23/05/10

NASCONO I "PARTIGIANI NEL TERZO MILLENNIO"

L'Italia sta attraversando un momento cruciale della sua storia.
In un contesto segnato dalla crisi economica e dalla corruzione di chi ha il potere e in presenza di una sorta di assopimento e adeguamento passivo da parte di moltissimi cittadini, ci si sta orientando a un modello di società e di stato in cui non si potrebbe più rispecchiare quel progetto di società solidale e democratica tracciato nella nostra Costituzione.

NOI NON SIAMO INDIFFERENTI

Tutti abbiamo assistito agli episodi di negazione e rimozione che hanno funestato la celebrazione del 25 Aprile e della Resistenza, e VEDIAMO OGNI giorno tentativi di revisione della storia all'insegna dell'omologazione di parti dai contenuti politici antagonisti.

CHI VIVE VERAMENTE NON PUÒ NON ESSERE CITTADINO E PARTIGIANO

Dobbiamo tornare a sognare il futuro e vederlo crescere nelle mani e nel cuore: un futuro dove l'essere umano è persona e non consumatore, dove la natura è amica e non un intralcio al profitto, dove finché ci sarà un essere vivente privato della libertà e di diritti nessuno è libero, dove la mia casa è la tua casa, dove solidarietà, tolleranza, uguaglianza e cultura sono il pane quotidiano.
Dobbiamo riprendere a realizzare un mondo dove progresso è lavorare tutti, contro i pirati della finanza e delle banche in grado di decidere il futuro delle nazioni.
Dobbiamo continuare a pensare ad una Italia unita nell'affrontare i problemi contro ogni smania di secessione .
Questi sogni sono la base delle rivolte, delle rivoluzioni, delle lotte di liberazione. L' omologazione, spacciata per pace sociale, è l'antitesi dell'evoluzione della società.
Il nostro sogno vuole diventare un grande progetto di vita: è una nuova Resistenza
quella che ci si chiede, contro un nemico che sfugge e si trasforma continuamente. Non è più il momento di imbracciare il fucile, come nel '43, ma quello di essere partecipi attraverso un rinnovato impegno civile. I partigiani del '43 avevano un nemico chiaro e identificabile: il nazifascismo. Oggi la nuova Resistenza deve consistere nella lotta per la tutela della Costituzione, per la legalità, per l'ambiente, contro il razzismo e contro mafia, camorra e 'ndrangheta, contro un nemico che si trasforma e si mimetizza in varie forme e comportamenti.

VIVO, SONO PARTIGIANO

Ma per farlo non basta aderire simbolicamente ad un gruppo web: dobbiamo dare un segno tangibile, che si possa quantificare e rendere pubblico, in modo che sia un messaggio chiaro ed esplicito della nostra volontà di cambiare le cose.
Per questo, spinti da senso civico, abbiamo pensato di iscriverci ad una delle associazioni partigiane e invitare tutti i nostri amici ad iscriversi e a partecipare attivamente alle attività. Le principali sono l'ANPI e la FIAP (di cui in calce vi diamo link e indicazioni).
Queste associazioni sono già presenti in Facebook e aderire alle loro pagine ha certamente un valore simbolico, ma lo ha molto di più il tesserarsi.
Molti di noi -promotori ma anche amici e conoscenti- rifiutiamo, da sempre o negli ultimi tempi, il tesseramento ad un partito: in questo momento pensiamo che prendere una tessera "partigiana" ci identifichi molto meglio con lo spirito democratico e repubblicano. Così come all'esperienza partigiana parteciparono donne e uomini di varie tendenze politiche, tutti noi, pur con sensibilità e posizioni diverse, possiamo tesserarci e, da un lato, dare consistenza e forza rappresentativa a chi per 60 anni ha difeso i valori fondanti della nostra Repubblica, dall’altro, operare attivamente per una nuova e moderna forma di resistenza.

Vi proponiamo inoltre di attivare, usando questa pagina come mezzo, iniziative coordinate e diffuse sul territorio con l'intento di rendere evidente e manifesta questa attività resistente.
LA RESISTENZA NON FINISCE MAI

Alessandra Drei
Bea Malverti
Daniele Bellora
Emanuela Bonaga
Gianluigi Colaiacomo
Giuseppina Cacace
Ileana Turazzo
Italo Pattarini
Loredana Zoppellari
Luciana P. Pellegreffi
Maria Teresa De Nardis
Mirtella Taloni
Paolo Avallone
Stefano Moretti

"Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L'indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. L'indifferenza opera potentemente nella storia. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti” Antonio Gramsci.


Luciana P. Pellegreffi
by NEUROANITTIVI

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