21/06/10

Io non seguo i Mondiali 2010

Nonostante da ragazzo mi abbia dato alcune soddisfazioni, il calcio non mi è mai piaciuto, non l’ho quasi mai giocato, ne seguito alla tv o sui giornali, ...a dire il vero credo di non aver mai aperto nemmeno una volta nella vita la Gazzetta dello Sport.
Con tutta evidenza questo mi pone in una condizione di relativo isolamento da certi discorsi, soprattutto durante i mondiali, dato che il mantra di queste settimane è, e sarà, più o meno univoco. ...Che faccio, mica posso mettermi a discutere con quelli che incontro di strategie d’attacco o di schemi di difesa se non conosco nemmeno chi è stato convocato, chi è l’allenatore della nazionale o come è andata l’ultima partita?
Al limite potrei parlare, a vuoto oltretutto, della FIFA, responsabile della commercializzazione di ogni singolo prodotto relativo al calcio professionale, delle sponsorizzazioni e dei diritti TV, la cui fama nel mondo della palla di cuoio è paragonabile solo a quella di Re Mida tra i gioiellieri: tutto quello che tocca questo piccolo ma potente gruppo di persone diventa oro.
Pensate che l’incasso dei mondiali 2010 è previsto su un ordine di grandezza di 3,8 mld. di dollari. In Sud Africa la FIFA ha consigliato al governo di aumentare la dotazione sportiva e così sono stati spesi 450 milioni di dollari per la costruzione, fra l’altro, di cinque nuovi stadi e la restaurazione di altri cinque, nonostante le infrastrutture pubbliche siano in generale molto carenti, tranne, che nell’area edificata più ricca del Paese sviluppatasi tra l’aeroporto di Johannesburg ed il lussuoso quartiere di Sandton, una specie di Cattedrale nel deserto. E’ qui che troveranno dimora i 200 delegati dell’organizzazione.
Dove la FIFA decide di andare detta legge, nel vero senso della parola. Quattro anni fa, il parlamento sudafricano ha dovuto attribuire ai Mondiali lo status di “evento protetto” regolato da leggi specifiche. In pratica la Coppa del Mondo si svolgerà in un certo numero di GreenZone, come in Iraq, dove tutto dal caffè alla protezione dei perimetri è a vantaggio e di competenza della FiFA.
La scelta stessa degli stadi è stata orientata alla soddisfazione dei turisti del calcio d'angolo piuttosto che alla riqualificazione di strutture utili all'intera collettività. Allo stadio di Athlone, periferia povera di Città del Capo, è stato preferito lo stadio di Green Point, incastonato tra il mare ed il monte Table, in quella che viene definita la cartolina preferita della città. La motivazione di una scelta apparentemente incomprensibile l'ha data uno zelante ispettore della FIFA dichiarando al “Mail and Guardian” che miliardi di telespettatori non vogliono vedere “miseria e morti di fame” in TV.
Da diversi anni il mondo del pallone professionale e tutto ciò che gli gira intorno hanno dimostrato di essere un circo mediatico imbastito a bella posta per riempire, assieme ad altre amenità "sui generis", le discussioni e le passioni, a volte addirittura la vita, delle persone. Questo non fa che peggiorare la mia opinione sul gioco e il mio disinteresse per i suoi annessi e connessi. In Italia tra intercettazioni pre legge-bavaglio e scandalosi retroscena abbiamo scoperto che Moggi non era l’unico a tirare l’acqua al suo mulino - ma qualcuno ha creduto davvero alla barzelletta che lo vedeva dipinto come il “Licio Gelli” del calcio italiano? – e oggi viene a galla, attraverso il processo a suo carico, la verità più semplice e meno accettabile: una “fotografia di gruppo” che inchioda al muro l’intero mondo patinato del pallone con le sue finte partite, i suoi arbitri accomodati e/o accomodanti oltre ai suoi giocatori trasmutati in gladiatori mercenari del nulla. Eccoli che riempiono i palinsesti televisivi e gli spazi pubblicitari, i nuovi “eroi” dal palleggio spigliato, paladini del mercimonio più indecente messi al centro dell’arena ad uso e consumo della plebe domenicale che segue pedissequamente questo lurido corteo comprensivo di “pupe”, “veline” e “puttane”, dove la differenza tre le une e le altre appare sempre più labile e indecifrabile.
