27/10/11

Italia: il circolo vizioso Banche/Imprese/Debito Pubblico

Le Banche Centrali ed i Governi hanno salvato il culetto alle Banche Private nel 2008/2009.
La contropartita è stata: voi v'imbottite di Titoli di Stato Nazionali e noi in cambio vi diamo liquidità aggratis
che poi voi dovreste rimettere in circolo nell'economia Reale.

Invece le Banche, con il tampone gentilmente concesso da tutti noi,
hanno speculato su qualunque cosa creando assets inflation
e nell'economia reale hanno re-iniettato solo una minima parte....
(con sarcasmo) Ma questo è solo un piccolo e trascurabile effetto collaterale di non aver voluto seguire la via della Nazionalizzazione alla Svedese anni '90 e di aver scelto invece di nazionalizzare le perdite e privatizzare gli utili....


In ogni caso ormai la frittata è fatta
ed in TUTTI gli Stati si è creato questo legame a triplo filo tra Debiti Pubblici Nazionali e Banche Nazionali.
Questa è la componente più esplosiva dell'aver alzato la posta nel 2008-2009
ed è la nuova frontiera thriller della Grande Crisi
che ormai imperversa da 4 anni circa.

Visto che abitiamo in Italia
guardiamo alle liaisons dangereuses delle Banche Italiane...........I BTP scricchiolano di nuovo verso il 6% ed il livello di non ritorno viene considerato il 7%: siamo dunque solamente ad un 1% dallo schianto...ma solo l'1% degli Italiani lo sa (ovvero i pochi che leggono i Blog ormai profetici al millimetro da 2 anni a questa parte...).
Oggi le aste italiane di breve sui BOT semestrali sono schizzate in su nei rendimenti
Titoli di Stato: il rendimento dei BOT a 6 mesi al top da 3 anni
...odierna i BOT con scadenza a 6 mesi sono stati collocati con un rendimento annuo lordo pari al 3,535%, rispetto al 3,071% precedente.
Ed ecco una bella tabellina che indica come le Banche Italiane
si siano iper-esposte sui BTP e sul Debitone Italiano.
Che Dio la mandi buona all'Italia
e soprattutto a CHI ha investito pesantemente sul nostro Paese in tempesta e senza nocchiero...

[ITALBANKS_p1]

Vedi l'articolo del WSJ che prende come caso esemplare la parabola discendente della più antica Banca del Mondo: Monte Paschi di Siena
European Drama Engulfs The World's Oldest Bank
in netto ritardo rispetto alle profetiche reprimende di Mercato Libero....

