24/02/12

Lavoro: un progetto per un milione di giovani

Un progetto per dare lavoro, qualificato e utile, ad un milione di persone e contemporaneamente rimettere in sesto il Paese. Poi, però, c'è da superare Keynes.


Vorrei scrivere un post dal titolo "Superare Keynes, superare Marx" ma non ne sono capace. Tuttologa va bene, ma senza esagerare.

Mi limito a segnalarvi un progetto che mi piace moltissimo, che vi invito a leggere ed eventualmente a firmare. Lo propone l'economista Gustavo Piga, docente di Economia Politica a Roma Tor Vergata. Mi piace molto Piga, è un coraggioso senza peli sulla lingua e ha un gran bel blog. Ha studiato anche lui negli States -sembra non ci sia scampo- ma almeno si è tenuto alla larga da Chicago.

Il suo Appello per un Nuovo Rinascimento, che ha intenzione di presentare al presidente della Repubblica, così recita:
Chiediamo al Governo che destini l'1% del Prodotto Interno Lordo di ogni anno finanziario del prossimo triennio, 16 miliardi di euro, senza addizionali manovre fiscali, ad un Piano per il Rinascimento delle Infrastrutture Italiane che veda occupati ogni anno 1.000.000 di giovani ad uno stipendio di 1000 euro mensili, con contratto non rinnovabile di 2 anni, al servizio del nostro Patrimonio artistico, ambientale, culturale e a quelle iniziative della Pubblica Amministrazione.

E' un po' quello che tanti di noi vanno chiedendo da anni: anziché buttar soldi per opere inutili, megalomani e dannose, anziché sprecare denaro del contribuente in mille rivoli che finiscono ad ingrassare le solite tasche, forse sarebbe ora di metter mano all'esistente. A quello che hanno costruito -bene- i nostri padri e i nostri nonni e rimetterlo in sesto (scuole, ospedali, acquedotti); ai nostri disastrati beni culturali, museali ed archeologici; al nostro territorio e ambiente massacrato e tutto da bonificare. Il bello di questa proposta è che non offrirebbe i soliti posti di lavoro di infimo livello, asfaltisti e cementisti, ma darebbe opportunità a migliaia di specialisti, dagli archeologi agli storici dell'arte (che in Italia servono disperatamente, altroché) agli ingegneri, ai geologi, oltre che a tanti periti e diplomati.

Cosa c'entra Keynes? C'entra: perché Gustavo Piga è, naturalmente, keynesiano. E sembra che questa sia la teoria economica più azzardatamente all'avanguardia che abbiamo a disposizione, in questi tempi bui di dittatura della finanza. Ha circa cento anni, quasi quanti il marxismo. Forse il mondo è un filino cambiato, che ne dite? E' cambiato di brutto almeno due volte, in questi cento anni, e il secondo cambiamento lo stiamo vivendo adesso.

Perciò, dopo aver firmato l'appello, invito sia voi che Gustavo Piga a leggere questo articolo di Guido Viale, dal Manifesto.

Non ha più molto senso ragionare su meri aggregati economici espressi in termini monetari, senza tener conto che nessuna politica economica è più praticabile senza una contestuale politica industriale che orienti e condizioni l'oggetto delle produzioni e le modalità del consumo di molti beni e servizi. Questo, a mio avviso, è un limite inemendabile delle analisi e delle proposte correnti di stampo keynesiano.

E' la "crescita" che va messa in discussione, amici keynesiani e marxisti, la crescita e la pressione insostenibile sull'ambiente. Rassegnatevi: entrambe vanno pesantemente ridiscusse. Ma consolatevi: è l'occasione buona per sviluppare una nuova grande teoria economica. Il mondo la attende da cento anni.

Fonte articolo

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