20/01/10

Bond 5 anni in dollari (teoria e tecnica della truffa all'italiana)

Forse sarebbe stato opportuno spendere un paio di parole in più su una piccola notizia che è uscita poche ore fa: il governo italiano ha annunciato di aver messo allo studio l’emissione di titoli di stato a 5 anni denominati in dollari.

Da Ansa

(ANSA) - ROMA, 19 GEN - Il ministero dell'Economia ha conferito a un pool di banche il mandato per l'emissione di un titolo di Stato in dollari Usa a 5 anni. L'emissione, sottolinea il Tesoro in una nota, sara' effettuata, da un pool di banche d'affari internazionali, 'qualora le condizioni di mercato lo permettano'. I proventi - si legge in un comunicato - 'derivanti dall'operazione potranno essere impiegati dal Governo per svariati scopi, ivi incluse finalita' di gestione del debito'.

Detta così, è una notizia che merita di restare confinata tra le news finanziarie.

Risulta invece che la cosa merita un approfondimento, perchè una mossa del genere è come un grosso cartello giallo issato sul Ministero del Tesoro che dice: “noi crediamo nel ribasso del dollaro (e contiamo pure di farci un sacco di soldi alla spalle di chi ci casca)”.

Titoli di stato, le basi

Ci preme sottolineare che questa che segue è una semplificazione del meccanismo per diversi motivi: non ci sono più titoli cartacei, i bot si acquistano tramite la banca, hanno diversa durata e diverso valore, e il prezzo dell’emissione avviene su base d’asta e gli interessi sono espressi in modo diverso.

Comunque il meccanismo - a grandi linee - è il seguente.

Come gli affezionati lettori ben sanno, i titoli di stato vengono emessi da una nazione quando ha finito i soldi e non è in grado di far fronte alle spese.

Lo stato deve pagare gli stipendi dei dipendenti pubblici, i fornitori di cemento per i muri delle scuole, il fornaio che porta le brioches alla buvette di Montecitorio e mille altre cose.

Se non ha soldi non puo’ pagare.

Così, alla fine dell’anno, per evitare di fare bancarotta, deve rastrellare i soldi che gli mancano.

I soldi li rastrella in un modo molto semplice, oltre alle tasse: emette in pratica grosse cambiali, dei grossi paghero’, che chiama “titoli di stato”, “buoni del tesoro”, o anche “titoli di debito”.

In fin dei conti le cambiali sono titoli, pero’ vuoi mettere la differenza tra chiamarli cambiali e chiamali “buoni del tesoro”?

Suona tutta un'altra cosa, Buoni Del Tesoro.

Lo stato così emette quei titoli.
Diciamo che ogni titolo vale 100 euro.

I cittadini, le banche, chiunque nel mondo puo’ comprare quei fogli che sono in sostanza promesse di pagamento.

Il titolo funziona come tutti i titoli: il signor Oreste Lavolpe (lo chiameremo così, il nostro brillante amico) decide di acquistarne uno e si impegna a dare subito 100 euro allo stato italiano.

Lo stato italiano, per contropartita, gli dà un titolo cartaceo con il quale lo stato stesso si impegna a restituire dopo un anno gli stessi 100 euro al signor Lavolpe, più una piccola somma di interessi, diciamo 1 euro (pari all’1% circa), totale 101 euro.

Dopo un anno, il signor La Volpe si presenta alla porta del Ministero del Tesoro con in mano il titolo, e, se lo stato italiano non ha fatto default, il ministero ritira il titolo di stato e mette in mano al signor Lavolpe 101 euro: 100 euro più 1 euro di interessi.

Fin qui, tutto in ordine.

Debito in valuta estera: la storia di Furbetto, Oreste Lavolpe e i Gettoni Colorati del Western Badombia (c)

Abbiamo visto che, in fondo, il titolo di debito è in sostanza una cambiale, un paghero’, tra due entità, su una somma di denaro.

Cosa succede quando questa somma di denaro è denominata in una valuta straniera, che so, in Gettoni Colorati del Western Badombia (copyright zio linucs)?

Succede che delle due parti, una guadagna e l’altra perde, e tanto più guadagna o perde in funzione della fluttuazione del cambio.

Facciamo un esempio caprino.

Furbetto ha bisogno di 100 euro per pagare la bolletta della corrente. Pensa subito al suo amico, il brillante Oreste Lavolpe.

Furbetto, prima di uscire di casa, da’ un’occhiata al tasso di cambio tra Euro e Gettoni Colorati del Western Badombia (c) e vede che il tasso di cambio è, come sempre, 1:1: 1 Euro vale 1 Gettone COlorato del Western Badombia e viceversa.

