21/08/11

Manuale di sopravvivenza - Eugenio Benetazzo


La nottata deve passare, ma al mattino ci si deve arrivare vivi. Chi ha risparmiato per una vita oggi ha paura di perdere tutto e di rimanere senza un soldo per la vecchiaia. La pensione è sempre più lontana e fa ormai a gara con la morte su chi arriva prima. Eugenio Benetazzo dà alcuni consigli su come proteggersi e prefigura (non è il solo) un'Europa con due divise: Euro 1 e Euro 2. Inutile dire che noi saremmo nell'Euro 2 fino a quando non faranno l'Euro3. Alla catastrofe con ottimismo e mi raccomando non fate debiti e chi li ha, se può li estingua.

Intervista a Eugenio Benetazzo, operatore di borsa indipendente:

Il crollo dei PIGS
La crisi del debito sovrano è iniziata due anni fa con l’implosione della Grecia. L’Europa a livello istituzionale e sovranazionale è intervenuta garantendo tutto e tutti, salvando non solo la Grecia, ma poi aiutando, a cascata, i grandi gruppi bancari per evitare fenomeni di contagio finanziario. A distanza di due anni ci rendiamo conto che quel fantomatico salvataggio della Grecia era una “illusione” finanziaria e oggi ci troviamo a vivere una situazione di stallo economico con ripercussioni finanziarie indirette anche sugli altri paesi dell’area mediterranea. Dopo la Grecia sarà il turno dell’Irlanda, della Spagna e dell’Italia.
L’Italia ormai sono più di tre settimane che è sotto assedio finanziario e questo presuppone una difficoltà di tenere in piedi non solo le quotazioni e la solvibilità dei titoli di Stato italiani, ma anche la credibilità che ha il paese alle comunità finanziarie internazionali. Le scelte recenti attuate attraverso manovre di emergenza dall’attuale esecutivo sono l’ennesima prova di come chi ci sta governando sia oggettivamente impreparato e anche incompetente, in quanto era abbastanza plausibile quello che sarebbe accaduto nel corso degli anni anche al nostro paese. Quindi hanno creato le circostanze per tamponare per l’ennesima volta questa situazione di difficoltà, ma nel medio e lungo termine le manovre che sono state recentemente messe in cantiere saranno dei palliativi. Per dirla alla David Cameron, Primo Ministro inglese, anche l’Italia sarà costretta a prendere la cosiddetta pillola blu, cioè la medicina molto amara che servirà al paese per una fenomenale ristrutturazione epocale dell’intera economia, partendo dalla politica andando fino all’amministrazione della cosa pubblica.
Il consiglio che mi sento di dare al piccolo risparmiatore è quello innanzitutto di abbandonare i governativi, i titoli di Stato emessi soprattutto nell’area periferica e quindi via da Btp, Bot, Cct, via da tutti gli altri prodotti finanziari, strumenti finanziari che incorporano all’interno obbligazioni di Stato europee dell’area periferica, puntiamo se possibile a costruire un portafoglio che abbia una correlazione negativa, che cosa significa? Lo dividiamo in fette, 5/6/7, meglio ancora se arriviamo a 10. Ognuna di queste fette dovrebbe avere un andamento, una dinamica di prezzo tutto sommato scorrelata rispetto a quella a fianco. Purtroppo la maggior parte dei portafogli degli italiani non hanno questa caratteristica e questa peculiarità, per cui sono massicciamente costituiti da titoli di Stato, soprattutto italiani, e poi non riescono o non utilizzano per esempio strumenti finanziari di investimento come i fondi flessibili o i fondi di ritorno assoluto che, al momento, dovrebbero dare una qualche sorta di credenziale in più, lasciando al gestore la flessibilità di spostare il patrimonio del fondo da azionario, obbligatorio, monetario a seconda della corrente che tira. Il consiglio è proprio quello di evitare l’esposizione con governativi italiani, se proprio dovessi fare un investimento cartaceo su un unico contenitore a quel punto mi dovrei andare a posizionare sul titolo di stato più sicuro al mondo che al momento è quello norvegese, che purtroppo però anche a fronte di questa peculiarità adesso lo si paga veramente molto caro.

