa racconta oggi l'ANSA:

(ANSA) - BERGAMO, 2 GIU - E' stato un vero e proprio furto di massa, quello compiuto da circa 200 persone ieri sera nel magazzino Aiazzone di Pognano, nella Bassa Bergamasca. Decine di persone hanno razziato mobili, cucine, divani, letti e accessori per la casa. C'e' chi e' arrivato in auto e chi addirittura con camion e furgoni. Al loro arrivo i carabinieri hanno identificato chi si trovava ancora all'interno del mobilificio: molti extracomunitari ma anche molti italiani. Parte della merce e' stata recuperata.

Traduzione: un'associazione a delinquere, composta ovviamente anche da sporchi extracomunitari, ha saccheggiato un mobilificio. I carabinieri arrestano e recuperano il bottino.

Poi andiamo a farci un giro sui blog, e ad esempio, questo (leggetevelo), che conclude il post così:

Gli "imprenditori" Renato Semeraro, Giovanni Borsano e Giuseppe Gallo vengono arrestati per bancarotta fraudolenta, evasione fiscale e riciclaggio. E subito dopo il tribunale di Torino dispone il fallimento di Panmedia. Un tracollo che si porta dietro, oltre alle migliaia di clienti truffati, le vite di centinaia di famiglie rimaste senza reddito e con stipendi non pagati.

E poi un altro blog quasi a caso, tra i tanti, che racconta questo:

BERGAMO - Senza più speranze, disperati e convinti che per loro non ci sarà giustizia, 200 truffati dal mobilificio Aiazzone hanno assaltato i magazzini di Pognano, in provincia di Bergamo. (...) Tra loro numerose famiglie che avevano pagato migliaia e migliaia di euro per un mobilio che non era mai arrivato, ma anche creditori dell'azienda. (...) I truffati da Aiazzone sarebbero addirittura 12 mila. Molti i gruppi nati su Facebook che accomunano persone e dipendenti veramente disperati cui questa gentaglia ha rovinato la vita.

Una certa differenza, non trovate?, col racconto dell'ANSA.

Eppure sarebbe interessante leggere l'analisi che la stampa più autorevole potrebbe fare di un simile fenomeno. Per la prima volta, creditori e truffati riescono ad organizzarsi per cercare di andare a riprendersi il maltolto, un maltolto che altrimenti non rivedranno mai. Chiedere di Parmalat e Cirio, per capirsi. Una roba da Far West, indegna di un Paese civile? Può essere, anzi lo è sicuramente. Fa male vedere a che punto si è ridotti, a farsi giustizia da sé. Ma è anche questo un segnale della crisi: c'è, inaspettatamente, un limite ai soprusi che la gente è disposta a subire. Credevamo che si sarebbero fatti calpestare fino alla morte, e invece pare proprio di no.

Non siamo ai forconi, ma poco ci manca. Per questo la stampa minimizza e parla di normale delinquenza. I forconi invece arriveranno puntuali lo stesso, isole comprese.

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