23/01/12

Passaparola 23/01/2012 - I Forconi risalgono l'Italia - Pino Aprile


"Una rivoluzione in Italia, se ci sarà mai, partirà dal Sud. Se nelle regioni settentrionali la crisi porterà una diminuzione del livello di vita e sacche di povertà, il Sud è condannato alla miseria e all'emigrazione. Il movimento dei Forconi non nasce dal nulla, ma dalla consapevolezza del fallimento dello Stato e dal rifiuto di fare la fine della Grecia dove i bambini vengono abbandonati a scuola dai genitori perché non riescono a sfamarli. Pino Aprile, studioso dei movimenti meridionali e autore di "Terroni" ci spiega le origini del movimento dei Forconi e del possibile incendio italiano." Beppe Grillo

Il Passaparola di Pino Aprile, scrittore e giornalista.

Produrre senza garanzie
Salve, un saluto a tutti gli amici del blog di Beppe Grillo, sono Pino Aprile, sono un giornalista, uno scrittore, mi occupo soprattutto di cosa sta succedendo al Sud d’Italia e perché il Mezzogiorno d’Italia pare cumulare oggi una quantità di risentimenti, diciamo anche le parole che possono suonare grosse, di rabbia che non ci si riesce a spiegare.Per esempio il movimento dei Forconi, c’è questa rivolta istantanea che coinvolge decine di migliaia di persone in Sicilia che ha bloccato la Sicilia, che si sta estendendo alle regioni meridionali del continente e non sappiamo se si ferma lì. Immediatamente ci si è chiesti: “Ma chi sono i politici o i movimenti che stanno muovendo questa gente? La mafia sicuramente sta facendo le sue mosse, sta infiltrando etc.”, che è un modo consolatorio e fuorviante per analizzare quello che sta succedendo. Ho conosciuti alcuni leader del movimento dei Forconi un anno e mezzo fa e mi aveva così colpito quello che mi dicevano e la loro condizione che decisi di farne un capitolo del mio ultimo libro “Giù al Sud” cosa mi hanno raccontato? Quello che sta succedendo in Sicilia coinvolge molte categorie, molte persone, ceti, c’è di tutto, quelli con cui io parlai erano agricoltori e allevatori. E’ successo che questi allevatori e agricoltori hanno ammodernato le loro aziende facendo investimenti, garantendo livelli occupazionali, garantendo il processo di produzione secondo le norme stabilite, giustamente, sanitarie, fiscali dallo Stato, dalle Regioni etc., però poi cosa succede? Loro producono con queste garanzie, ma il loro prodotto sul mercato quando arriva con quei costi deve competere, e naturalmente non c’è competizione con l’analogo prodotto che proviene da terre dove queste garanzie regioni, Stati non ci sono.
Per esempio il “ciliegino” che viene prodotto con tremila garanzie in Sicilia, sul mercato lo si trova allo stesso prezzo del ciliegino che viene dall’Egitto, dove una giornata di lavoro di un contadino costa due Euro. E’ chiaro che in queste condizioni i produttori sono spacciati, perché i ricavi non coprono i costi, così hanno accumulato molti debiti, soprattutto con l’Inps e l’Inps, lo Stato, invece di analizzare il problema e risolverlo insieme ai produttori, si presenta con il conto da pagare. I produttori non hanno i soldi per pagare, l’Inps si è venduto il credito a delle agenzie, se lo è venduto a circa il 10% del valore, per cui gli stessi produttori, i debitori dicevano: “Se ci chiedevi il 10%, forse avremo trovato il modo di pagare anche noi”. I nuovi creditori a quel punto mettono in mora le aziende che vanno all’asta e vengono svendute al maggior offerente, mi raccontavano che in tre anni su 200 mila aziende in Sicilia, 50 mila sono finite in queste condizioni, ci si vuole meravigliare se poi la rabbia esplode?

