17/10/11

"Occupate tutto", la versione di Kunstler.

James Howard Kunstler, giornalista e scrittore "peakoiler" dalla penna alquanto fustigatrice, va a trovare gli Occupy Wall Street. Lo racconta nel suo blog Clusterfuck Nation, un commento arguto come al solito. Alcuni estratti:

Vengono criticati per la "mancanza di un programma", come se il Dipartimento dell'Energia, o il comitato del Senato per le Banche, le Case e gli Affari Urbani stessero facendo molto meglio. Questa è la cosa più divertente: che i leaders di una nazione incapace di costruire un consenso coerente sulla realtà, possano accusare la gioventù di non avere un programma chiaro. Se il movimento OWS rappresenta qualcosa, questo è proprio la protesta contro i leaders del Paese che mancano di un programma.

Invece, i nostri leaders hanno proposto solo trucchi contabili per far finta che ci sia di più, quando invece c'è di meno. La frode bancaria degli ultimi vent'anni è stata un accordo tra il governo e le banche, per mantenere l'illusione che un'economia basata sull'uso dell'automobile, la cementificazione urbana e periferica, le guerre continue, e i divertimenti a richiesta possa andare avanti all'infinito. Il pubblico gli è andato dietro seguendo la via di minor resistenza, e consentendo di venir definito "consumatore".

Da tutte le parti arrivano elogi al pacifismo dei manifestanti. Non vi aspettate che duri. Nel corso naturale delle cose, le azioni rivoluzionare incontrano ad un certo punto resistenza, generano frizioni e alla fine si scaldano. Cosa accadrà quando Occupy Wall Street diventerà Occupate Tutto, Dovunque?

Amen.

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