30/07/12

Marchionne non è capace

Ma la CGIL non lo sa. Ecco perché Volkswagen batte Fiat 4 a 2.
La crisi Fiat è verticale con una diminuzione delle vendite che supera il 20%.
Al contrario Volkswagen aumenta le vendite di più del 20%.
Marchionne si lamenta: le banche tedesche, grazie alla florida situazione finanziaria, possono offrire a chi compra Volkswagen rateizzazioni a interessi bassissimi.
Cioè anche la Fiat soffre dello spread tra Italia e Germania.
E Marchionne piange: concorrenza sleale.
Economisti di chiara fama aggiungono: Volkswagen ha investito pesantemente sulla ricerca e l’innovazione, lanciando modelli che consumano poco. La questione dello spread è recente, mentre la differenza di successo tra Fiat e Volkswagen va avanti da tempo.
Non ho sentito nessuno parlare della differenza tra le due concezioni di impresa.
È un argomento che non interessa.
I nostri economisti, politici e sindacalisti non sono abituati a entrare nel merito del sistema.


Durante lo scontro Fiat-Fiom ho realizzato un’inchiesta proprio su questo, scoprendo alcune cose interessanti:

1) La Fiat non ha compiuto la rivoluzione dell’efficienza energetica, ad esempio: niente pannelli solari sui capannoni. Volkswagen non ha un solo metro di capannone senza un pannello fotovoltaico sopra. Ha pure i mulini a vento dentro le fabbriche. E sta costruendo una rete elettrica sua con 100mila motori di auto, a gas, trasformati in caldaie che producono elettricità e calore. Un affare per le famiglie tedesche. In futuro ci saranno milioni di motori venduti al di fuori del mercato dell’auto. Ironia della sorte questa idea venne alla Fiat all’inizio degli anni ’80 ma fu considerata una sciocchezza e abbandonata.
2) Il sindacato non si interessa di queste questioni, ho dovuto faticare a trovare un sindacalista di Mirafiori che sapesse dirmi qual è la situazione energetica Fiat.
3) Gli operai Volkswagen rendono 3 volte gli operai Fiat, e guadagnano il doppio. E quest’anno avranno un premio di 7.000 euro più un aumento del salario del 4,5%. Ma questi soldi non solo sono di più di quelli che prendono gli operai Fiat, valgono anche il 20-30% in più. Infatti sindacato e azienda hanno creato un sistema di gruppo d’acquisto globale, per cui tutto quel che compra un operaio Volkswagen è all’interno di un mega gruppo d’acquisto: dalla casa, alle vacanze, all’assicurazione, alle scarpe per i bimbi. Anche questo aspetto non interessa al sindacato. Se gli chiedi quali sono i benefit per gli operai Fiat non lo sanno.
4) I dipendenti Volkswagen sono soci dell’azienda e siedono in consiglio di amministrazione. Un’altra cosa che in Italia non interessa.

E tutte queste differenze concorrono a creare una Grande Differenza, una differenza di sistema. Di questo fatto che la crisi è una crisi di SISTEMA, se ne parla, ma poi non si spiega DOVE il nostro sistema è in crisi.
Gli economisti che vanno per la maggiore non spiegano che l’efficienza di un’azienda, la redditività degli operai, la genialità delle innovazioni, l’acume delle strategie, la qualità dei prodotti, sono tutti elementi strettamente collegati e dipendono dall’ECOSISTEMA AZIENDA nel suo complesso. Si tratta di un prodotto dell’insieme di molti fattori, una questione di sinergie.

È come l’agricoltura: puoi riempire i campi di prodotti chimici, oppure puoi usare la pacciamatura al posto dell’aratura, dei diserbanti e dei concimi di sintesi, fiori e coccinelle al posto degli insetticidi… Quel che ottieni poi non sono solo raccolti a minor costo ma anche fragole che profumano veramente di fragola. 

Questo articolo contiene intrinsecamente anche una buona notizia.
Come ripeto da tempo la crisi esiste veramente ma dipende dal fatto che si buttano miliardi di euro dalla finestra e si distruggono grandi opportunità.
Possiamo smettere di buttare i soldi dalla finestra?
Visto che siamo arrivati al baratro del crack economico planetario credo che le forze sane dell’umanità reagiranno.
Un altro modo di produrre e vendere esiste ed è interesse della stragrande maggioranza dell’umanità adottarlo.
Neanche ai laidi capitalisti conviene che si torni al medioevo. E credo anche che si sia arrivati finalmente a decidere di dare nuove regole al mercato. Il discorso di Draghi mi sembra un segnale positivo del fatto che si sia cambiata la musica. Ma di questo ne riparleremo.

Ps: questo testo fa parte di una serie di articoli dedicati alla Fiat:

di Jacopo Fo

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