23/03/10

4 gatti sul tetto che scotta. Bugiardi.

piazza san giovanni laterano sabato 20 marzo 2010

Dovete scusarci se ogni tanto prendiamo anche noi il filone "Berlusconi".

D'altronde viviamo in questo paese, non in altri e quel che passa il convento politico è parte integrante del dispiegarsi locale della Crisi globale. Portate pazienza, quindi.

;-)

Ero stato un buon profeta in real-time, un paio di giorni fa, riguardo alla totale inverosomiglianza delle cifre sparate dal palco durante la manifestazione del Pdl davanti a S. Giovanni in Laterano, Sabato scorso. Le cifre poi diramate dalla Questura, 150.000 persone, l'hanno poi confermato. In realtà la Questura aveva, probabilmente, cercato di fare un favore, per una volta probabilmente GONFIANDO un poco le cifre.

Perchè lo dico?

Ma perchè, come avrete visto, Piazza S. Giovanni, con i suoi 20.000 metri scarsi (la Piazza vera e propria, quella che si vede nella foto, è un triangolo di 200x200 metri) non può ospitare 60.000 persone se non saturando tutti ma proprio tutti gli spazi con 3 persone ( arrivando a 80.000 con la improbabilissima media di 4 persone a metro quadro). In realtà NON era piena nemmeno lei, se non per una metà scarsa. Con le altre persone sparpagliate lungo i due percorsi dei cortei si potrà essere arrivati, forse, ma molto forse, a 100.000 persone.

Raccontare di slancio e poi ribadire un poco da tutte le arti che avevano partecipato un milione di persone era quindi una bugia, plateale e talmente clamorosa che questa volta non è stata passata sotto silenzio. Fino a qui, però, era diversa da altre sparate del passato, sx o dx che fossero, solo per le dimensioni, per il distacco clamoroso e programmato tra realtà e sua rappresentazione mediatica. Già nei giorni precedenti si parlava di centinaia di migliaia di persone quando, con tutta evidenza già si conosceva il numero dei pulman, dei treni speciali dei traghetti etc etc convergenti verso la Capitale.

Quello che invece è stato ed è inusuale è l'attacco contro la Questura di Roma, che non si era piegata ai proclami ed alla messiscena. Attacchi talmente lividi e pretestuosi da aver spinto il solitamente allineatissimo ministro degli interni a "sposare" i numeri del Questore.

Erano "quattro gatti", punto. Nonostante i titanici sforzi organizzativi ed il tamtam mediatico la realtà è questa.

Volere forzare la realtà, costi quel che costi, alla rappresentazione che se ne vuol dare è ormai diventato l'unico vero impegno di questo governo.

Non che questo non sia, tendenzialmente, una necessità di qualunque governo, di questi difficili tempi.

Se davvero le persone, in massa, comprendessero quanto è sottile il ghiaccio su cui camminano, oppure che razza di incendio cova sotto le ceneri, la crisi esploderebbe di nuovo immediatamente.

Qui però si esagera. Qui non si riesce a fare praticamente niente, nello sforzo supremo di raccontare e raccontarsi che la Crisi è quasi finita, che il peggio è alle spalle, che ci sono chiari segni di ripresa etc etc. Per non parlare delle rogne giudiziarie da basso impero e relative leggi libera/tutti.

La gente ci crede sempre meno e quindi la dose di bubbole deve essere aumentata ancora un poco. Nel frattempo, neanche tanto lentamente, la situazione scivola rapidamente, anche in Italia, verso l'instabilità. A quella politica, segue, è inesorabile, quella economica e sociale.

Tutte le Istituzioni, ormai, sono quasi svuotate di autorità, l'abitudine alla bugia inveterata, plateale, inverosimile, pian piano ci Mitridatizza tutti. Dovremmo tornare alle basi.

Sono importanti, le basi.

Non è questione di giustizialismo.

E', molto semplicemente, questione di sopravvivenza del sistema.

Una volta accettato di transigere sui principi fondanti si comincia a scendere una china sempre più ripida. Non si tratta più di vaticini. Si tratta di quello che stiamo vedendo qui, oggi.

Chi è incompetente non DOVREBBE sedere in parlamento. Non è tempo per spingibottone/scaldasedia.

Abbiamo bisogno di competenza, intelligenza, comprensione e chiara visione strategica.

Chi ruba non deve sedere in parlamento. Non deve rappresentare alcuna parte del popolo italiano.

Chi è stato condannato non deve sedere in parlamento.

Chi mente deve essere sbugiardato e deve perdere la propria credibilità politica.

Per questa ultima parte ripenso spesso ad una lontana vicenda di alcune elezioni americane fa.

Erano i tempi delle primarie ( credo) 1987.

Un certo Gary Hart belloccio e vagamente Kennediano pareva destinato ad essere il candidato democratico, quando venne annientato da uno scandalicchio sexy, essendosi fatto beccare ad amoreggiare con una bellona biondona su una barca.

Gary era sposato e, nella puritana America, questo non si fa.

Quello che lo stroncò tuttavia, è una battuta di qualche suo avversario politico che da allora ho fatto mia. Il povero Gary, per guadagnarsi qualche voto in non so quale ruvido stato dell West, raccontò che era andato a caccia da quelle parti abbattendo, mi pare, un lupo.

Peccato che i lupi fossero estinti da circa un secolo, in quello Stato.

Il suo avversario disse: "Ma come è possibile fidarsi di qualcuno che mente anche su questioni inessenziali? Come potremo fidarci di lui quando dovesse trattare faccende davvero importanti?"

Questo spiega da un lato cosa è DAVVERO il puritanesimo anglosassone ( e non solo). Dall'altro perchè siamo arrivati al punto in cui siamo arrivati.

Chi mente pubblicamente, premeditatamente e reiteratamente non dovrebbe avere incarichi di rappresentanza.

Se si mente sulle piccole cose, procurandosi un vantaggio modesto, cosa faremo quando potremo mentire su faccende molto più importanti, che ci potrebbero dare vantaggi molto superiori?

Anche qui, credo ne converrete, non si tratta più di questinoi accademiche. Siamo circondati da una tale quantità di menzogne che non si sa neppure quale sbugiardare. Questo modo di fare, però, è suicida. La Storia lo insegna. Tanto più suicida quanto più arrivano le rogne.

Ormai sono pochi a crederci, a certi proclami magniloquenti. 4 gatti, che non vogliono sentire il puzzo di bruciat.

Il tetto scotta, infatti, perchè l'edificio, praticamente l'intero paradigma socio economico, sta andando a fuoco. Non è più tempo di bugie.

E' tempo di mettere le persone di fronte alla realtà.

Per brutta che possa essere sarà sempre meno brutta di quella che si troveranno di fronte continuando ad essere vellicati, irretiti e blanditi, mentre il tempo disponibile si riduce sempre più. Mentre superiamo il punto di non ritorno.

Intendiamoci: da buoni(?) catastrofisti & Cassandre riteniamo che il punto di non ritorno è GIA' superato e che possiamo solo mitigare l'impatto, tentando un l'atterraggio di emergenza.

In attesa che ai comandi vada un pilota con le idee un poco più chiare, non date retta all'attempato Stewart tuttodenti e preparatevi per l'impatto, studiate le uscite di emergenza, liberatevi degli orpelli innecessari etc etc.

Se cercate qui su Crisi, qualche consiglio negli ultimi due anni ve l'abbiamo dato.

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