27/11/09

Ma n'Dubai? ( Se le banane non ce l'hai?)

dubai tsunami
Idea: Dario. Realizzazione: Pietro

Buoni ultimi arriviamo anche noi a parlare dello sconquasso che è successo a Dubai.

Di che si tratta ve l'hanno già raccontato ampiamente i media ordinari.

Personalmente confesso che questo genere di notizie mi ha quasi ( quasi!!) stufato. Nel senso che rientrano nel solco del tutto già scritto, detto, letto e sentito.

La finanza mondiale è marcia, dalle fondamenta, perchè si regge su principi folli (Senza contare la follia dei Principi, che proprio nel piccolo principato svetta al massimo grado, strictu sensu). Principi senza principii e finanza "allegra", consona ai ricchi ereditieri che, con scarso o nessun merito si siano trovati a "gestire" ( rectius: sperperare) l'enorme tesoro che si trova sotto i loro piedi.

Dal loro punto di vista, con l'immane afflusso di capitali legato alla vendita dell'"oro nero" (puah) è parsa una buona idea investire tempo, energia e capitali per educare le nuove generazioni alla gestione dei medesimi. Di per se, visto che un giorno il petrolio finirà e il desertico paesaggio non pare particolarmente promettente per una economia rurale, non è detto che fosse una cattiva idea.

Diventa invece una PESSIMA idea, nel momento in cui non si coglie il banal fatto che il VERO capitale di un paese come quello è l'energia rinnovabile gratuita, inesauribile, che si sono trovati in mano.

Il sole, il vento.

I ragazzi che hanno studiato a New York e si sono specializzati a Londra, come avrebbero potuto capirlo?

Hanno applicato BENE quanto appreso, tornando a casa e facendo un immane casino buco finanziario.

Il punto è questo, infatti: una BUONA e CORRETTA gestione finanziaria, nel mondo finanziario ATTUALE porta a quel genere di risultati.

L'alternativa è vedersi scappare i capitali sotto il naso, a rotta di collo.

Questo succede , manco a dirlo, perche' sono i capitali che muovono le teste e non viceversa.

Ancora una volta, per l'ennesima volta, il sonno della ragione libera i peggiori mostri nei lobi frontali di questa gente.

Cosa credete che succedera'? Una bella iniezione di fiducia, un grosso paghero' garantito dallo stato di turno ( Il Dubai, in questo caso) e tutto continuerà come prima. Si sposta un poco piu' in la l'amaro calice, i debiti aumentano in modo vertiginoso, ma ANCORA si riesce a farne e la palla viene passata di mano.

Quando ci si accorgerà che la tavola è rotonda, la palla in realtà è una bomba e la miccia continua a bruciare, sarà tardi. E' un gioco che ha una sola e certa, CERTA, fine: il collasso monetario, finanziario, bancario ed assicurativo mondiale.

I numeri, enormi, immani, ingestibili, sono li e crescono a ritmo vertiginoso.

Ne abbiamo parlato talmente tante volte qui su crisis che non voglio ripetermi nemmeno un poco.

Santi numi: Il Debito pubblico americano è raddoppiato in otto anni (2009 su 2001), il deficit federale viaggia intorno al 10-12% e dobbiamo ancora spiegare PERCHE' la situazione è insostenibile? L'inaudito pompaggio delle ultime riserve e risorse disponibili serve solo a rallentare, come avete visto, ma non ad invertire seriamente la tendenza. TROPPI, TROPPI nodi stanno venendo al pettine e, secondo una delle tante leggi di Murphy, lo stanno facendo nel peggiore ordine possibile.

Ogni volta che mi capita di vedere il rituale inizio delle contrattazioni a Wall Street, con un "fortunato" di turno che suona la campana, mi viene in mente il meraviglioso scritto di John Donne, che Hemingway citava all'inizio di un suo famoso romanzo:

No man is an island, entire of itself. Every man is a piece of the continent, a part of the main. If a clod be washed away by the sea, Europe is the less, as well as if a promontory were, as well as if a manor of thy friends or of thine own were. Any man's death diminishes me, because I am involved in mankind and therefore never send to know for whom the bell tolls it tolls for thee.

"Non chiederti per chi suona la campana: suona per te"

Fonte articolo

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