20/02/12

Monti: la domanda di sangue della politica nel popolo è illimitata

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 Un'ora fa, rivolgendosi a una giornalista che gli aveva chiesto cosa intendesse fare per combattere i privilegi della casta, durante il suo incontro a Piazza Affari, sede della borsa di Milano, Mario Monti ha risposto di avere "l'impressione che la domanda nella popolazione di sangue della politica sia sostanzialmente illimitata".
 Ha poi aggiunto che con il tetto di 305 mila euro agli stipendi dei top manager nella pubblica amministrazione farà fatica a trovare personalità di rilievo.

 Non sono mai stato un accanito sostenitore della lotta per l'azzeramento del trattamento economico della cosiddetta casta. Dato per scontato che esistono una montagna di sprechi da abbattere e di sicuro molti privilegi inessenziali da sfrondare, vi sono però alcune garanzie che consentono di non relegare l'impegno per il bene del paese ai soli ricchi, tutele eliminate le quali la democrazia, anziché esserne fortificata, ne uscirebbe indebolita. Inoltre, in un momento storico dove la speculazione internazionale, con la compiacenza di alcune élite nostrane, ci consegna mani e piedi alle logiche di un'economia europeista di impoverimento di interi popoli, trovo uno spreco di energie concentrarsi sul taglio di qualche milione di euro, quando poi non battiamo ciglio sull'approvazione silenziosa di meccanismi ambigui come il MES che da subito ci costeranno 3 miliardi all'anno per 5 anni, più svariate altre decine a insindacabile giudizio di un consesso di intoccabili.

 Certo è che siamo ancora ben lontani anche solo dall'avere realizzato in maniera accettabile quel taglio degli stipendi dei parlamentari (ricordate i 23 mila euro al mese che a Luca Barbareschi, poveretto, non bastano per occuparsi solo del bene comune?) promesso innumerevoli volte e poi sempre rimandato con una scusa o con l'altra, così come il taglio del numero dei parlamentari (sul quale io però andrei cauto per la diminuzione di rappresentanza che comporta) o il livellamento delle onorevoli pensioni da nababbi. Lo stesso Monti, che si lustrò del gran rifiuto dello stipendio da presidente del Consiglio, se ne è in ogni caso assicurato uno a vita da Senatore della Repubblica, un ulteriore costo del quale non si sentiva affato l'esigenza e che è sicuramente maggiore rispetto allo stipendio temporaneo che avrebbe ricavato delle sue attuali mansioni. Se avesse voluto fare il brillante, avrebbe potuto rinunciare allo stipendio da senatore, acquisito in meno di 24 ore per meriti tutti da dimostrare. Infatti, per essere insigniti di questa carica dal presidente della Repubblica è necessario, in punta di diritto, aver "illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario". Con buona pace del suo inglese orale, Monti è stato un Commissario Europeo come ce ne sono altri , ma per il resto, oltre ad avere illustrato la Goldman Sachs, la Commissione Trilaterale, il gruppo Bilderberg ed altri simpatici consessi non propriamente patriottici, cosa ha realizzato per il nostro paese? O forse l'abbiamo insignito ieri perchè ci "illustrasse" un domani?

 Forse nel popolo vi è una illimitata domanda di sangue, caro Presidente, ma questo dipende dalle eccessive trasfusioni a vantaggio della politica e dei politicanti cui lo Stato - e lei non sei stato certamente da meno - lo ha obbligato. Siamo tutti paonazzi ed emaciati. I prelievi adesso fateli a quei bei paciarotti dalla carnagione cherubina con le vene ancora tutte belle integre.

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