09/04/12

Passaparola 09/04/2012 - L'Italia che evade - Bruno Tinti


"Ogni anno l’evasione fiscale si mangia circa 160 miliardi di euro, vuole dire che in Italia ogni anno l’evasione fiscale è superiore a quello che si incassa come gettito fiscale, i cittadini italiani pagano circa 45 miliardi all’anno, ma evadono 160 miliardi. Altro dato terrificante, il nostro debito pubblico è pari a quasi duemila miliardi, una somma superiore all’intera quantità di prodotto che il Paese produce in un anno. Se si riuscisse a incassare quei 160 miliardi di evasione, in una decina di anni, avremmo azzerato il debito e saremmo un Paese prospero e felice. Come mai non si riesce?" Bruno Tinti

Il Passaparola di Bruno Tinti, editorialista ed ex-magistrato 
Aspettare...per evadere
Buongiorno a tutti, sono Bruno Tinti, sono stato magistrato per quasi tutta la vita, che vuole dire un po’ più di 40 anni, però ho deciso di cambiare mestiere, mi sembrava che fare come facevo io diritto penale dell’economia e vedere la maggior parte, la quasi totalità dei processiche facevo concludersi con la prescrizione, fosse una cosa troppo masochista, così mi sono messo a scrivere, ho scritto dei libri, scrivo per Il Fatto Quotidiano, cerco un po’ di spiegare questo settore che ho imparato a conoscere lavorando. Oggi vorrei parlarvi di tasse. Partiamo da un realtà terrificante, ogni anno l’evasione fiscale si mangia circa 160 miliardi di Euro, vuole dire che in Italia ogni anno l’evasione fiscale è superiore a quello che si incassa come gettito fiscale, i cittadini italiani pagano circa 45 miliardi di Euro all’anno, ma evadono 160 miliardi. Altro dato terrificante, il nostro debito pubblico è pari a quasi duemila miliardi di Euro, una somma superiore all’intera quantità di prodotto che il Paese produce in un anno, eppure se si riuscisse a incassare quei 160 miliardi di evasione, in una decina di anni, avremmo azzerato il debito e saremmo un Paese prospero e felice. Come mai non si riesce? Cerco di spiegarlo qui, in un libretto “La rivoluzione delle tasse” non si riesce perché il sistema è costruito per non funzionare, il sistema che dovrebbe indurre gli italiani a pagare le imposte e dovrebbe colpire coloro che non le pagano sia tributariamente prendendogli soldi, sia penalmente mettendoli in prigione, è stato studiato apposta perché questo non succeda. Gli italiani possono evadere le imposte impunemente e nel caso, assolutamente improbabile, che vengano scoperti, non gli succede assolutamente nulla, in particolare non vanno mai in prigione! Lo Scudo Fiscale è un esempio del mal governo, dei favori che lo Stato fa a quella categoria di cittadini che in cambio gli promette il voto. Si dice:"Ho bisogno di soldi, so che c’è stata un’evasione fiscale, so che il provento di questa evasione fiscale è stato portato all’estero, riportatelo in Italia, vi garantisco che vi faccio pagare poco, l’ultimo addirittura il 5%". Ebbene è una truffa: 1) perché si sta dicendo a tutti i cittadini, per l’ennesima volta: "Evadete pure perché non vi succede niente". Dal 1973 a oggi ci sono stati 15 condoni e scudi fiscali, una media di 3,8 anni tra un condono e l’altro, qualsiasi cittadino fa solo che aspettare il prossimo condono, intanto evade perché riuscirà ad arrivare prima dell’eventuale accertamento del fisco sfruttando il condono. Il condono è criminogeno, invita i cittadini a non pagare, dandogli la garanzia dell’impunità, ma soprattutto il condono è un vero e proprio riciclaggio, non solo il riciclaggio nel provento dell’evasione fiscale, che comunque è provento di un reato, ma il provento di qualsiasi tipo di reato, di traffico di droga, di armi, di esseri umani, di sequestro di persona, di rapine. Perché secondo voi i soldi dell’evasione fiscale hanno un colore diverso da quelli che provengono dal traffico di droga? Cosa ci vuole a un delinquente comune, diverso dal delinquente fiscale, per portare i miliardi che ha guadagnato con i suoi delitti in Svizzera, alle Cayman, in Austria, dove volete e poi farli rientrare con il condono pagando il 5%? Lo sapete che i trafficanti di droga colombiani imbottiscono di banconote sporche che provengono dal traffico di droga degli aeroplanini diretti a Miami e a Miami glieli riciclano al costo del 40 o 45%, noi glieli stiamo riciclando al 5%. Totò Riina facendo lo Scudo Fiscale si troverà in possesso di un’enorme massa di danaro e quando qualcuno gli andrà a chiedere: "Come mai hai comprato questo albergo, questa pizzeria? Come mai hai comprato questo palazzo?" La risposta sarà: "Che te ne importa, ho fatto lo scudo fiscale!"

