23/01/12

Il PAT, il Piano di Assassinio del Territorio

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 Di fianco al Marco Polo, l'aeroporto di Venezia, c'è un'area di 27 ettari. Sono anni che il Comune promette di costruirci uno stadio. Ma la SAVE, la società di gestione aeroportuale, vuole ampliare l'aeroporto. Ce n'è bisogno? Forse no, visto che sulla stessa superficie a Londra ci fanno girare una quantità di voli 5 volte superiore. Ma Enrico Marchi, Presidente nonché amministratore delegato, non demorde e acquista ben 378 ettari nel quadrante Tessera. A che scopo? Per scambiarli con il Comune di Venezia. E' come con le figurine: tu mi fai cementificare quei benedetti 27 ettari e io ti faccio costruire la Tessera City: una colata di cemento pensata per ospitare il Casinò (ma dove il Casinò esistente non si vuole trasferire), per ospitare un centro direzionale pieno di uffici (che nessuno comprerà perché ci sono 3 mila appartamenti sfitti a Mestre e altri 3 mila in costruzione), per ospitarci alberghi (ma senza albergatori, che si sono già dichiarati contrari) e per faci finalmente uno stadio.

 E per fare uno stadio che potrebbe fare di fianco all'aeroporto, il Comune di Venezia dovrebbe cedere i suoi 27 ettari alla SAVE e mandare i tifosi lontano, fino al quadrante Tessera. Non solo: dovrebbe fare una sublagunare per portare i turisti a piazza San Marco, con costi enormi che finirebbero per essere garantiti (e quindi alla fine pagati) con soldi pubblici. E chi glielo spiega poi ai turisti, cui notoriamente piace tanto farsi una bella traversata romantica sulla laguna, che dovrebbero invece starsene al buio, in uno stretto e oscuro pertugio sotto il livello del mare?

 Ma non è finita. All'aeroporto vorrebbero portare anche l'alta velocità. Ma mica passando intorno a Mestre, no: bucando il sottosuolo per 9 km allo scopo di passarci sotto. Ottenendo il ragguardevole risultato di far spostare i cittadini di Mestre per 15 km solo per andare a prendere il treno, e soprattutto di smentire quanti sostengono che si tratterebbe di una linea ad alta capacità (cioè in grado di trasportare le merci). La pendenza in ingresso e in uscita dal tunnel sarebbe tale, secondo gli esperti, per cui i convogli che trasportano le merci non potrebbero attraversarlo.

Tutte queste proposte sono contenute nel PAT, il "Piano di Assetto del Territorio" che Michele Boato chiama il "Piano di Assassinio del Territorio". Negli ultimi 24 anni, Venezia ha perso una media di 2 mila cittadini ogni 12 mesi: 46 mila abitanti che se ne sono andati su meno di 270 mila. E le previsioni per il futuro non sono rosee. C'è davvero bisogno di costruire una City deserta, come la città fantasma di un film Western?

 Per svegliare l'opinione pubblica intorpidita dalle versioni ufficiali, Michele ha fatto lo sciopero della fame per 21 giorni. Ha finito ieri, per sopravvenute urgenze di carattere medico. Oggi alle 15:00, al Comune di Venezia, si esaminerà il PAT. Lui ci sarà e, insieme a lui, molti altri cittadini. Chi può, vada a dargli una mano.

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