13/06/11

Se Michele Misseri fosse morto sul lavoro

Come cambia la cronaca nera quando si insegue il mostro

"M. M. muore per ribaltamento del trattore".
Ecco il respiro che sarrebbe stato dato ad un incidente sul lavoro. Ovviamente notizia solo da carta stampata e non tutta. Invece conosciamo tutti Michele Misseri perchè ci hanno accompagnato dalla colazione, fino al "Porta a Porta" del dopo cena. Trascorrono mesi di gogna e ad un certo punto si scopre che quest'uomo è una vittima probabilmente del suo contesto culturale.
Poi c'è un Paese parallelo. Quello in cui si spezzano vite. Fra il 5 ed il 6 giugno sei lavoratori hanno perso la vita. Non dopo essere invecchiati, pensionati. Thomas Steger di 33 anni è morto al primo giorno di lavoro. Un rumeno, che se avesse stuprato una donna avrebbe avuto anche un volto. Le statistiche che nessuno cita, ci dicono che la maggior parte degli immigrati sono regolari. Ma è più facile additare come nemico uno straniero, che ad esempio un violentatore di democrazia come Silvio Berlusconi.
Diventa la norma Valentica Candela. Brucia sul lavoro. E' viva con gran parte del corpo ustionato e con un processo che si rinvia di mese in mese, non per l'accuratezza delle indagini, ma per arrivare alla prescrizione. Appelli senza risposta della madre per avere un po' di visibilità. I poveracci chiedono solo di essere visibili: salgono sulle gru, occupano un'isola, sciopero della fame e si incatenano. Il tutto funziona finchè non scivola nella normalità. Quando perdere il lavoro, perdere lo stipendio non indigna più, si accetta il destino. Destino diverso per chi governa, per loro gli stipendi non sono mai diminuiti, loro non diventano mai più poveri.
Renata Relevant ha perso la funzionalità del suo braccio rimasto incastranato in un macchinario per conciare le pelli. Arrivarono indiani in fabbrica, per imparare il mestiere. Quando sono andati via, anche i macchinari scomparvero e l'azienda dichiarò fallimento. In Italia si può, nessuno si scaglia contro la delocalizzazione, manco quelli che chiamano sindacati.
Nel 2007 ho cominciato il libro "Morti bianche" prima della strage Thyssen Krupp. Racconto di familiari che hanno perso ciò che avevano di più caro con un incidente sul lavoro o peggio per malattia. Da allora le cose sono peggiorate!

di Samanta Di Persio

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