05/09/11

Di Stefano, lo Spartacus dell'etere

Europa7 la TV che non c'è, che non c'era. Francesco Di Stefano. DVB-T 2 Claudio Messora Byoblu Digitale Terrestre

Se c’è un editore che più di ogni altro in questo paese ha pagato e continua a pagare il monopolio televisivo e la spartizione delle frequenze che avviene per diritto di casta, nel completo disinteresse – come è logico che sia – della concorrenza, questo è Francesco Di Stefano: il simbolo degli effetti iniqui che un governo telecratico produce e della conseguente invisibilità di chi viene cancellato dal sistema.

Kafka non avrebbe saputo scrivere una storia più assurda (qui il video della mia prima intervista, realizzata nel 2008). Uno stato indice una gara per l’assegnazione delle frequenze. Un libero imprenditore spende un milione e mezzo di euro per mettere insieme gli studi più grandi d’Europa e vince la concessione. Rete4 la perde ed è destinata al satellite. Ovunque, perfino nello Zimbabwe (per dirla alla Masi), uno che vince un appalto ottiene il bene oggetto della concessione. E se non lo ottiene scoppia un casino che non finisce più. Qui no. Qui non scoppia neppure una pallina di materiale da imballaggio, di quelle che fanno puff.

Dieci anni di battaglie giudiziarie, condotte a tutti i livelli. Dieci anni di vittorie legali, ottenute anche in sede europea, che rappresentano al meglio la totale impotenza della legge di fronte allo strapotere dei signori dell’etere. Graham Watson, l’ex presidente del gruppo ALDE (Alleanza dei Liberali e dei Democratici per l’Europa) nonché interfaccia del Parlamento Europeo con le istituzioni italiane deputata ad ottenere il rispetto delle sentenze, che ho avuto il privilegio di intervistare nel suo ufficio di Bruxelles, ottenne dall’allora Ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni una bella pacca sulla spalla e il consiglio per Di Stefano di accontentarsi del risarcimento perché – letteralmente - “non tira aria”. E stiamo parlando di un Ministro di centro-sinistra.

Chiedete ad amici e conoscenti se sanno chi o cosa sia Europa7, ovvero quello che avrebbe dovuto diventare il terzo polo indipendente televisivo italiano, ed otterrete la misura scientifica di quanto l’informazione in Italia, sia nel pubblico che nel privato, abbia potere di vita e di morte sulle notizie.

Un paio di anni fa Di Stefano ottiene una frequenza laddove avrebbe potuto fare meno danni possibili: sul digitale terrestre. Che non funziona e che, in ogni caso, costringe ad avere posizioni irraggiungibili sul telecomando. Siccome tutto si può dire tranne che non sia testardo, risoluto e innovatore, decide di sfruttare la situazione buttandosi, primo al mondo, in un’implementazione del DVB-T 2 che gli consente di avere su quella stessa frequenza ben 8 canali in alta definizione, due standard e perfino qualche canale di porno. Il tutto con un decoder personalizzato che risolve tutti i problemi del digitale terrestre prima maniera, che permette di avere più canali, di memorizzarli nelle posizioni che più aggradano e che consente di avere anche il 3D senza occhialini (con televisione predisposta). E con un canale di informazione indipendente, Fly, completamente gratuito.

Uno pensa: è fatta. Cos’altro può capitargli? E invece no, perché il romanzo kafkiano di Europa7 ha più pagine di “Guerra e Pace”. Nel marzo scorso Dahlia, il canale digitale terrestre che trasmetteva tra l’altro le partite del campionato italiano, fallisce. I suoi abbonati si ritrovano con otto partite pagate che non vedranno mai. La Lega Calcio indice un’asta, alla quale inizialmente partecipano Mediaset, I Move ed Europa7, ma l’unica offerta sul tavolo della Lega, il 9 marzo scorso, erano i 5 milioni e 200 mila euro messi sul piatto da Di Stefano. La Lega Calcio rifiuta e preferisce regalare le restanti otto partite a Mediaset. Di nuovo, manco nello Zimbabwe.

Secondo voi Di Stefano si arrende? Sono andato a chiederglielo direttamente a Roma. Nel video in cima al post la nuova intervista. Qui sotto, la trascrizione integrale.