E’ inutile fare nomi, ma gente che dovrebbe rappresentare un esempio per le giovani generazioni, almeno così sembra voglia la nostra società, e che pubblicizza in modo tanto naturale quanto spudorato il gioco d’azzardo, lasciatemelo dire, è proprio il miglior biglietto da visita dell’Italia ai mondiali. Ormai, come diceva Vasco, “non c’è più religione”, o meglio, l’unica religione rimasta, quella che guadagna adepti ogni giorno, è la religione del “Life is Now”. Poco importa quello che c’è dietro, ciò che viene nascosto per non turbare le libagioni mentali del sempre incolpevole consumatore. Il carrozzone è partito e guai a fermarlo.
Si dice che tutto il mondo è paese e a me i mondiali di calcio 2010 ricordano effettivamente il nostrano G8 dell’Aquila: tanti sorrisi di circostanza, tante promesse mancate, tanti, tanti soldi buttati al vento e sprecati, tante false parole di cordoglio per le umane tragedie e gente che, dopo aver riso al telefono dell’accaduto, raccoglieva le messi del “Capitalismo dei disastri”, con le vittime, “quelle vere”, impossibilitate perfino ad avvicinarsi agli incontri istituzionali conditi da “lustrini e cotillon”, dove i posaceneri, solo i posaceneri sono costati ben 160.000 euro. Non è stato permesso agli aquilani già gambizzati dal terremoto di rendere visibile il loro malessere di fronte ai “grandi della terra” e quei pochi che hanno provato a protestare sono stati ricacciati indietro come dannati fuggiti dall’inferno, i loro diritti e la loro dignità di cittadini sono stati calpestati da uno Stato che li ha confinati per mesi dentro ai campi di accoglienza... Ora i soldi per l’Aquila sono finiti, molti non hanno ancora una casa, moltissimi non la potranno più ricostruire, ma nessuno ne parla. Abbiamo altro per la testa.
In Sud Africa la situazione è se possibile molto peggiore e la catastrofe si rivela normalità. Anche lì gli ultimi, dopo essere stati dimenticati, sono stati frettolosamente nascosti come polvere sotto il tappeto per non urtare la sensibilità dei consumatori del Nord concentrati sull'evento dei mondiali. La Coppa del Mondo va in scena in un paese con quasi il 40% di disoccupazione e dove il 50% della popolazione vive con meno di un dollaro al giorno e non mi si venga a dire che i mondiali porteranno beneficio a questi disperati perchè sarebbe un insulto alla mia pur limitata intelligenza. In questo clima ecco uno stralcio dell’appello fatto pervenire all’ambasciatrice sudafricana in Italia Thenjiwe Mtintso, firmato da missionari come Zanotelli, Mondini e Bonato in occasione della Coppa del Mondo:
"siamo oggi preoccupati per il trattamento subito dagli abitanti delle baraccopoli e dai venditori di strada in occasione della Coppa del mondo. Gli abitanti delle baraccopoli vengono forzatamente sfrattati e fatti vivere in transit camps, mentre ai venditori di strada è stato proibito di vendere la propria merce durante tutta la durata della Coppa del mondo. Ai poveri non è stato concesso di partecipare alla costruzione di un percorso comune che portasse verso la Coppa del mondo. Al contrario la Coppa del mondo è divenuta l’occasione per ristrutturare le città secondo criteri che favoriscono solo le élite. I poveri vengono spinti fuori, lontani dagli occhi dei turisti e dei giornalisti. Peraltro, le misure di sicurezza adottate in occasione dei Mondiali limitano fortemente il diritto dei cittadini a esprimere democraticamente il dissenso rispetto a questo stato di cose".
Ecco cosa rappresentano i Mondiali per chi non può permettersi nemmeno un pasto decente al giorno, solo un'altra occasione di umiliazione e di segregazione.
Chiudo lasciandovi in compagnia della Mascotte di questi mondiali, Zakumi mi pare si chiami, la cui produzione è stata bloccata dopo alcuni controlli in cui è emerso che gli operai che lavoravano alla sua fabbricazione facevano turni anche di tredici ore al giorno, per la misera paga di due euro. La ditta cinese, la Shanghai Fashion Plastic Products & Gifts, aveva ricevuto in subappalto il lavoro dal gruppo che gestisce il branding Fifa. Un’altra sberla in faccia ai deboli della terra.
E ora godetevi pure la vostra Coppa del Mondo.

di G.Barile

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1 commento:

  1. Mondiali scandalosi in tutti i sensi
    Oltre a far schifo la Nazionale ci dobbiamo vedere le partite a intermittenza
    Nella zona di torino è saltato il segnale e nn si è potuto vedere il secondo tempo della partita.

    http://tvdigitaldivide.wordpress.com/2010/06/20/torino-black-out-del-digitale-terrestre-durante-la-partita-dellitalia/

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