29/03/12

Siccità: dalla Toscana al resto del mondo


Fa il giro della Rete la notizia che in Toscana gli agricoltori siano ad appena 15 giorni dal tracollo. Un inverno così secco, una primavera così calda, sono le premesse per un disastro senza precedenti: perdita del 40% dei raccolti, e non dimentichiamo che la Toscana produce 4,5 milioni di quintali di grano.
Ma quel che accade in Toscana sta accadendo ovunque. Secondo l'ONU il mondo avrà bisogno del 30% in più di acqua dolce entro il 2030, e nessuno la scampa. Ecco come se la stanno cavando alcuni coinquilini del pianeta:

India. Il 75% delle acque dolci superficiali sono contaminate ed inquinate. In India, è più facile avere accesso ad un cellulare che a un gabinetto.

Arabia Saudita. Ha rinunciato a tentare di coltivare grano, e dipenderà al 100% dalle importazioni entro il 2016.

Cina. Ogni anno nelle zone del nord il livello dei laghi diminuisce di un metro, e il deserto aumenta di un'area pari alla provincia di Firenze. L'80% dei fiumi è talmente inquinato da non riuscire più a sostenere alcuna forma di vita acquatica. La sete arriverà anche a Pechino.

Africa. Si calcola che tutte le donne dell'Africa, ogni giorno, percorrano 32 volte l'equivalente della distanza tra Terra e Luna solo per procurarsi l'acqua.

USA. La Ogalalla Acquifer, falda importantissima, è stata praticamente svuotata. La media della sua profondità è appena un quarto di quella che era qualche decennio fa. Lo stesso accade per il lago Mead, di cui si parlò qui. Nelle zone del sud degli States, si cominciano a verificare tempeste di polvere e sabbia. Si prevede che le bollette dell'acqua dei cittadini triplicheranno nei prossimi 25 anni. Anche in USA, infine, circa il 40% di fiumi e laghi sono così inquinati da non poter sostenere più forme di vita.

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