La riforma scolastica dimentica Quasimodo
Raccogliendo poi intorno a sé i sentimenti di tutti i tipi, non posso fare un’enciclopedia, ma provo a raccontarne alcuni diversissimi tra di loro, c’è molto malumore nella scuola e soprattutto nella scuola del sud, non fa notizia che l’allora, purtroppo infausto ministro alla Pubblica Istruzione Gelmini, abbia sottratto circa mezzo miliardo di Euro destinato alle scuole cadenti del Sud per distribuirlo in tutta Italia e, se ciò non bastasse, oltre alle affermazioni della Gelmini sugli studenti e insegnanti del Sud. Secondo lei gli insegnanti del Sud avrebbero tutti bisogno di corsi di recupero, quindi non se ne salva uno, detto da chi si è laureata con tre anni di fuori corso è una bella garanzia! Ma per esempio il Ministero da lei diretto emise un editto, le indicazioni per il programma di studi di letteratura italiana per i licei, come deve essere insegnata la letteratura del 900, in questo documento si fa un elenco di nomi di autori, poeti, scrittori italiani. Bene! Non ce ne è uno che sia meridionale, vorrebbe dire che secondo il Ministero della pubblica istruzione in tutto il 900, un secolo fertilissimo, non c’è stato un solo poeta, un solo scrittore meridionale che meriti di essere indicato agli studenti italiani, non basta neanche avere vinto il premio Nobel come Quasimodo, sono follie! Provate a immaginare il contrario che un Ministro, purtroppo sembra un discorso razzista ma lo devo fare perché devo soltanto rivoltare la situazione per farla capire meglio, che un Ministro alla Pubblica Istruzione di Palermo, siciliano nell’indicare come va insegnata ai liceali la letteratura del 900, avesse cancellato dalla lista tutti gli autori settentrionali, via Saba, via Ungaretti, via Pasolini, una follia! La cosa più seria da fare sarebbe stato chiamare gli infermieri e dire: “Andatevi a prendere il ministro e portatelo dove sta più tranquillo!”.
Cambiando completamente argomento, a Messina mi dicono che ci sarebbero ancora in corso dei contenziosi giudiziari per le proprietà estorte ai sopravvissuti nel terremoto del 1908, questo è un paese stranissimo! A quel punto ho voluto capire che diavolo fosse successo dopo il terremoto a Messina. I messinesi lo sanno, ne parlano poco ma dentro, come direbbero a Bolzano gli rode perché? 1908 terremoto, la città è distrutta, 2/3 della popolazione morti, il primo provvedimento che prende il Governo italiano qual è? Proporre, è stato messo ai voti al Parlamento italiano, guardate che non sto scherzando, di bombardare la città e c’erano i sopravvissuti sotto le macerie e cancellare del tutto e per sempre Messina, dividendone la provincia da Palermo e Catania, Giolitti che contava di candidarsi a Messina fa fallire il progetto e la proposta fortunatamente viene bocciata, arrivano a Messina 10 mila bersaglieri con l’ordine di fucilare gli sciacalli e i presunti sciacalli, e cominciano a fucilare i superstiti.
Mentre quelli che dovrebbero garantire l’ordine, quei militari, ottengono che si faccia un ufficio postale sul molo riservato solo a loro, non ai superstiti, non potevano i superstiti farsi mandare una coperta dallo zio che sta a Firenze, mentre i militari soltanto potevano usare quell’ufficio postale per spedire da 80 a 100 pacchi al giorno ai loro familiari. Gioielli, denaro sottratti ai morti e ai superstiti, ci sono documenti su questa razzia che fanno venire i brividi, tutto questo mano a mano con il cumulare dei risentimenti, le offese della Lega, i napoletani “topi da derattizzare”, i romani “porci”, i meridionali “merdacce mediterranee” viene riscavato e tutti questi malumori stanno venendo alla luce e si sommano, per cui parte la protesta degli agricoltori e degli allevatori e il cerino, tutta quell’altra paglia ha acceso un fuoco, divampa, questo sta succedendo al Sud, il Sud non viene ascoltato, ha cercato di farsi capire, di farsi ascoltare in tremila modi, non c’è verso!

Italiani conoscetevi e unitevi
Quando i produttori di formaggio in Italia entrano in crisi, il governo con i soldi destinati al Sud salva i produttori di parmigiano e non avendo più quei soldi disponibili per i produttori di pecorino sardi, perché li ha consumati dove non doveva spenderli, va a far randellare i produttori sardi di pecorino, a sfasciare le teste dei sardi e questa differenza la trovi dappertutto.
Si sbloccano i nuovi fondi del Cipe, si vara una nuova e inutilissima linea di alta velocità tra Genova e Milano e contemporaneamente si cancellano tutti i treni di collegamenti diretti sud-nord. Oggi, nel 2012, in Italia si viaggia dal Sud più lentamente che nel 1900 e ci sono 1.000 chilometri di ferrovie in meno rispetto a circa 70 anni fa, ne vogliamo discutere serenamente? Perché altrimenti cosa succede? Succede che come continuo a sentirmi dire che scrivendo questi libri si suscitano queste cose, ma quando mai? Un libro è un dito, indica la luna, non guardate il dito. Sono nato di febbraio, papà non faceva il falegname, sono soltanto un giornalista che sta cercando di indicare alla parte più disattenta del Paese che si stanno commettendo una caterva di errori. Se questi errori si cumulano la gente non ne può più, può accadere qualcosa di molto brutto e se sarà brutto, sarà brutto per tutti, nessuno pensi si salvarsi da solo o perché è salito sullo scoglio e prende a calci quello che è rimasto in mare.
La politica, lo ripeto con le parole di Don Milani, è "Sortirne insieme", se ne viene fuori insieme dai guai, altrimenti non si salva nessuno. E’ ora che l’Italia, dopo avere promesso al Sud 20 milioni di fucili, dopo avere promesso al Sud la derattizzazione e tutte quelle altre porcherie, consentendo a ministri del governo di dire queste cose e restare al loro posto, dopo avere consentito all’allora ministro delle Finanze di prendere i soldi destinati alle aree sottoutilizzate e spenderli altrove. Il terremoto dell’Aquila è costato 4,5 miliardi e quei 4,5 miliardi sono stati tolti tutti al Sud, per l’esattezza 85% di quei fondi vanno per legge usati al Sud, il 15% nel centro nord, bene quei soldi per il terremoto dell’Aquila sono stati tolti a 1/3 più povero dell’Italia e mentre solo il 15% è stato chiesto ai 2/3 più ricchi d’Italia, ciò nonostante Borghezio si è permesso di offendere gli aquilani come palla al piede dell’Italia, come se lui ci avesse messo un Euro.
Il titolo di questo spazio è “passate parola”, passa parola e credo che non ci sia niente di meglio da fare che passare parola per informare chiunque ogni volta che si nota una discriminazione, la discriminazione non importa ai danni di chi viene fatta, perché tanto chi discrimina comincia sempre da qualcuno e poi mano a mano passa agli altri, altrimenti questo modo di sgovernare il Paese arriverà davvero al mettere gli italiani gli uni contro gli altri. Gli italiani in realtà sono di fatto molto più uniti di quello che sembra, però di sé stessi sanno pochissimo, chiedete cosa sa un siciliano di un veneto. Venezia è stata la più duratura repubblica della storia dell’umanità, sui libri di scuola ce la caviamo in 10 righi tra Marco Polo e sul ponte sventola bandiera bianca, cosa sanno i veneti dei siciliani?

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