Un'evasione, un voto
Forse le cose cambieranno, adesso c’è il Governo Monti, il cosiddetto Governo tecnico. Mi ricordo che nell’agosto dell’anno scorso, Alfano che è una persona intelligente, anche se sfortunatamente ha scelto la parte sbagliata,partecipò a una trasmissione televisiva su Sky. Allora nell’agosto non si sapeva se lo Stato italiano sarebbe stato in grado di pagare a settembre stipendi e pensioni, allora si era sull’orlo della bancarotta. Diceva Alfano: "Guardatevi bene cari cittadini dal desiderare il governo tecnico, questi vengono, mettono le tasse e poi se ne vanno." Questa era la ragione secondo Alfano per cui bisognava invece preferire un governo politico, uno di tanti quei governi che avevano portato l’Italia nella situazione in cui eravamo ad agosto. Ebbene, aveva proprio ragione, il Governo Tecnico è venuto, ha messo le tasse e c’è il rischio che se ne vada davvero, quando nel 2013 la Casta vorrà riprendere il posto di cui si è impadronita per decenni. Perché questo è potuto succedere? Parliamo di tasse, ma questo è un discorso che vale un po’ per tutto, l’ammontare delle imposte e in particolare l’impunità di cui godono gli evasori è merce di scambio del voto, nessun politico di nessun governo ha mai osato fare qualcosa contro la categoria degli evasori fiscali per l’ottimo motivo che ha comprato il voto di questa gente con la garanzia, loro concessa di evadere. Oggi, forse, le cose stanno cambiando. Cominciamo con il dire che il Governo Monti ha introdotto, forse quella che si può definire l’arma di distruzione di massa dell’evasione fiscale: l’obbligo per gli intermediari finanziari di comunicare all’anagrafe tributaria, dunque all’Agenzia delle entrate le movimentazioni bancarie dei loro clienti, attenzione, non l’esistenza del conto, quello l’anagrafe tributaria lo sapeva già, quanto c’è sul conto e ha chiarito che questa circostanza, quanto c’è sul conto, può servire per individuare quali cittadini devono essere sottoposti a controllo. Direi che la persona che gira in Ferrari e che ha sul conto 500 milioni, ma ne dichiara 15 mila all’anno, questa non ci dovrebbe più scappare. Oggi il Governo Monti è quello che ha favorito, quello che ha permesso, quello che garantisce che continueranno i blitz di Cortina, di Via Monte Napoleone di Roma, cioè quelle misure che hanno un doppio valore: primo, indubbio, accertamento, se riusciamo a scoprire che un certo esercizio l’anno prima, nello stesso giorno ha denunciato 400 volte di meno come incassi, direi che è un buon risultato; secondo, ed è la cosa più importante, è l’effetto intimidatorio di questi blitz perché come dicevo all’inizio, in presenza di un sistema studiato per non funzionare, perché qualcuno dovrebbe pagare le imposte? Se sa che non gli succede niente, se sa che ogni accertamento a lui non lo toccherà mai perché c’è soltanto il 10% di accertamenti che si fanno in un anno. 