EUROPA7, LA TELEVISIONE CHE NON C'E(RA)

Lo Spartacus dell'etere non molla e si rialza davanti al gigante Theokoles

Messora: Siamo a Europa 7. Oggi è un giorno veramente speciale. È speciale perché in questi posti si è svolta una battaglia epocale da circa una decina d'anni tra un signore che aveva un sogno, fare una televisione, una televisione che non avesse paura di dare le informazioni e un sistema che proprio questa televisione non gliela voleva far fare. Pensate che Francesco Di Stefano, perché di lui stiamo parlando, vinse le concessioni governative per poter trasmettere nello stesso momento in cui Rete4 le perse e doveva andare sul satellite ma queste frequenze, nonostante tutto l'iter giudiziario che arrivò fino alla Corte Europea che gli diede ragione, non gli vennero mai assegnate.

Di Stefano: Che è successo? È successo che ad un certo punto pur di fregarci ci hanno dato un canale, un canale che hanno tirato fuori con la ricanalizzazione di Rai Uno che tutti hanno un po' subito in Italia. Comunque ci hanno dato questo canale; invece dei tre di cui avevamo diritto ce ne hanno dato uno. Noi naturalmente ci siamo appellati ma nel frattempo avevamo capito che era un po' finita in questo modo, perché il Consiglio di Stato italiano gli ha dato comunque ragione, praticamente ha detto a noi “voi avete ragione, in tutti questi anni avete avuto ragione, però accontentatevi di questo andatevene al diavolo”. Allora a quel punto abbiamo cercato di tirarci fuori comunque un progetto. Era febbraio dell'anno scorso. Questo progetto però doveva essere assolutamente un progetto innovativo dal punto di vista tecnologico per poter funzionare con soltanto questo canale e quindi ci abbiamo lavorato tantissimo: è il primo progetto T2, Digitale terrestre 2 nel mondo.

Messora: Vogliamo spiegare di cosa si tratta?

Di Stefano: è un evoluzione del digitale terrestre, una grande evoluzione. Il digitale terrestre è una bicicletta e questa è una navicella spaziale. Il digitale terrestre peggiora la qualità dell'analogico, si vede male, non funziona, squadretta, crea solo problemi alla gente, dove c'è stato il pubblico è disperato, soprattutto gli anziani, nonostante abbiano speso in decoder, eccetera, eccetera. Il nostro risolve tutti questi problemi e non solo risolve questi problemi ma dà una qualità strepitosa, l'alta definizione, il full HD e nel momento in cui una persona ha denaro per comprare un 3D siamo in grado di fargli vedere il 3D a casa. Naturalmente si riceve soltanto con un decoder nuovo, il decoder si chiama Europa 7 HD. Questo decoder ti permette anche di ricevere il digitale terrestre molto meglio, molti più canali del digitale terrestre, anche perché tra 4-5 anni Rai e Mediaset andranno su questa tecnologia. Per cui sei costretto a ricomprarlo, un altro decoder, naturalmente per il primo periodo gratis, poi una parte di questa piattaforma è Pay, ma è una Pay molto low-cost, parte da 6,99 euro con il massimo di 15,99 euro, compreso il porno a 19,99 euro. Parliamo però di 13 canali.

Messora: Adesso che finalmente abbiamo questi 10 canali di cui uno dedicato esclusivamente all'intrattenimento e all'informazione, che cosa si possono aspettare gli italiani?

Di Stefano: La nostra battaglia è stata una battaglia per il pluralismo dell'informazione oltre che per i nostri diritti. L'hanno percepito e capito in pochi, ma non avremmo fatto una battaglia così grande se non ci fosse stato lo stimolo dell'informazione libera, perché eravamo convinti e siamo convinti che questo paese ne ha un bisogno estremo. Quando quindi abbiamo fatto questo nuovo progetto ci siamo posti il problema: "ma Europa 7 che fa, tradisce tutti quelli che in qualche modo hanno creduto in questa battaglia?". Allora abbiamo stabilito che un canale di questi dieci sarebbe stato free e dedicato all'informazione libera, alla satira, all'arte, naturalmente fatta da gente indipendente, senza nessuna preoccupazione. Useremo molti giornalisti stranieri, grandi inchieste, roba mai vista su questo paese e sui cialtroni che governano questo paese. Questo noi lo facciamo certamente perché lo sentivamo nel cuore. L'abbiamo fatta free perché noi non siamo mercantili, Sky, "Sky news 24" la fa pagare e devi fare un abbonamento per vedere Sky. Il nostro Fly si vedrà sempre gratuitamente, se poi a uno gli piace il resto lo compra o comunque vede quello, vede il digitale terrestre, vede l'alta definizione del digitale terrestre. Su Roma Rai c'è un canalino che sperimenta l'alta definizione, questo canale si vedrà. Quando loro faranno un'altra digitalizzazione sul digitale terrestre diranno agli italiani “devi cambiare decoder”. Ecco, con questo non dovrai più cambiare decoder, è il decoder definitivo, entra in casa tua e ti risolve, mentre il digitale terrestre oltre i 35 chilometri non sincronizza, oltre i 40 chilometri, per cui dove si supera non si vede. Ci sono molte zone di Roma dove non si vede niente. Io ieri non sono riuscito a vedere Rai 1, Rai 2 e Rai 3. Su Roma è così, la gente lo conosce bene. Su Napoli lo sanno ancora meglio. La sincronizzazione che riusciamo a fare noi è quattro volte quella del T, per cui noi riusciamo a sincronizzare 200 chilometri e non c'è nessuna parte d'Italia che ha questo problema. Per cui non abbiamo i problemi del digitale terrestre che sono immensi.

