17/10/11

Con i blac bloc, all'attacco dei valsusini.


Mica hanno finito il loro lavoro, i blac bloc (sì, lo scrivo senza k, per motivi miei). Oggi hanno da fare in Valsusa, ma senza presenza fisica: è sufficiente quella mediatica.

La Repubblica pubblica un'intervista ad un sedicente blac bloc. Senza il solito titolo da scoop "Io, blac bloc, ecc ecc", senza uno straccio di racconto su come siano riusciti a trovarlo, identificarlo, intervistarlo. Sarà arrivata un'email in redazione? Comunque, il tipo narra di improbabili strategie di guerriglia, di addestramenti in stile Al Qaida, di trasferte in Grecia per imparare la difficile arte dell'insurrezione (perché, c'è stata un'insurrezione in Grecia? Hanno fatto qualcosa di speciale?), di improbabili tattiche di accerchiamento dei blindati che hanno fatto sghignazzare anche gli agenti dei forum di Polizia. E alla fine, da bravo insurrezionalista lancia la bomba: ci siamo allenati in Val Susa.

L'intervista è ripresa dal Corriere, e anche da Il Fatto, che ne fa un titolone in rosso che sta su da stamattina malgrado le polemiche nei commenti. Val Susa, Val Susa ovunque, l'equazione riportata in tutta la Rete.

Sarà una combinazione? La sospettosa che è in me pensa di no. Sabato, il mitico "gruppo nero" era posizionato proprio accanto alle file dei valsusini, tanto che in alcuni video e foto sembra che i blac bloc sventolino proprio le bandiere NoTAV. Alcuni valsusini hanno raccontato di aver trascorso mezzo corteo letteralmente terrorizzati da quella minacciosa presenza incombente. Ma non basta: la mattina precedente al corteo, è apparso su Indymedia un proclama del gruppo nero, che con un linguaggio tra il delirante e il fascistoide proclamava la rivolta violenta e in anteprima rendeva "onore ai compagni" della Valsusa. "Onore"... proprio un linguaggio da "compagni", eh.

Insomma, stavolta i blac bloc non sono serviti a criminalizzare un movimento, che gode già della simpatia di mezzo mondo e le cui istanze sono condivise anche dal fruttivendolo. Sono impiegati prima ad evitare un presidio permanente a San Giovanni, che sarebbe stato una spina nel fianco del governo, e poi a criminalizzare i valsusini che manca poco diventeranno adepti di Bin Laden. Ottimo lavoro.

Fonte articolo

Nessun commento:

Posta un commento