Euro1 e Euro2: due valute per l'Europa
Ormai gli alert arrivano da ogni fronte, dal mondo accademico, non possiamo dimenticare Roubini, Fitoussi, non possiamo dimenticare Attali, non possiamo dimenticare Zingales, e dalle comunità finanziarie con grandi operatori e gestori di fondi che ormai stanno letteralmente scommettendo sul, non dico default, ma almeno quello che viene definito, che anche io nel 2008 mi sono fatto portavoce, della cosiddetta teoria di Euro 2. Che cos’è Euro 2? Rappresenta una spaccatura valutaria all’interno dell’Unione Europea che farà emergere due diverse valute, che al momento sembra essere la soluzione, la medicina più attendibile nel medio e lungo termine. Avremo un Euro di serie A nelle regioni, nei paesi del nord per il Nord Europa, l’Euro del nord, e poi un Euro di serie B nelle aree periferiche, nei paesi che hanno una tipologia di andamento economico completamente diverso, sia per virtuosismo di conti pubblici che anche poi per dinamica di crescita, da quella dell’Europa del Nord, potrebbe essere l’euro del Mediterraneo, ognuno si può sbizzarrire a trovare un nome di fantasia. Quello che sarà determinante invece sarà dovuto al rapporto di cambio che con molta presunzione si dovrà strutturare e istituire tra le due valute e attraverso un sistema di doppia circolazione monetaria paesi che in questo momento sono in difficoltà, i famosi, avrebbero nel medio e lungo termine un miglioramento sostanziale di quelle che sono le loro attuali dinamiche di comportamento a livello economico.
Il default dell’Euro non interessa a nessuno all’interno dell’Unione Europea, uno dei paesi che si farà fautore della tenuta dell’Euro fino all’ultimo è proprio la Germania che non vuole trovarsi poi in casa l’Italia con un aumento di competitività straordinaria grazie a una valuta più debole che consente e rilancia notevolmente le esportazioni e rende più appetibili i prodotti italiani rispetto a quelli tedeschi.
Se ci pensiamo bene l’attuale cambio euro; dollaro in queste ultime settimane che continua a oscillare tra 1.40 e 1.45 potrebbe tranquillamente avere una valorizzazione di 2 o 2,5 se non ci fossero i paesi cosiddetti periferici. Il peso endemico di queste economie che sono abbastanza deboli e hanno un futuro nel medio e lungo termine tutt’altro che rincuorante, abbatte e tiene sommessa la valorizzazione del cambio euro – dollaro e così facendo ne beneficia appunto la Germania. Se l’Italia andrà incontro all’emersione di questa seconda divisa potrebbe beneficiare di un miglioramento della propria competitività dovuto proprio all’emersione di una seconda divisa. Se ci pensiamo è accaduto storicamente al nostro paese in passato quando ha dovuto gestire o uscire da periodi di difficoltà economica attuando politiche di svalutazione monetaria. Però al momento con le mani legate dalla Bce che ci impone, non solo a noi italiani ma anche a tutti gli altri paesi periferici, di accettare una divisa troppo forte perché fa comodo a alcune lobbyes nazionali e ad alcuni Stati siamo costretti a subire le conseguenze di quella che è la cosiddetta crisi del debito sovrano, purtroppo solo agli inizi.

Le banche italiane
Le banche italiane o se non altro il panorama bancario italiano deve essere al momento diviso in due grandi insiemi: da una parte abbiamo i grandi gruppi bancari che rappresentano i principali competitor del settore, che da soli messi insieme costituiscono circa il 70 per cento dell’offerta di prodotti e servizi bancari, dall’altra abbiamo una prateria di piccole realtà bancarie con vocazione prettamente territoriale. Mi riferisco casse rurali, banche popolari indipendenti, crediti cooperativi, crediti artigiani e così via, che stanno dimostrando di avere dei requisiti patrimoniali in termini di solidità superiori rispetto alla media delle major. Quindi il mio personale consiglio è quello di fare molta attenzione adesso a detenere giacenze liquide e quindi disponibilità a vista presso il conto corrente di un istituto di credito. Non sono tutti uguali, ci sono grandi banche che hanno e lo dimostrano i processi di ricapitalizzazione a cui sono stati obbligati nei recenti mesi a implementare, ad effettuare, che la Borsa stessa penalizzando il titolo a fronte delle problematiche strutturali degli stessi gruppi bancari. Mentre altre realtà che hanno una valenza in termini di dimensione tutto sommato molto più contenuta e ridimensionata, hanno credenziali superiori rispetto alla media.
Quindi il mio consiglio è proprio quello di cominciare a fare una severa selezione almeno su chi affidarsi per appoggiare le proprie disponibilità liquide, tutte le banche in Italia fortunatamente non sono uguali, c’è chi è più sano e c’è chi è meno sano. Il mercato attraverso la quotazione e l’andamento di Borsa ci aiuta a comprendere su chi ci possiamo in questo momento fidare e su chi magari rimanere un po’ più distaccato e essere posizionato, in termini di liquidità, su realtà bancarie cosiddette controcorrenti o fuori dal coro e lì vi lascio sbizzarrirvi perché posso ipotizzare che anche nel vostro territorio ci sarà la piccola realtà bancaria che si differenzia, per storia, per vicinanza alla comunità e soprattutto per metodologia operativa, si raccoglie sul territorio e si presta sul territorio mantenendo una coesione e una vicinanza anche con la stessa clientela.
Come spesso dico durante altri interventi c’è differenza e differenza tra un grande gruppo bancario e una piccola banca territoriale, perché anziché essere un codice a barra che viene gestito a Bologna, Torino o Milano, magari siete semplicemente una persona con nome e cognome, con bisogni e esigenze personali e in virtù di questo venite trattati.

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