27/04/12

Un po' di verità sulla situazione delle Banche Italiane

La Spagna viene declassata a BBB+ con outlook negativo (il livello junk è proprio dietro l'angolo...) mentre solo poco fa era ancora doppia AA (impressionante più che altro la VELOCITA' del deterioramento...)....Naturalmente la colpa è tutta del complotto anglo-americano contro l'euro...blablablabla...:-)
La Poker-FIAT di Marchionne viene declassata a BB- (non oso immaginare cosa sarebbe successo senza la mitica giocata d'azzardo su Chrysler, a spese del Governo USA...)...Naturalmente la colpa è tutta del complotto ordito dalla FIOM contro la FIAT-americanizzata...:-)

Nel frattempo...torniamo a parlare di Banche...il vero e proprio cuore marcio della Grande Crisi.
Come ho ribadito dai lontani inizi di questo blog, l'intero sistema finanziario delle economie avanzate è tecnicamente fallito almeno dal 2007 ed è un sistema strettamente interconnesso.
Invece di Nazionalizzarlo, riformarlo, ripulirlo e cercare di ripartire, al prezzo di un lungo e duro periodo di Quaresima (i primi post di questo blog parlavano proprio di questo),
si è deciso di fare di TUTTO per tamponare il sistema finanziario esistente,
usando tutti i mezzi a disposizione sia a livello di Banche Centrali che a livello di Stati Nazionali, tamponando una crisi da debito con ancora più debito, attuando uno dei più grandi scaricabarile della storia dal debito privato a quello pubblico...etc etc
A parte le questioni di principio,
pragmaticamente parlando ci sono Stati che hanno avuto a disposizione armi più potenti e maggiori risorse per tamponare il loro sistema bancario...ed hanno ancora delle carte da giocarsi.
Altri Stati invece, per tamponare le loro banche hanno ben poche risorse interne e devono contare su aiuti esterni, che siano LTRO o che siano salvataggi esterni a caro prezzo.

Se non avete niente di meglio da fare
e se cercate un po' di verità sulla situazione delle Banche Italiane.............
oltre ai miei numerosi post in merito...
vi invito a leggere anche altri punti di vista.
Non perdete le due seguenti analisi
che si esprimono in termini più professionali rispetto al mio stile guascone e speedy-blogging
Ne inserisco alcuni excerpta
ma andate a leggere gli originali

C’era una volta nel credito in Italia (Phastidio)
....Vi si racconta la storia delle banche di una terra di nome Italia, che erano fortemente indebitate perché impegnate a prestare a destra e a manca soldi ottenuti finanziandosi con propri bond. Fino al triste giorno in cui il mercato rifiutò di comprare quei bond, che avevano cominciato a fare “cattivo odore”…
Le banche si spaventarono, perché i risparmiatori prestavano loro sempre meno soldi, e per quei pochi soldi prestati esigevano una elevata remunerazione.
Le banche non riuscivano più a finanziare tutti i prestiti in essere.
Fin quando un cavaliere italiano giunse su un destriero a consegnare alle banche enormi quantitativi di liquidità. E vissero tutti felici e contenti, ma per poco.
Risvegliatesi a marzo, le banche scoprirono che avevano comunque prestato troppo, che i risparmiatori le stavano ancora abbandonando.....
Per giunta, le banche avevano prestato al loro sovrano molti dei soldi donati loro dal Cavaliere italiano. Qualcosa di cui sarebbero giunte a pentirsi.

La morale della fiaba, scritta dagli analisti di Barclays?
«Pensiamo che le banche italiane resteranno condizionate dai problemi sovrani dell’Eurozona come anche da queste rilevanti sfide di business model e funding gap.
Le valutazioni sono depresse, ma altre banche a buon mercato in altri paesi possono a nostro giudizio offrire agli investitori azionari un miglior ritorno corretto per il rischio»
.................

A seguire ecco la seconda analisi: La Minaccia dei depositi in calo di Imprese+Finanza
dove uno dei migliori osservatori disponibili in rete del sistema bancario italiano (Bolognini)
fa la sua analisi approfondita ed equilibrata.
Tra l'altro risulta evidente il PERCHE' le banche italiane risultino così volatili tanto da salire nei giorni pari e scendere nei giorni dispari a botte da 5%-7% (anche se il trend di medio-lungo rimane al ribasso).
Quando le banche hanno seri problemi di LIQUIDITA'....
i Mercati ci giocano sopra con grande ardore...perchè tutto può succedere ad una banca che rischia di rimanere "a secco"....(vedi Lehman...)
.......Governo e Banca d’Italia non perdono occasione per sottolineare che le banche italiane sono solide e più lo dicono più vengono sospetti che abbiano qualche problema.
Le banche italiane sono solide nella stragrande maggioranza dei casi sotto il profilo patrimoniale. Fatta eccezione per una storica sottovalutazione dei rischi immobiliari, che è stata esaminata nel post ‘L’immobiliare (italiano) è morto. Viva l’immobiliare‘ e che anche sottoposto a uno stress-test grossolano non sembra rappresentare una minaccia grave, la posizione patrimoniale delle banche non deve creare allarmismo.

Tuttavia i problemi delle banche italiane non finiscono qui.
Ne restano due importanti sul tavolo: la redditività e produttività (cost/income) da un lato e la liquidità dall’altro.
La redditività è un problema perché è difficile per le banche fronteggiare un flusso elevato di rettifiche-accantonamenti sul portafoglio crediti deteriorati aumentando i ricavi, che stanno crescendo poco sia sul fronte del margine da interessi che su quello delle commissioni.
La liquidità è il motivo delle tante dichiarazioni a favore della solidità delle banche, volte a prevenire una paura diffusa tra la clientela che potrebbe solo aggravare un problema serio che ha condotto alcuni istituti in condizioni di estrema vulnerabilità a fine 2011.
Problema affrontato in emergenza con due operazioni di rifinanziamento (LTRO) della BCE. 

Le banche italiane finanziano il portafoglio impieghi con raccolta diretta (depositi da clientela) e emissioni obbligazionarie.
I finanziamenti della BCE, oramai lo sanno anche i bambini, hanno provvidenzialmente sostituito i fondi che sarebbero usciti per rimborsare le obbligazioni in scadenza.
Rimane però il problema che le solide banche italiane negli anni buoni hanno spinto tanto sugli impieghi raggiungendo rapporti tra impieghi e depositi parecchio superiori al rapporto 1:1 come mostrato da uno dei grafici contenuti in un articolo del Financial Times pubblicato il 24 dal quale si nota come il rapporto tra impieghi e depositi.....vede le banche italiane quotate in Borsa con un rapporto più elevato di tutti i paesi europei, degli USA e del Giappone:



A fronte della necessità di alimentare gli ingressi di depositi per sostenere i flussi di finanziamenti a famiglie e imprese, la crisi del risparmio ha intaccato proprio la raccolta di depositi che è diventata addirittura negativa dopo una lunga discesa iniziata nel 2009 come mostra il secondo grafico.




...........Ecco perché le banche italiane sono corse ad approvvigionarsi alle aste della BCE per ottenere liquidità. Nel grafico successivo si vede come tra l’asta di fine dicembre e quella di fine gennaio tre banche italiane siano tra le prime quattro richiedenti di fondi (LTRO)
............

Fonte articolo

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