Questa impegnativa e pesante debt-pizza-connection fu denunciata nel mio BLOG già 6 mesi fa in L'italia e la sua "crisi (bancaria) al rallentatore"
La DEFINIZIONE del Giorno:
Felix Zulauf, gestore di navigata esperienza di un Hedge Fund, in una recente intervista alla CNBC ha dichiarato che il nostro Paese è il prossimo in lista d’attesa per un salvataggio da parte di Ue e Fmi poiché «in Italia sta dipanandosi una crisi bancaria al rallentatore».
“Tutti quanti stanno guardando la Spagna ma io penso che la prossima nazione sarà l’Italia”
«Ciò che noto è un tremendo flusso in uscita di depositi.
È una crisi bancaria a rallentatore e il sistema bancario è il più grande acquirente di bond governativi italiani.
Le banche hanno comprato tra il 60% e il 90% dei bond emessi negli anni recenti e visto lo sviluppo dei balance sheet del sistema bancario italiano, non saranno più in grado di farlo.
A questo punto mi chiedo chi comprerà quei bonds».
Questo, sempre secondo Zulauf, creerà pressione sui redimenti dei bonds italiani e potrebbe rigettare l’Italia dentro una nuova recessione
In ogni caso....
al di là di queste liaisons dangereuses tra Debiti Pubblici e Banche Private
che valgono per tutte le Nazioni: UK, USA, Spagna, Francia, Germania, Belgio etc etc
al di là del fatto che tutto il sistema finanziario è strettamente interlacciato
dunque se dovesse saltare per es. una Banca Francese...ti salterebbero a ruota anche le Banche Italiane e così via...ad effetto domino (l'approccio nazionalistico è fuorviante oltrechè fuori tempo massimo...)
ribadisco qual'è problema specifico delle BANCHE ITALIANE: il loro provincialismo e la loro stretta connessione con le Imprese Italiane
altamente indebitate con le banche
e che operano in un contesto di stagnazione e declino...
Pertanto il Livello di SOFFERENZE delle nostre Banche non può che aumentare.
ECCO QUI un ottimo esempio della nostra Crisi Bancaria al Rallentatore (che subisce repentine accelerazioni):
Ma i dolori sorgono quando si tratta del debito delle imprese non finanziarie, cioè del nostro sistema produttivo.
Sappiamo che le nostre imprese sono mediamente piccole e poco capitalizzate.
La vulgata si conferma osservando il dato “Debito lordo delle società non finanziarie”, pari al 119 per cento del Pil, ma soprattutto “Debito sul patrimonio delle società non finanziarie”, pari al 135 per cento del Pil.
Che significa quest’ultima voce?
Essenzialmente, che le nostre imprese sono sottocapitalizzate.
E quindi, che problemi implica tutto ciò?
Problemi in capo al sistema bancario.
Al peggiorare della congiuntura le perdite d’impresa finiscono con l’intaccarne il patrimonio.
La difficile reperibilità di mezzi propri, spesso legati all’assetto proprietario familiare, spinge le imprese in condizioni di dissesto, mettendo a rischio il rientro dei crediti erogati dalle banche.
Tracce di questa “sofferenza sistemica” le ritrovate in iniziative come la moratoria sui crediti delle PMI, di recente prorogata dall’Abi, e dallo stock delle sofferenze bancarie.
Quindi, riepilogando: la sottocapitalizzazione del sistema delle imprese implica un elevato ricorso al credito bancario, che pone problemi di rientro dei prestiti erogati dalle banche, che oltre dati livelli determina necessità di ricapitalizzare le banche, come di fatto sta avvenendo.
Il canale di trasmissione della malattia italiana porta sempre alle banche, non dal versante dei mutui ma da quello dei crediti alle imprese........................
Il sistema creditizio italiano, sopravvissuto senza interventi pubblici di sostegno alla crisi finanziaria, rischia di entrare in crisi per la ormai cronica debolezza economica del paese, per gli effetti differiti della crisi sul sistema produttivo e per alcune irrisolte debolezze strutturali del settore. ...........
E come entra in questo scenario la “malattia italiana”, cioè una crescita asfittica che copre sempre meno situazioni di dissesto aziendale?
E’ presto detto: poiché per i prossimi due o tre anni Moody’s prevede proprio una crescita economica estremamente modesta, è probabile che a breve termine la qualità degli attivi delle banche italiane possa subire un ulteriore deterioramento, in quanto il quadro congiunturale debole è destinato a influire negativamente sulla capacità dei debitori di ripagare i prestiti......
Aggiungo una CONFERMA che ci arriva direttamente dall'Economia Reale
e che è una Prova Inconfutabile
di come CHI vi racconti che le banche italiane sarebbero meglio di quelle di altre nazioni
vi starebbe raccontando solo una parte della verità...un po' favolistica per giunta....;-)
Il succo è che oltre alla CASTA ed alle CORPORAZIONI dinastiche italiote
in un contesto di stagnazione/recessione cronica dell'Italia
un'altra causa centrale della nostra SPIRALE DI DECLINO come Sistema Paese
è rappresentato anche dal mortale abbraccio
tra le Nostre Banche troppo sbilanciate sull'Italia e sempre più in affanno
e le nostre Imprese sempre più in affanno e troppo dipendenti dalle Banche Italiane
UN VERO E PROPRIO CIRCOLO VIZIOSO INVECE CHE VIRTUOSO....
dal Blog Imprese+Finanza:
Dipendenza da Debito (24 Ottobre 2011)
...Il debito delle imprese è uno dei problemi più seri del nostro sistema economico e industriale, in particolare in una situazione come l’attuale in cui la leva finanziaria preoccupa le banche su tutti i fronti.
Per questo non capisco come l’argomento possa passare sotto silenzio nel novero delle discussioni sulle ricette per la crescita.
Con troppo debito, tassi e inflazione in rialzo e soprattutto un problema serissimo di capitale nell’intero sistema bancario, le nostre imprese girano con una zavorra pesante e pericolosa, di cui si dovranno sgravare appena possibile.

....La componente del debito bancario è addirittura salita dal 40% a quasi il 60% tra il 2003 e il 2011, un periodo nel quale l’economia è stata espansiva e poi recessiva. Il debito è salito comunque e la crescita è tutta nella componente bancaria.....
...Con davanti un 2012 in cui non ci sono segnali di miglioramento sul piano economico la riduzione del fardello di debiti è un problema strutturale che deve essere affrontato proprio dalle banche. ...
Ma mi rendo conto che queste analisi un po' più sofisticate e realistiche
non possano essere date in pasto al popolo
dai nazional-populisti-complottisti
che cercano invece bersagli e capri espiatori meno veritieri
ma sicuramente più efficaci da un punto di vista mediatico....;-)

Fonte articolo

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