25/01/10

Il prefetto di Milano ha ragione: la mafia non esiste

matrix failure

Ha destato scandalo, credo che l'abbiate letta, la clamorosa uscita del Prefetto di Milano, Gian Valerio Lombardi, due lauree in legge e scienze politiche.

Forse alla filologica ricerca di una linea politica e culturale che fosse solidamente radicata nel paese, l'illustre cittadino della Città che non dorme mai (ma ogni tanto si sveglia male, evidentemente) ha affermato, piu' o meno, che "la mafia non esiste, a Milano ".

Era successo solo pochi mesi fa, in quel caso era il Prefetto di Parma , come risposta alle denunce di Roberto Saviano e Alessandro Gilioli, di "piovono rane" e tanti altri avevano giustamente stigmatizzato.

E'successo decine di volte, forse migliaia di volte, per secoli, in tutta italia, in realtà.

Come stiano le cose, suvvia, non ve le devo certo dire io.

A parte il fatto che il termine maffia è stato usato PER SECOLI anche al Nord, nella mia città, caustica quanto ironica su tutto e tutti, esiste addirittura una "Via Maffia ", converrete con me che la principale accusa che, da che mondo è mondo, è stata rivolta agli immigranti del sud Italia ( ed ora ai cinesi russi, rumeni e quant'altro) è stata quella di essere "mafiosi".

Ma la mafia, dicono i prefetti, non esiste,a Nord.

Esiste, ne convengono, una certa infiltrazione negli affari, grandi e piccoli, della Città, sia Torino, Milano Padova, Bologna, Verona o Trieste, ma si tratta di "singole famiglie" che in ogni caso "agiscono, prevalentemente, come imprenditori" ha disgraziatamente aggiunto il Prefetto di Milano.

E'ovvio che il Prefetto di Milano sa quel che dice. L'affermazione è arrivata all'inizio di una relazione scritta, pare di 43 cartelle, che corroborava l'analisi. A dimostrazione di questo, lo stesso prefetto, poco tempo fa, aveva dato un contributo sostanziale, a quanto si dice, all'affossamento di un osservatorio antimafia comunale sui lavori dell'Expo.

Ovviamente l'intera stampa ha riportato il fatto, con contorno di vibrate proteste e netti distinguo. Eppure il Prefetto, a parte i motivi personali che possono averlo portato a tale affermazione, ha detto una cosa sostanzialmente vera.

La mafia, intesa come quel sistema arcaico e feudale che abbiamo imparato a conoscere nella letteratura di genere, sta scomparendo. I mafiosi attuali sono, prima di tutto, imprenditori, bravissimi imprenditori.

Considerarli dei volgari arricchiti, con l'anellone, il medaglione e il rolex al polso è sbagliato. Roberto Saviano, in primo luogo, ci ha insegnato proprio questo, quelli sono elementi di folklore ma dietro vi sono menti raffinate, buoni studi e visione chiara del business, ovunque sia, comunque sia.

La mafia a Milano non esiste. Vi sono ottimi e competenti imprenditori, locali, nazionali ed internazionali, che, grazie a contatti ormai nemmeno nascosti o negati con la classe politica locale, nazionale, internazionale, si aggiudicano ottimi contratti, grandiosi affari, fantastici appalti. Il migliore vince, in affari.

A Milano, da che mondo e mondo, arrivano i migliori imprenditori d'Italia, d'Europa, del mondo.

Ha ragione il Prefetto: a che serve l'osservatorio antimafia Comunale sull'Expo?.

E' solo imprenditoria, è solo business, ottimo business, grande, variegato e lucroso business.

E' il sistema, benvenuto in Matrix, Neo.

Fonte articolo

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