06/03/12

Ma la Grecia non era solo "un microbo"?

Mi ricordo quando, agli inizi della Telenovelas Ellenica, gli "ottimisti istituzionali" ci raccontavano: "il problema della Grecia è sopravvalutato visto che essa rappresenta solo il 3% del PIL dell'Eurozona."
"Il debito pubblico ellenico è di soli 300 miliarducoli (nel 2009): cosa volete che sia...."

Io invece, non dovendo vendere prodotti finanziari a nessuno..., potevo permettermi di vederla in modo più realistico ed imparziale.
Già due anni e mezzo fa sottolineai come il "caso Grecia" implicasse.........
rischi di effetto domino sul sistema finanziario&bancario,
rischi di effetto contagio sui PIIGS dell'Eurozona e sul loro debiti pubblici,
rischi di effetto zizzania nell'incompleta ed inefficiente Unione Europea,
rischi di effetto "liberi tutti" sull'Eurozona e sull'Euro
etc etc
E non erano certo RISCHI DA POCO....ma veri e propri RISCHI SISTEMICI.

Ma soprattutto denunciai la "fallacia" del ragionamento "la Grecia è troppo piccola per impensierire": in questo Mondo di Debiti, di leve finanziarie stellari, di derivati esotici, di armi finanziarie di distruzione di massa
anche un "microbo" quando collassa può scavare una voragine degna di un elefante....
In questo mondo di economia virtuale e finanziarizzata sai sempre dove incominciano le Crisi ma non sai mai dove finiscano....

Abbiamo poi visto tutti come in questi due anni si sia sviluppata la Telenovelas Ellenica e la parola FINE non è stata ancora messa...
Alla faccia dell'irrilevante "microbo ellenico" da solo il 3% di PIL dell'Eurozona....;-)

Oggi "la Banda dell'IIF", ovvero l'associazione (a delinquere...) che rappresenta le maggiori istituzioni finanziarie globali creditrici di Atene, avrà sicuramente calcato un po' la mano nella sua orrorifica analisi...
allo scopo di convincere più entità possibile ad accettare l'accordo sull'haircut del Debito Greco.
Ma in ogni caso alcuni dati citati dall'IFF sono assolutamente verosimili e sono assai calzanti con la mia metafora "esopica" di cui sopra....
nella quale un microbo può diventare un elefante....rigorosamente in leva of course....;-)
Bluerating – 2 ore 24 minuti fa
Un default “disordinato” come sarebbe quello dovuto ad un'adesione inferiore al 75% al piano di ristrutturazione e concambio dei titoli di stato greci proposto da Atene (e che finora sembra godere dell'appoggio solo di una minoranza sia pure qualificata di istituti di credito europei) potrebbe arrivare a costare fino a mille miliardi di euro in termini di perdite potenziali complessive.
Lo ha annunciato l'IFF, che nelle trattative apertesi lo scorso ottobre e terminate a febbraio con l'accettazione di una svalutazione complessiva pari al 75% dei crediti nominali da parte dei bondholder rappresentava un complesso di 450 banche di tutto il mondo. (l.s.)

Teleborsa 06 marzo 2012 - 11.48
Un default disordinato della Grecia potrebbe provocare danno all'Eurozona per oltre mille miliardi di euro.
Questa lugubre prospettiva è stata sentenziata dall'Institute of International Finance (IIF), un'associazione che rappresenta le maggiori istituzioni finanziarie globali e che più qualificarsi oggi come il maggior creditore privato di Atene.
L'IFF ha tentato di favorire l'accettazione volontaria dello swap sul debito greco, che consentirebbe ad Atene di tagliare più di 100 miliardi di indebitamento.
Ma il fallimento del piano presentato dalla Grecia ai creditori privati potrebbe provocare un default scoordinato.
Da ricordare che la scadenza per l'accettazione è venerdì prossimo.
Nelle ipotesi formulate dall'IIF, un default fuori controllo della Grecia potrebbe costringere Paesi come l'Italia e la Spagna a chiedere aiuti per arginare l'effetto contagio, con ripercussioni pesanti sull'intera Area Euro.
Le maggiori perdite verrebbero subite dalla BCE, con una esposizione nei confronti di Atene stimata in 177 mld di euro, mentre Irlanda e Portogallo verrebbero a trovarsi in una condizione tale da dover chiedere nuova assistenza alla UE.
Nello stesso tempo, il default greco produrrebbe 160 miliardi di costi di ricapitalizzazione per le banche.

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