10/06/11

'Ndrangheta a Torino

In Piemonte, mercoledì mattina, l'operazione Minotauro, condotta dai carabinieri e dalla guardia di finanza, ha portato all'arresto di 151 persone, mettendo a nudo un inquietante intreccio fra mafia e politica che ha coinvolto consiglieri regionali, capi clan, funzionari pubblici, tutti sodali in quella consorteria del malaffare dove magicamente elementi delle istituzioni ed appartenenti alle varie cosche si fondono senza soluzione di continuità per gestire gli interessi comuni.
Come nella migliore tradizione, la partecipazione della politica al baccanale del "guadagno facile" sembra rivelarsi rigorosamente bipartisan, coinvolgendo elementi di spicco del PD, del PDL e dell'IDV, impegnati in faccende di vario genere, che spaziano dalla gestione della cementificazione del territorio, al sostegno della candidatura di Piero Fassino alle primarie per la scelta del nuovo sindaco di Torino, all'elezione di altri sindaci nei comuni della provincia......


Fra gli arrestati spicca il nome di Nevio Coral, già sindaco di centrodestra di Leinì (Torino) per 30 anni e suocero dell'assessore regionale alla Sanità (che ha rimesso le deleghe in seguito allo scandalo tangenti scoppiato di recente) Caterina Ferrero, del Pdl.

Fra le persone non sottoposte a provvedimenti, ma oggetto dell'indagine per incontri e conversazioni intrattenute con elementi di spicco delle varie 'ndrine, si possono annoverare l'assessore regionale al lavoro Claudia Porchietto (Pdl) da sempre in prima linea nel sostenere la causa dell'alta velocità in Val di Susa, l'onorevole Gaetano Porcino dell'Idv, l'onorevole Domenico Lucà del Pd, il consigliere regionale del Pd Antonino Boeti, l'assessore all'Istruzione di Alpignanno Carmelo Tromby, sempre dell'Idv.

Chiunque abbia il piacere di attraversare la Val di Susa, non può evitare di "apprezzare" le parole TAV = Mafia, collocate a caratteri cubitali sulle pendici della montagna proprio all'ingresso della valle. Una scritta che al momento della sua estensione fece infuriare i salotti buoni della politica piemontese. Una furia diventata oggi ancora più comprensibile di quanto non lo fosse allora.

di Marco Cedolin

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