Il 90% delle evasioni non sono controllate
Si deve sapere che il 90% degli accertamenti non vengono fatti, se qualcuno di voi avesse il 90% di probabilità di vincere giocando a Bingo, all’Enalotto, al Totocalcio, non giocherebbe tutte le settimane?Non vinco questa settimana, ma vincerò sicuramente quest’altra. Questa è la situazione degli evasori, sanno che nel 90% dei casi non vengono controllati. Ebbene adesso questa sicurezza è incrinata, non lo sanno se non verranno controllati, anzi c’è il rischio che lo siano! Naturalmente c’è molto da fare di più. Una cosa radicale potrebbe essere quella di permettere la deduzione di tutte le spese che si fanno. Tutti noi sappiamo quello che succede quando vogliamo rifare il bagno di casa nostra o quo ripariamo la macchina o quando andiamo dall’avvocato o dal medico o in un ristorante: fa 100, 1000, 3000 però se vuoi la fattura allora fa 120, 1200, 3600 perché c’è l’Iva e tutti noi diciamo, forse non tutti, no, io non la voglio la fattura, non mi serve a niente, tanto io l’Iva non la scarico. Così si forma questo patto tra cittadino e evasore, tra cittadino che diventa evasore lui stesso e lavoratore autonomo, lo Stato perde l’Iva e perde l’imposta che il lavoratore autonomo dovrebbe pagare e che non paga perché non emette fattura. Ma se si creasse il conflitto di interessi, se si tramutasse questa alleanza tra cittadini nei confronti dello Stato in una competizione tra cittadini, se io potessi dire allo Stato: "Sì è vero, devo pagare le imposte, ma guarda, mi devi levare prima 3.000 euro perché li ho dati all’idraulico", ecco la fattura, allora non ci sarebbe più questa alleanza, allora potrei dire all’idraulico: "No, guarda mi dispiace, a me la fattura serve, perché io con questa fattura, pagherò meno imposte, peggio per te, paga le tue che io pago le mie", non è difficile! Naturalmente ci vogliono degli accorgimenti tecnici, un po’ di informatica per esempio, quando paghiamo con una carta di credito, cosa credete che succeda? Il semplice fatto che la carta di credito messa nel Pos, sta comunicando dei flussi di informazione di cui noi non ci rendiamo conto, ma ci sono tutti i giorni, la mia banca sa che deve pagare 500 euro e la banca del titolare del Pos sa che li deve ricevere e la mia carta di credito me l’accrediterà, cosa ci vuole a fare altri due flussi informativi diretti a fisco? Uno per me e uno per quello a cui sto pagando una certa somma. Alla fine il fisco dovrebbe solo fare i conti, sa che Tinti ha speso 500 e sa che Pinco Pallino ha incassato 500, non sarebbe difficile. Tutto questo non solo permetterebbe di incassare dei soldi, ma rinsalderebbe la fiducia nello Stato. Oggi i cittadini non hanno fiducia nello Stato, hanno ragione, per loro lo Stato si identifica con una classe politica che è caratterizzata dai due primati: un alto tasso di incompetenza tecnica e un altissimo tasso di criminalità, probabilmente l’ambiente a tasso di criminalità più alto del Paese, superiore a quello di posti celebri come Via Prè a Genova o Porta Palazzo a Torino e i cittadini identificano questo ambiente criminale, inquinato dal malaffare con lo Stato e non si fidano, si chiedono: "Ma dove vanno i nostri soldi? Cosa ne fanno?" Nessuno lo può sapere in uno Stato moderno, nessuno può sapere come vengono ripartiti 150/200/300 miliardi di Euro ogni anno, ma i loro rappresentanti stanno lì, per ripartirli bene. Certo bisogna fidarsi. Allora il circolo vizioso dovrebbe trasformarsi in un circolo virtuoso, bisognerebbe che da una parte la classe dirigente fosse superiore a ogni sospetto, fosse formata da gente come noi, nel nostro deputato uno come noi che rende il servizio, pagato come uno come noi, perché rende un servizio e dall’altra il cittadino che fa il proprio dovere, che denuncia il delinquente che non lo fa e che a questo punto sa che quello che fa non è inutile, che per avere una vita prospera e felice dovrà obbedire alle leggi dello Stato e in particolare a quelle tributarie.

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