25/08/10

Addio, Castiglion del Bosco.

Forse qualcuno ha sentito nominare Castiglion del Bosco. E' un piccolo borgo della campagna senese, circondato da meravigliose colline decorate da vigneti, ulivi e cipressi, con le rovine di un antico castello e una chiesetta con affreschi del Lorenzetti. Tanto splendore merita una gita, e così eccoci ad intraprendere la lunga strada comunale "bianca" che passa accanto al borgo.

Qualcuno ci aveva raccontato che le industrie Ferragamo sono da poco coinvolte nella "ristrutturazione" di Castiglion del Bosco, così ci aspettavamo anche bei giardini e una manutenzione curata. Si sa, il lusso italiano, il design eccetera. Parcheggiata l'auto lungo la strada, ci siamo avviati verso la promettente stradina che conduce nel cuore della frazione. Ma non abbiamo potuto percorrere più di dieci metri: una cortese guardia privata, sbucata da chissà dove, ci ha avvicinato e ci ha pregato di non procedere oltre. Non si può visitare il borgo. Neanche il castello? Neanche. E la chiesa? Proprietà privata. E i giardini? Riservati agli ospiti anche quelli. Vabbè, ma dove possiamo stare allora? Sulla strada, e basta: quella è comunale e non possono impedirci di stare lì. Ma non possiamo oltrepassare il ciglio della strada da entrambi i lati, nix, vietato, è tutto privato. E visto che l'idea di piazzarci al centro della comunale a farci stirare dalle jeep non ci arride troppo, risaliamo mogiamente in macchina e proseguiamo la ormai mortificata gita.

Un paio di chilometri più giù di Castiglion del Bosco c'è il famigerato campo da golf, chiacchierato in tutta la contea (si vocifera che associarsi costi 400 mila euro). Così visto che siamo lì, andiamo a vederlo. Ora, dovete sapere che ho sempre pensato fosse un po' esagerato l'indignato fervore ambientalista contro i campi da golf: a parte quelli in luoghi improbabili come il deserto, se si costruiscono dove c'è abbondanza di acqua e pioggia cosa sarà mai di sfacelo del territorio. E' un bel pezzo di prato, voglio dire, sempre meglio di un autodromo e persino del solito inutile svincolo.

Ma non avevo mai visto un campo da golf in costruzione. Un campo da golf già strutturato, ma senza il prato: ebbene, è una visione assolutamente scioccante. Sembra di vedere le colline di Mordor. Una distesa di colli finti, progettati a tavolino, interamente cosparsi di un liscio fango marrone, con sopra disegni di riquadri e cerchi a mò di misteriosi simboli. Dopo aver goduto dei meravigliosi panorami collinari tra boschi, uliveti e vigne, un simile scempio appare una violenza inaudita perpetrata su decine di ettari di terra buona e produttiva (oltre che bella). Sono rimasta senza fiato.

Così, siamo tornati indietro per la comunale bianca. Davanti a noi, assai curiosamente, un'autocisterna che sputava acqua sul terreno. Avevamo già notato, infatti, come il tratto da Castiglione del Bosco al golf fosse bagnato: a quel punto è apparso evidente come si mantenga la strada bianca costantemente bagnata per evitare che le lussuose auto che passano colà si impolverino nel percorrere un paio di chilometri. Compresa a fondo la situazione, ci siamo chiesti per quanto tempo la strada "comunale" rimarrà senza asfalto e soprattutto per quanto tempo rimarrà "comunale". Appena terminato il golf, c'è da scommetterci che diventerà una strada privata e nessuno potrà più percorrerla, a parte pochi miliardari.

Siamo stati defraudati di un magnifico borgo, di splendide colline e anche di una deliziosa caratteristica strada, a favore di pochissimi. Se volete visitare Castiglion del Bosco potete ora farlo soltanto via Internet, questo è il sito. Ma reggetevi forte, che noi miseri mortali non siamo abituati a certi spettacoli.

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