19/11/09

Gli ultimi giorni dell’impero?

Confusione, stato di agitazione e conflitti interni. La maggioranza sta vivendo un autunno orribile, pronosticato da mesi da chi era certo della bocciatura del lodo Alfano, ma scongiurato fino all’ultimo dall’ottimismo dei fedelissimi del Cavaliere. L’edizione di oggi de il Fatto Quotidiano apre in prima pagina con un articolo intitolato “gli ultimi giorni del PDL”, mettendo nero su bianco i temi caldi che agitano le stanze del potere e i delicati equilibri che stanno alla base di questa “nuova” formazione politica. Gianfranco Fini, Presidente della Camera, è da mesi impegnato a smarcarsi dai grossi problemi del Premier legati ai suoi processi, e non perde occasione di rilasciare dichiarazioni in “perfetto politichese” allineate perfettamente con il pensiero del Presidente della Repubblica, anche se a me piace pensare che siano semplicemente legate al buon senso più che a sudditanza verso il Colle.

La Lega è invece in fermento, dapprima schierata in difesa del Pdl e del suo leader (in occasione della bocciatura del lodo Alfano), poi sulle barricate contro proposte di legge come il diritto di voto agli stranieri dopo 5 anni di residenza in Italia. E il caso Cosentino? I Finiani ex An sono contrari alla candidatura di un uomo per il quale è stato chiesto l’arresto con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. I Berlusconiani invece parlano di “golpe o persecuzioni giudiziarie”, un pò per non smentire la litania spesso utilizzata in difesa del loro leader.

Renato Schifani, Presidente del Senato, pochi giorni fa minacciava che “o la maggioranza è unita, o si va alle urne“, esprimendo senza troppi dubbi il pensiero del Premier che ha però preferito “mandare avanti” la seconda carica dello Stato invece che esporsi direttamente. La smentita di Berlusconi è arrivata di lì a poco, nel perfetto stile “minaccia / smentita” ormai diventato molto famoso per chi segue la politica degli ultimi anni. Ecco che in una nota il Premier ha dichiarato: «Vedo con stupore che si stanno moltiplicando e diffondendo notizie che continuano a fare apparire come imminente un ricorso alle elezioni anticipate. Non ho mai pensato niente di simile». Tutte menzogne dunque?

Intanto a Roma, esattamente il 5 dicembre prossimo, si terrà una manifestazione organizzata da blogger e cittadini sulla rete, che prenderà forma direttamente nella piazza. Si tratta del “No B-Day“, una manifestazione nazionale per chiedere le dimissioni di Silvio Berlusconi. La protesta nasce come reazione agli attacchi del premier seguiti alla sentenza sul Lodo Alfano. Ricorderete tutti il filmato nel quale Berlusconi, ai microfoni Sky, attaccava a testa bassa la Corte Costituzionale, il Presidente della Repubblica e la magistratura additandoli tutti come «comunisti».

Ecco un estratto dell’appello pubblicato sul sito dell’evento:

«Non possiamo più rimanere inerti di fronte alle iniziative di un uomo che tiene il Paese in ostaggio da oltre 15 anni e la cui concezione proprietaria dello Stato lo rende ostile verso ogni forma di libera espressione come testimoniano gli attacchi selvaggi alla stampa libera, alla satira, alla Rete degli ultimi mesi. Non possiamo più rimanere inerti di fronte alla spregiudicatezza di un uomo su cui gravano le pesanti ombre di un recente passato legato alla ferocia mafiosa, dei suoi rapporti con mafiosi del calibro di Vittorio Mangano o di condannati per concorso esterno in associazione mafiosa come Marcello Dell’Utri. Deve dimettersi e difendersi, come ogni cittadino, davanti ai Tribunali della Repubblica per le accuse che gli vengono rivolte».

Sarà una manifestazione apartitica, dove i leader dei gruppi d’opposizione che hanno deciso di aderire all’evento (Italia dei Valori, Rifondazione comunista e Partito dei comunisti italiani) non appariranno sul palco ma solo tra i manifestanti con le loro bandiere. Non ci sarà il Pd che nonostante il recente cambio di leadership sembra volersi mantenere coerentemente allineato alla politica dell’opposizione “soft”, lontana dalla piazza e drasticamente miope.

Fonte articolo

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