Egli pero’ sa che il Western Badombia(c) sarà presto costretto a svendere le sue riserve in oro per finanziare la guerra con il vicino Badombestan, e il Gettone Colorato perderà valore contro l’Euro molto presto.

Così Furbetto convoca Lavolpe e gli propone un affare: Lavolpe gli dà subito 100 Gettoni Colorati, e Furbetto li restituirà a fine mese con un interesse del 10%, pari ad una somma finale di 110 Gettoni Colorati.


Un ottimo affare (forse)

Un buon affare, degno di Oreste.

Il signor Lavolpe infatti intuisce che il 10% in un mese è un bel colpo, tanto più che il suo amico Furbetto ha un buon lavoro da dipendente che lo rende sicuramente solvibile, e così si precipita in banca a cambiare 100 Euro in 100 Gettoni Colorati grazie al cambio 1:1.

Subito Lavolpe porta i Gettoni Colorati appena cambiati a Furbetto, che ringrazia e firma la cambiale con la quale si impegna a restituire a Lavolpe 100 Gettoni Colorati più altri 10 come interesse a fine mese, totale 110.

Naturalmente Furbetto corre in banca a cambiare i 100 Gettoni Colorati in 100 Euro per pagare la bolletta.

Durante il mese il tasso di cambio Euro-Gettoni Colorati Western Badombia(c) inizia a fluttuare.

Poi, accade l’evento previsto da Furbetto: il Western Badombia (c) vende le sue riserve in oro per finanziare la guerra contro il vicino Badombestan.

Subito la notizia appare su un noto blog italiano, Informazione Scorretta, mescolata tra la storia di uno stupratore di conigli e quella del cagnolino ingoiato dal pitone.

La notizia si diffonde rapidamente, facendo crollare del 50% il Gettone Colorato del Western Badombia, al punto che 1 Euro vale 2 Gettoni Colorati.

Viene la fine del mese, e Furbetto deve onorare il suo debito.

Così si reca in banca a procurarsi i 110 Gettoni Colorati. Che paga solo 55 Euro, perchè nel frattempo il Gettone Colorato è crollato e vale la metà di prima.

Puntuale si presenta a casa di Lavolpe con in mano i 110 Gettoni Colorati del Western Badombia.

Lavolpe, felicissimo dell’affare fatto, straccia la cambiale, ringrazia l'amico per la sua puntualità, e corre in banca per cambiare i Gettoni Colorati in Euro.



L'amaro risveglio di Oreste Lavolpe

Lì avviene l’amaro risveglio del nostro eroe Oreste: la banca cambia diligentemente i 110 Gettoni Colorati in 55 Euro freschi di stampa.

Il signor Lavolpe si guarda intorno stranito: si aspettava 110 Euro e invece il cambio sfavorevole tra il momento della cambiale e il momento della riscossione gli ha fatto perdere 55 Euro.

Furbetto invece si frega le mani: ha preso 100 Euro e ha restituito 55 Euro, con un guadagno netto di ben 45 Euro.

Un buon affare. Per Furbetto.

Debito in valuta estera: la storia di Tremonti e Oreste Lavolpe

Il ministero del tesoro sta tentando il gioco di Furbetto.

Oggi emette titoli di stato in dollari con scadenza a 5 anni, contando che da qui a 5 anni il dollaro crollerà o scenderà rispetto all’Euro (capirai che scommessa).

Oggi prende dollari, che convertirà subito in Euro per pagare gli stipendi e le brioche della buvette.

Tra 5 anni, quando dovrà onorare il debito, si procurerà i dollari per la restituzione agli sveglioni di turno. Probabilmente li pagherà direttamente in carta igienica, neanche più in euro.

Tremonti stesso ha anche parlato chiaramente di eventuali plusvalenze che saranno destinate a fare del bene.

Evidentemente il furbetto Tremonti prevede il crollo o una discesa forte del dollaro da qui a 5 anni (altrimenti è impazzito, e non lo sembra ancora).

Se avrà ragione, lo stato incasserà le plusvalenze e chi accetterà l’affare, l'Oreste Lavolpe di turno, pagherà il conto.

Sui colli romani la chiamano ...sòla. Qui la chiamiamo truffa all’italiana, e ci ricorda parecchio Toto’.

Vediamo chi sarà il prossimo Oreste Lavolpe.

Ma soprattutto...sareste felici di avere Toto’ al ministero del tesoro?

Saluti felici

Felice Capretta

Fonte articolo

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