31/08/11

Le catastrofi? Preparatevi a tenervele.


Ogni volta che penso a L'Aquila mi viene il magone. Una città antica, bellissima, di quelle che solo noi italici possiamo vantare, e la sensazione è quella che non verrà mai ricostruita e non la vedremo mai più.

Ci spiega bene James Howard Kunstler, in un post uscito ieri, il futuro delle città e delle popolazioni vittime di terremoti, alluvioni, uragani, e altre catastrofi naturali. Kunstler fa un elenco da rabbrividire: monti Catskills e Adirondacks, le valli Mohawk e Hudson, Vermont, New Hampshire, Massachusetts occidentale, Pennsylvania, Virginia, Delaware, Maryland, Connecticut, Long Island, Rhode Island e Nord Carolina. Regioni ed interi Stati letteralmente devastati dall'uragano Irene, città ancora sott'acqua, decine di morti e migliaia di senzatetto. La stampa, appurato che a Wall Street è tutto OK, è passata oltre e non dice più una parola.

Continua Kunstler:

Il prossimo passo è realizzare che non ci sono più soldi per rimettere tutto a posto. Gli Stati non hanno soldi. Il governo centrale è a pezzi, mentre la gran parte dei cittadini e delle aziende non hanno alcuna copertura assicurativa verso le alluvioni.

Questo è un avvertimento all'America che le catastrofi convergenti dovute al cambamento climatico, alla scarsità energetica e al fallimento del capitalismo causeranno più danni della somma delle loro parti, nel portare una società complessa alla fossa. E naturalmente, le ramificazioni politiche seguiranno. Ci sarà un sacco di gente irritata nel nordest.

La mia scommessa è che la rabbia politica sarà uguale su entrambi i campi, destra e sinistra, quando la gente sarà abbandonata o senza casa, o senza il lavoro che aveva fino al giorno prima. E scommetto che capiranno qualcosa dell'estrema impotenza, incompetenza e mendacità di entrambe le parti politiche.

Un'altra prospettiva delle crisi che si incrociano in questi anni è proprio il non poter recuperare dopo le catastrofi naturali. Non ci sarà alcuno Stato che verrà in soccorso, non ci saranno più interventi e finanziamenti, non ci sarà più nessuno ad approvare leggi di emergenza. La lunga emergenza, per citare ancora Kunstler, non considera le catastrofi. Saranno faccende private.

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