Messora: Francesco, in un momento storico in Italia dove per fare informazione bisogna veramente sputare sangue, basta guardare in Rai quello che succede, i programmi di approfondimento che hanno uno share altissimo e portano un sacco di soldi in quanto a promozioni e spazi pubblicitari vengono osteggiati con continui reclami, rimbalzi tre l'autorità per le garanzie, la presidenza, il direttore, che futuro vedi per l'informazione in Italia e, come seconda domanda, tu sarai un editore davvero libero?

Di Stefano: In questi undici anni nessuno mai si è permesso di fare una telefonata e di cose ne abbiamo fatte tante con le emittenti locali. Nessuno si è mai permesso, anche perché noi tutti i giorni li bombardavamo, per cui sarebbe stato anche ridicolo. Che noi siamo indipendenti credo che l'abbiamo dimostrato ampiamente. Cerchiamo gente adesso indipendente per fare informazione. Noi vogliamo gente rigorosamente indipendente perché sul fatto che noi lo siamo credo che nessuno possa avere dei dubbi. Certamente partiremo con delle inchieste settimanali, perché gli utenti saranno molto pochi all'inizio, quando gli utenti del decoder, gli abbonati ma soprattutto i decoder che vendiamo diventeranno più numerosi noi la spingeremo sempre di più. Quindi dipenderà molto dal pubblico. Se il pubblico effettivamente ci tiene a un'informazione libera questo è il momento di dimostrarlo. Noi seriamente faremo la nostra parte, ma se loro ci stimolano certamente faremo una televisione indipendente assoluta in questo caso.

Messora: Ci fai vedere un po' questa tecnologia all'avanguardia di cui ti sei dotato?

Di Stefano: [mostrando le apparecchiature] Questa qui è la messa in onda della piattaforma, è completa praticamente. Lì già ci sono 13 canali, 8 in full HD. Questa qui è la stanza delle [incomprensibile], si chiama, qui c'è tecnologia, la tecnologia più innovativa che in questo momento è al mondo e che ci ha permesso questo salto qualitativo enorme. I partner tecnologici sono di assoluto livello: Sony, Ericsson, Tandberg, Crown Media, norvegesi, la criptazione Conax, di assoluto livello. Ma c'è stato un pool di persone nel mondo che ci ha messo la testa certamente tra i più in gamba che ci sono attualmente sul mondo. Queste sono le macchine che ci permettono di gestire questa tecnologia e di arrivare a questa qualità e ci permettono di gestire tutti gli abbonati, tutti gli abbonamenti, tutte le nostre iniziative con pochissimo personale. Questo è un centro di elaborazione dati dove ci sono integrati tanti, tantissimi standard e tantissime aziende che fanno il loro lavoro. Abbiamo lavorato soprattutto con aziende del nord Europa e con Corea e Cina.

Messora: Pare che ci sia un po' di diffidenza in rete circa la possibilità reale di fare 8 canali addirittura in alta definizione sulla stessa frequenze e due in standard definition. [rivolto al pubblico] Io vi posso assicurare che sono stato qua e quello che vedete è reale. [scherzando, rivolto a Di Stefano] Mi hai pagato? Mi hai dato qualcosa? Tu devi dire: mi hai dato 100 lire per questa cosa?

Di Stefano: Mai nella vita!

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