13/06/11

GRECIA: SISMA FINANZIARIO MONDIALE!


Probabilmente in pochi hanno fatto caso a quanto da me scritto la scorsa settimana a proposito della mia analisi sulla recente cascata di dati proveniente dalla Banca Internazionale dei Regolamenti una limpida sorgente che può aiutarci a comprendere quanto sta in realtà accadendo dietro le quinte del possibile fallimento o della ristrutturazione del debito greco. Debito GRECIA: Un'altra realtà!

(...) Se poi andiamo oltre nei dati della BRI ci sono anche alcuni suggerimenti su come siano distribuite le scommesse sui fallimenti dei paesi periferici con circa il 94 % delle perdite in caso di default greco a carico dei paesi europei e delle loro banche.

L'altra faccia della medaglia e non poteva essere diversamente è che oltre la metà delle scommesse dovrebbe essere pagata dalle banche americane nella misura di circa il 56 % del totale il che suggerisce che diverso è lo stato d'animo nei confronti di un'eventuale ristrutturazione o lifting del debito greco.

Paradossalmente sarebbero gli americani quelli che dovrebbero preoccuparsi di più di un eventuale fallimento della Grecia.

Ecco quindi che forse, sottolineo il condizionale, abbiamo la possibilità di comprendere per quale motivo entro fine mese o probabilmente nel fine settimana il mondo finanziario potrebbere rivivere la suspance che caratterizzò il fine settimana che precedette il fallimento di Lehman Brothers.

Diversamente non si spiegherebbe il terrore nelle parole di alcuni membri della BCE che quotidianamente nei giorni scorsi hanno sottolineato che il fallimento o la ristrutturazione del debito greco avrebbe effetti tali che il fallimento della Lehman Brothers potrebbe essere ricordato come una semplice passeggiata al parco.

John Mauldin nel suo post settimanale va più in profondità riportando l’analisi di un economista Kash Mansori che sul suo blog Streetlightblog esplora in profondità i dati della BRI.

Quello che interessa a noi sono le esposizioni dirette alla Grecia che abbiamo già visto connesse a quelle indirette ovvero le assicurazioni sul fallimento e i famigerati CDS Credit Default Swap! Nella tabella qui sotto si possono intravvedere anche le esposizioni a Irlanda e Portogallo ma nella sostanza il 30 % del rischio è coperto da assicurazione mentre il restante 70 % è rischio diretto.



.Default Insurance Matters


Nel caso della Grecia circa il 94 % delle perdite ricadrebbero su creditori europei e solo il 5 % su quelli americani ma le banche americane e le compagni di assicurazione dovrebbero versare il 56 % dei rimborsi in caso di default a fronte del 43 % che sarebbe in capo all’Europa.

Nel caso di fallimento della Grecia e del Portogallo tra l’80 % e il 90 % di tutte le perdite finanziarie americane sarebbero imputabili a rimborsi per il fallimento a copertura dei CDS come testimonia la tabella qui sotto. Quindi le istituzioni americane condivideranno sino in fondo il rischio di una fallimento dei paesi periferici europei il che suggerisce che non dovrebbero tirare troppo la corda scommettendo sul loro fallimento.


.Direct Exposure in Europe, Indirect in the US


La sostanza è che le istituzioni americane ed europee possono avere interessi diversi in materia di ristrutturazione del debito o di fallimento con una preferenza per il fallimento da parte delle istituzioni europee che vedrebbero ripagato il loro investimento dalle istituzioni finanziarie americane.

Ecco forse il motivo del terrore dei membri della BCE a proposito di un fallimento o ristrutturazione del debito della Grecia. Affascinante sarà comprendere se qualcuno stava acquistando CDS sul debito periferico europeo speculando e favorendo il rischio di un default mentre gli americani davano per scontato che una cosa simile difficilmente potrebbe accadere sottoscrivendo assicurazioni sul fallimento come bere un bicchiere d’acqua.

Concludo lasciando in sospeso nell'aria una semplice domanda...

C'è oggi nel panorama finanziario mondiale, da qualche parte, una nuova AIG imbottita di CDS, di rischio, nel caso di fallimento di uno o più paesi periferici europei per l'ennesima volta troppo grande per essere lasciata fallire?

Non resta che fare un salto indietro nel tempo di qualche settimana per rileggersi L'OMBRA DEL RISCHIO SISTEMICO senza dimenticare quanto scrissi nel post di inizio anno dedicato ai sostenitori di Icebergfinanza, dal titolo "No Man's Ocean 2011".

Fonte articolo

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